Gli over 65 in salute sono di più dei ragazzi

In Italia sempre più sono i senior sopra i 65 anni che sono in perfetta salute.
E in base ai dati raccolti questi senior in ottima salute,sarebbero più numerosi dei ragazzi.
Ogni mese nel mondo 870mila persone compiono 65 anni entrando così nella “terza età” con la ragionevole speranza di arrivare a varcare anche la quarta. Secondo l’Istituto nazionale di studi demografici francese (Ined), avremo presto un mondo nel quale, per la prima volta nella storia dell’umanità, gli anziani saranno più numerosi dei giovani.
In Italia,questo è già avvenuto:i ragazzi sotto i 15 anni sono il 15% rispetto al 20% dei senior sopra i 65 anni.

I Cibi grassi influenzano il Cervello

I cibi grassi le sostanze in essi presenti influenzano in maniera stretta e negativa il nostro cervello.
Questa è la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori della University of Texas Southwestern Medical School degli Stati Uniti.
Secondo i ricercatori quando mangiamo cibi particolarmente grassi il nostro cervello comunica alle cellule dell’organismo di non prestare attenzione alla presenza nel sangue della leptina e dell’insulina,ormoni molto importanti nella regolazione del peso corporeo e del senso di sazietà.
Se al cervello viene dato l’ordine di ignorare leptina e insulina il nostro senso di sazietà non si attiva, quindi,mangiamo oltre misura.
Abituarsi ad un’alimentazione corretta basata sull’assunzione di cibi non grassi è dunque essenziale per impedire che venga attivato questo processo, che a lungo andare potrebbe portere l’obesità e tutte le problematiche ad esse correlate.

Lo stress da lavoro è rosa

Lo stress legato al lavoro colpisce milioni di europei, in tutti i settori d’impiego. In Italia, secondo uno studio promosso dalla Commissione Salute delle donne del ministero della Salute, il fenomeno e’ ‘in rosa’: interessa le lavoratrici con una percentuale doppia rispetto ai colleghi uomini, come indicato nel Primo Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia. Sono soprattutto donne con i contratti part-time e le forme di lavoro atipico.
I dati sono stati diffusi durante il Convegno nazionale ‘Approccio multidisciplinare allo stress occupazionale’,svoltosi presso il Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma (Aula Brasca, ore 9.30). L’evento e’ promosso dall’Istituto di psichiatria e psicologia dell’Universita’ Cattolica di Roma, in collaborazione con l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl).

Cioccolata si o no?

Un nuovo studio sulla cioccolata condotto sui topi e presentato al Congresso internazionale sull’emicrania a Philadelphia, suggerisce che la polvere di cacao ha effetti benefici sulle cellule infiammate a causa del mal di testa.
Questo studio è controcorrente a tutte le teorie precedenti che descrivevano la cioccolata come il nemico numero uno dell’emicrania. Allo stesso modo, un altro studio pubblicato sul ‘Journal of Internal Medicine’ di settembre ha dimostrato che coloro che sono sopravvisuti a un infarto possono ridurre il rischio che capiti una seconda volta mangiando cioccolata più volte a settimana.
Ma secondo altri esperti,invece mangiando troppa cioccolata, le calorie e i grassi contenuti potrebbero annullarne l’effetto antiossidante rendendola dannosa per le cellule.

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OMBRELLINO NEL CUORE CONTRO LA FIBRILLAZIONE

Un ‘ombrellino’ nel cuore per curare le persone che soffrono di fibrillazione atriale per tutti quei pazienti che devono eseguire una terapia anticoagulante
Questo l’intervento innovativo eseguito per la prima volta a Roma, su due pazienti nell’Unita’ operativa complessa di cardiologia interventistica dell’azienda Ospedaliera San Filippo Neri, diretta dal professor Giulio Speciale.

Il divieto fumo ha migliorato la salute

Dal gennaio 2005, ovvero,daquando e’ entrata in vigore la regolamentazione legislativa sul fumo, gli infarti acuti sono diminuiti dell’11,2% in Italia.
Oltre che in Italia,anche in Irlanda, dove il divieto risale al 2004, il numero dei ricoveri per infarto e’ diminuito dell’11% l’anno.
In Francia, dove invece il divieto risale solo al febbraio 2008, i ricoveri d’urgenza per infarto sono calati del 15%.

La nuova norma ha dato beneficio alla salute.
A mio avviso ora tocca all’alcol.

