Il segreto di un matrimonio lungo e felice? idealizzare il partner

Matrimonio

Matrimonio

Abbiamo parlato molto spesso del modo migliore per far durare un matriomio e l’ultima ricerca in materia aggiunge un nuovo metodo alla lunga lista di quelli già esistenti.

Per far si che il vostro sia un matrimonio lungo e soprattutto felice, dovete idealizzare il vostro partner.

Sembrerebbe essere un’affermazione in netta controtendenza rispetto alle altre, ma tuttavia è sulla base di una precisa ricerca che l’università di Buffalo espone la sua tesi.

In effetti, dopo aver lavorato con ben 193 coppie, i ricercatori si sono accorti che la felicità all’interno della coppia dipendeva da quanto fosse idealizzato il compagno o la compagna. Se la visione del proprio partner era troppo realista e cinica, infatti, veniva dato un peso maggiore ai problemi della coppia, anche quelli di poco conto.

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L’abilità mentale aumenta dopo una chiacchierata amichevole

Una chiacchierata tra amici

Una chiacchierata tra amici

Se volete stimolare la vostra mente rendendola più elastica e reattiva agli stimoli non è necessario allenarsi con rompicapi, sudoku e affini: vi basterà farvi una bella chiacchierata tra amici.

Lo dice la ricerca condotta dall’Università del Michigan che, sulle pagine del Social Psychological and Personality Science, pubblica le proprie conclusioni.

In effetti, secondo gli studiosi, sarebbero proprio i dialoghi amichevoli a rafforzare la nostra mente rendedola più abile nell’affrontare la quotidianità.

Insomma, si tratta di una ricerca che mette in luce che le facoltà intellettuali di un individuo non sono affatto statiche, anzi. Non si nasce con una determinata abilità mentale ma questa muta a seconda delle condizioni contingenti in cui ci ritroviamo a vivere.

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I laureati hanno meno paura della morte

Laureati

Laureati

Vuoi che il trapasso ti faccia meno paura? Studia tanto e vedrai che accetterai la morte come un fatto totalmente naturale.

Questa è la conclusione dell’Università di Granada nel corso di uno studio dedicato all’educazione dei bambini.

I ricercatori hanno concluso che ad aver meno paura della morte, infatti, sono le persone laureate. Al contrario, le persone con un livello di istruzione più basso temono di più la fine della vita e trasmettono la sensazione di ansia anche ai propri figli.

Proprio per questo il 76% dei bambini è atterrito dal concetto di morte e, una volta adulti, gli stessi bambini non riescono a elaborare i lutti in modo sano.

In questo senso bisognerebbe aiutare i bimbi ad avere una visione della morte naturale, come fase essenziale che segue la vita di ogni essere umano. Leggi tutto »

Cade oggi la Giornata Mondiale della Salute Mentale

Disturbi Psichici

Disturbi Psichici

Cade proprio oggi la giornata mondiale dedicata alla salute mentale.

Una manifestazione sostenuta e voluta da grosse associazioni e istituzioni, tra le quali nominiamo la Federazione Mondiale per la Salute Mentale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le Nazioni Unite.

Al centro del dibattito ci saranno tematiche quali la prevenzione e la cura, poiché è molto importante, nell’ambito di questi disturbi spesso bistrattati, farne una vera a propria priorità.

Una priorità soprattutto perché le ultime stime affermano che è bel il 12% della popolazione mondiale a soffrire di un disturbo mentale.

A livello europeo, invece, i disturbi colpiscono una pesona su tre, una percentuale decisamente alta insomma.

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Stare con le mani in mano deprime l’umore

Hobby, coltivare l'orto

Hobby, coltivare l'orto

La notizia riguarda una cosa che, chi più chi meno, hanno sperimentato tutti sulla propria pelle.

Pochi esseri umani sanno oziare e, quelli che non sono maestri nell’arte, rischiano di far tramutare l’ozio in noia, la noia in tristezza e la tristezza in crescente inappagamento, scongiurando per molto tempo la possibilità di sentirsi felici.

Ora arriva anche la conferma scientifica attraverso una ricerca  condotta dall’università di Chicago e Shangai poi pubblicata su Psychological Science.

In parole povere si afferma che, per essere felici non bisogna assolutamente stare con le mani in mano, anzi.

I fannulloni, ormai è scientificamente provato, sono meno felici delle persone attive.

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Arte e sensi: un connubio che scuote l’animo umano

La Gioconda

La Gioconda

La sindorme di Stendhal è comunemente conosciuta come un’affezione psicosomatica che, di fronte a opere artistiche di straordinaria bellezza, provoca vertigini, confusione, tachicardia e addirittura allucinazione.

Si tratta di una patologia decisamente rara che, però, ha come picco massimo di casi riscontrati, la città di Firenze.

