246 opere incompiute: il mistero di 1,1 miliardi da finanziare

246 opere incompiute: il mistero di 1,1 miliardi da finanziare

246 opere incompiute: il mistero di 1,1 miliardi da finanziare

Giada Bianchi

30 Agosto 2025

Alla fine del 2024, il numero delle opere pubbliche incompiute in Italia ha raggiunto la cifra di 246, con costi stimati per il completamento che ammontano a 1,1 miliardi di euro. Questo dato emerge dall’analisi del Centro Studi Enti Locali, che evidenzia una tendenza positiva rispetto agli anni precedenti, con una diminuzione del 7,5% rispetto alle 266 opere registrate nel 2023. Si tratta di un nuovo minimo storico per il paese, che segna un’importante evoluzione nella gestione delle opere pubbliche.

Il valore complessivo degli interventi inconclusi si attesta a 1,6 miliardi di euro, mostrando un lieve calo rispetto all’anno passato. Anche la spesa necessaria per completare queste opere ha registrato una flessione, con una diminuzione del 3,4%. Questi dati, sebbene incoraggianti, non devono però nascondere il fatto che il fenomeno delle opere incompiute rimane un problema significativo, in particolare nel Sud Italia e nelle Isole, dove si concentra il 63,8% dei cantieri fermi.

Situazione geografica delle opere incompiute

In particolare, il Sud e le Isole presentano 157 opere incompiute, con un fabbisogno stimato di circa 578 milioni di euro. Nel Centro Italia si contano 44 opere non completate, mentre al Nord il numero scende a 40. È interessante notare che, sebbene le amministrazioni centrali abbiano solo cinque opere sospese, queste rappresentano un impatto economico considerevole, superando i 407 milioni di euro, ovvero il 38,1% del fabbisogno complessivo.

A livello regionale, la Sicilia e la Puglia si contendono il primato delle opere incompiute, ciascuna con 35 cantieri fermi. La Sardegna e il Lazio seguono con 30 opere, mentre la Lombardia si ferma a 17. Non sorprende che la Sicilia detenga anche il record per spese di ultimazione, con 143,7 milioni di euro necessari, mentre la Puglia svetta per valore complessivo degli interventi, pari a 204,7 milioni di euro.

Aumento delle opere incompiute in alcune regioni

Tuttavia, nonostante il calo generale delle opere incompiute, ci sono nove regioni dove il numero di cantieri fermi è aumentato. Tra queste troviamo il Lazio, la Lombardia, l’Abruzzo, la Basilicata e l’Emilia-Romagna. Questi dati mettono in luce le difficoltà persistenti nella gestione delle opere pubbliche e i problemi strutturali che continuano a ostacolare il progresso.

Le cause delle opere incompiute sono molteplici e ben note. Tra i motivi principali si evidenziano:

  1. Mancanza di fondi
  2. Problemi tecnici
  3. Fallimenti delle imprese appaltatrici
  4. Scarsa volontà di completamento da parte delle stazioni appaltanti

Una delle opere più emblematiche di questo fenomeno è la Città dello Sport di Tor Vergata, che continua a essere l’opera incompiuta più costosa d’Italia. Questo progetto, iniziato con grandi promesse, è stato segnato da ritardi e controversie che ne hanno ritardato il completamento, diventando simbolo di inefficienza.

Conseguenze delle opere incompiute

Ciò che rende la situazione ancora più complessa è la possibilità che le opere incompiute possano avere ripercussioni significative sull’economia locale e sull’occupazione. I cantieri fermi non solo rappresentano risorse sprecate, ma anche opportunità mancate per la creazione di posti di lavoro e per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie a garantire una crescita economica sostenibile.

Le conseguenze delle opere incompiute si estendono anche al piano sociale, in quanto progetti fondamentali per il miglioramento della qualità della vita nelle comunità rimangono inattuati. Strutture come scuole, ospedali, strade e ponti non completati possono influenzare negativamente il benessere dei cittadini e la percezione della qualità dei servizi pubblici.

Per affrontare questo problema, è fondamentale che le istituzioni competenti adottino misure concrete e strategiche. La trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, la creazione di meccanismi di controllo più rigorosi e l’implementazione di piani di incentivazione per le aziende appaltatrici sono solo alcune delle azioni che potrebbero contribuire a ridurre il numero di opere incompiute.

Inoltre, è cruciale un maggiore coinvolgimento delle comunità locali e degli stakeholder nel processo decisionale. Solo attraverso un approccio collaborativo e partecipativo, le amministrazioni possono sperare di ottenere risultati tangibili e di restituire fiducia ai cittadini nel sistema delle opere pubbliche.

L’Italia, con una storia ricca di opere architettoniche e infrastrutture, ha il potenziale per superare questa crisi e tornare a investire nel suo futuro. Con un impegno rinnovato e una strategia efficace, il completamento delle opere incompiute potrebbe finalmente diventare una realtà, contribuendo così al progresso e allo sviluppo sostenibile del paese.

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