Giornate dell’Attivismo 2009

Sabato 19 e domenica 20 settembre scendi in piazza per pretendere dignità
Unisciti alle centinaia di attiviste e attivisti che saranno in piazza il 19 e 20 settembre e sottoscrivi il manifesto della campagna globale “Io pretendo dignità”.

Scendiamo in piazza perché pretendiamo:

1. La responsabilità dei governi, delle imprese e delle istituzioni finanziarie internazionali per le violazioni dei diritti umani che sono causa della povertà;

2. L’accesso ai diritti e ai servizi essenziali per la dignità umana senza discriminazione;

3. La partecipazione attiva nella lotta contro la povertà delle persone che vivono in povertà e dei loro rappresentanti;

4. Il rafforzamento delle capacità delle persone che vivono in povertà, affinché possano reclamare il rispetto dei loro diritti;

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DIABETE, PIGRIZIA E GRANDI ABBUFFATE NEMICHE DEL DNA

Secondo quanto emerso dallo studio pubblicato su Cell Metabolism dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), le nostre “cattive” abitudini potrebbero influenzare negativamente il nostro genoma.Se il nostro stile di vita è errato,possiamo essere geneticamente predisposti” allo sviluppo del diabete di tipo 2
Gli studiosi, hanno analizzato il tessuto muscolare di un gruppo di soggetti affetti da diabete di tipo 2, e hanno identificato un gene, Pcg-1a, che subisce una modifica in seguito all’esposizione ad elementi infiammatori o acidi grassi. Questa modifica sarebbe correlata ai disturbi metabolici e potrebbe verificarsi poco tempo prima dello sviluppo del diabete.

Lo studio però aspetta ulteriori conferme

Il Mal d’amore porta al Malessere generale

Una delusione d’amore manda il cuore in pezzi. E fa realmente male alla vittima di Cupido. Un gruppo di ricercatori dell’Universita’ della California ha infatti scoperto un collegamento genetico tra il dolore fisico e il rifiuto sociale. Questo significa, secondo quanto riportato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che la rottura di un rapporto puo’ essere davvero molto dolorosa anche a livello fisico. Gli scienziati hanno trovato che il gene ‘OPRM1′ (recettore mu per gli oppioidi), che regola i piu’ potenti antidolorifici del nostro corpo, e’ anche coinvolto nelle esperienze sociali molto dolorose. Una variazione di ‘OPRM1′, spesso associata al dolore fisico, e’ legata anche alla quantita’ di dolore sociale che una persona sente quando viene rifiutata. Alcune persone, in particolare, presentano una rara forma del gene e sono piu’ sensibili al rifiuto e quindi al dolore sociale. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato i campioni di saliva di 122 volontari per capire quale versione del gene ‘OPRM1′, quella piu’ sensibile o meno, avevano i soggetti. In primo luogo, i volontari hanno risposto a una serie di domande per misurare la propria sensibilita’ al rifiuto. Sono stati invitati poi a esprimere il proprio accordo o disaccordo con affermazioni tipo “Io sono molto sensibile a tutti i segnali di una persona che non vuole parlare con me”. Infine, i ricercatori hanno testato le emozioni di 31 volontari quando sono stati volutamente esclusi da un gioco al computer che prevedeva un scambio di una palla virtuale tra i partecipanti.
“Le persone con la rara forma del gene del dolore, che hanno mostrato in precedenti lavori di essere piu’ sensibili al dolore fisico, hanno anche segnalato i piu’ elevati livelli di sensibilita’ al rifiuto e hanno dimostrato una maggiore attivita’ nella regione del cervello associata al dolore sociale quando sono stati esclusi”, ha spiegato Naomi Eisenberge, una delle autrici dello studio. E’ la prima volta che gli scienziati sono riusciti a dimostrare che i geni coinvolti nel dolore fisico sono legati a loro volta a esperienze mentalmente dolorose, come quella di una rottura amorosa.

Il tè verde è una bevanda della salute

Il tè verde dopo che si è scoperto essere una valida arma di prevenzione,nei confronti delle malattie cardiache, per il morbo di Alzheimer, e per la pelle continua a sorprendere. Una ricerca dello statunitense condotta da Feist-Weiller Cancer Center ha dimostrato che il tè verde rallenterebbe la progressione del cancro alla prostata ,grazie al polifenolo una sostanza chimica che si trova nelle sue foglie.Il polifenolo è un antiossidante che agisce bloccando l’angiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni,uno dei fattori responsabili dell’’invasione tumorale(metastasi) Un consiglio per il sesso forte?Bevete tanto tè verde!