E proprio in questa città si è svolto un esperimento volto a comprendere i meccanismi della psiche umana di fronte alle opere d’arte.

In effetti, nell’ambito de ‘Lo Specchio della Meraviglia di Luca Giordano’ a Firenze, più di 200 visitatori hanno potuto essere testimoni dei propri cambiamenti psicofisici di fronte alle opere.

In effetti un gruppo di ricercatori del Cnr hanno preso in esame qualitativamente e oggettivamente le reazioni dei visitatori coinvolti nell’esperimento e, benché nessuno abbia sperimentato (per fortuna) la sindrome di Stendhal, i risultati ottentuti dagli studiosi hanno dato i propri frutti.

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Tanoressia: la dipendenza dai lettini solari è in costante aumento

Tanoressia

Tanoressia

Tra le nuove possibili dipendenze ne va menzionata una che è ancora sconosciuta ai più: trattasi della Tanoressia.

Per definizione è la compulsione ad esporsi esageratamente ai raggio solari e, per traslato, ai raggi dei lettini abbronzanti.

Un recente studio ha evidenziato che la patologia è in costante crescita, tanto che pare che sia addirittura un ragazzo su tre a soffrirne.

E, come tutte le dipendenze, anche la tanoressia è pericolosa poiché alla lunga, danneggia la pelle aumentandone il rischio di tumore.

Il problema è stato recentemente esposto su Archives of Dermatology, soprattutto in vista del Euromlanoma Day, previsto per il 10 maggio.

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Le donne riconoscono gli errori prima degli uomini

Uomo e Donna

Uomo e Donna

Ed eccoci alle prese con l’ennesima ricerca che differenzia il modus operandi dell’uomo da quello della donna.

Questa volta si tratta di uno studio neurologico-psicologico condotto dal CNR in collaborazione con l’università Bicocca di Milano, poi pubblicato sulla rivista neuropsychologia.

Ad essere messa sotto esame è la velocità di comprensione degli errori che, gli scienziati assicurano, è molto più marcata nel gentil sesso rispetto alla popolazione maschile.

Ad essere stati esaminati e stimolati con immagini visive sono stati, infatti, 23 studenti e studentesse universitarie. Le immagini erano particolari in quanto ritraevano sia azioni comuni che azioni bizzare o insensate.

Ebbene, quello che è risultato è che il riconoscimento delle immagini insensate avveniva con maggiore rapidità dal sistema nervoso femminile, rispetto a quello maschile. Questo srebbe dovuto alla presenza dei cosiddetti ‘neuroni specchio‘, ovvero quelli che ci permettono di comprendere il significato di un’azione. Il campione femminile, inoltre, per il riconoscimento utilizza la sfera dell’affettività (corteccia cingolata e sistema limbico) a differenza del maschio che usa la sfera razionale della corteccia orbifrontale. Leggi tutto »

Impulsività e ore piccole. Fenomeni legati durante l’adolescenza?

adolescenza

adolescenza

Volete che i vostri ragazzi siano meno impulsivi nelle scelte della vita quotidiana? mandaleli a letto presto!

Sembrerebbe una follia, ma è la conculsione a cui è giunto uno studio giapponese poi pubblicato sul Journal of Adolescence.

Perché diciamocelo chiaro, avere un figlio che riflette prima di agire e che abbia costante giudizio per le scelte che deve effettuare è il sogno di chiunque. E il team giapponese, come rimedio al problema ha affermato che basterebbe che gli adolescenti siano abituati ad andare a dormire prima che rintocchi la mezzanotte.

In particolare, la ricerca è stata condotta su quasi 2000 ragazzi ai quali sono state poste precise domande sulle loro abitudini notturne dopo aver misurato loro il livello di impulsività e giudizio.

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Voci inesistenti durante l’infanzia: non c’è da preoccuparsi

babyIl vostro bimbo vi ha rivelato di sentire voci di persone che in realtà non esistono?

Non c’è da preoccuparsi, sembra essere una fase attraverso cui passano moltissime persone durante l’infanzia.

Si tratta, infatti, della conclusione a cui è giunta un’equipe dell’University Medical Center di Groninger in Olanda.

Al vaglio dei ricercatori sono stati infatti sottoposti circa 4000 bambini volontari delle scuole elementari, i quali sono stati sottoposti a test psicologici.

Ebbene, una fetta cosiderevole dei bimbi analizzati ha amessi di sentire, o di aversentito in passato, voci che potevano udire solo loro. E la cosa incredibile è che solo una minima parte di loro provava disagio nell’essere parte di un fenomeno immaginifico come il sentire voci esistenti.

Al contrario la maggior parte dei bambini non ha dato minimamente peso al fenomeno e quindi non l’ha fatto interferire col pensiero normale e con le normali attività quotidiane.

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