Napoli, 27 marzo 2026 – La Procura di Napoli ha avviato un’indagine riguardante un preoccupante aumento di casi di epatite A, che interessa principalmente la Campania e si è esteso al basso Lazio. Al centro dell’attenzione investigativa vi è l’ipotesi che una partita di cozze contaminate, presumibilmente importate dall’estero, sia stata miscelata con prodotti italiani, dando origine a un focolaio di infezioni. Gli accertamenti proseguono con controlli approfonditi da parte dei carabinieri del NAS e analisi di laboratorio su numerosi campioni.
Il boom dei casi di epatite A e la risposta delle autorità
Secondo i dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità, solo nel mese di marzo 2026 sono stati confermati circa 160 casi di epatite A, di cui 110 in Campania. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha esortato la popolazione a evitare il consumo di frutti di mare crudi ribadendo che “tutto ciò che è cotto può essere consumato in sicurezza”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la complessità della filiera produttiva, che coinvolge sia pescato locale che importazioni estere, rendendo difficoltosa l’individuazione precisa della fonte di contaminazione. Parallelamente, nel Lazio la situazione è monitorata attentamente, come confermato dal presidente regionale Francesco Rocca, che rassicura sul fatto che “la situazione è sotto controllo” e che sono in corso la tracciatura di tutti i lotti coinvolti.
Un caso isolato è stato segnalato anche in Toscana, presso una scuola di Grosseto, dove la ASL Toscana Sud Est ha adottato misure preventive, raccomandando la vaccinazione contro l’epatite A per gli alunni e il personale scolastico.

Indagini e ipotesi sull’origine della contaminazione
Le autorità giudiziarie stanno procedendo con un fascicolo contro ignoti per il reato di commercio e detenzione di alimenti pericolosi per la salute pubblica. I carabinieri del NAS hanno sequestrato circa 50 kg di frutti di mare e prelevato numerosi campioni da analizzare. L’ipotesi più accreditata è che cozze italiane, in particolare provenienti da Bacoli (Napoli), siano state mischiate con mitili contaminati provenienti dall’estero, forse da zone con scarichi fognari non adeguatamente trattati, in particolare lungo il litorale campano e la zona di Terracina.
Caratteristiche e rischi legati al consumo delle cozze
Il Mytilus galloprovincialis, noto comunemente come cozza o mitilo mediterraneo, è un mollusco bivalve molto diffuso e apprezzato nella cucina italiana. Tuttavia, la sua natura di filtratore lo rende particolarmente vulnerabile all’accumulo di virus e batteri patogeni provenienti da acque inquinate. Le cozze possono trattenere agenti patogeni come il virus dell’epatite A, che è trasmesso principalmente per via oro-fecale.
Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità ricordano che il consumo di cozze crude o poco cotte è particolarmente rischioso in aree dove la qualità delle acque marine è compromessa. La cottura completa, che permette l’apertura delle valve e la penetrazione del calore fino al centro del mollusco, è essenziale per eliminare i virus. Inoltre, è fondamentale attenersi a rigorose norme igieniche, come il lavaggio accurato delle mani e di frutta e verdura, e garantire la corretta gestione degli scarichi fognari per prevenire contaminazioni ambientali.
Epatite A, indicazioni per la prevenzione e la vaccinazione
Oltre alle buone pratiche di igiene alimentare, l’epatite A può essere prevenuta efficacemente tramite vaccinazione, fortemente consigliata per categorie a rischio e viaggiatori diretti in aree con alta incidenza della malattia. La vaccinazione è altresì raccomandata per chi ha avuto contatti stretti con persone infette, da effettuarsi entro 15 giorni dall’esposizione per prevenire casi secondari.
Sul fronte delle istituzioni, l’impegno resta quello di intensificare i controlli lungo tutta la filiera del pescato, migliorare la tracciabilità dei lotti e garantire la sicurezza alimentare, anche attraverso la collaborazione tra enti sanitari e forze dell’ordine. Il sindaco Manfredi, oltre al ruolo di primo cittadino, ricopre anche la carica di commissario straordinario per la bonifica dell’area di Bagnoli, dimostrando una particolare attenzione alle tematiche ambientali e sanitarie che interessano Napoli e l’intera regione campana.
