Obesità infantile: cresce la percentuale dei bambini obesi in Italia

Obestià infantile

Obestià infantile

Si sono svolti pochissimi giorni fa gli Obesity Day, ovvero le giornate dedicate alla lotta dell’obesità nel mondo.

Tuttavia i dati relativi ai bambini italiani non fanno ben sperare, in quanto all’obesità nella fascia infantile.

In effetti sembra che la patologia stia diventando particolarmente problematica a causa della sua vertiginosa crescita: 50% negli ultimi 20 anni.

Da cosa è causata questa spaventosa impennata? presto detto: cambio delle abitudini alimentari e vita più sedentaria.

Tv e videogiochi non sono mai stati così dannosi come in questo periodo. Non ‘rimbecilliscono’, come si diceva in passato’, ma portano i nostri ragazzi a condurre una vita da seduti. Seduti a scuola, seduti a casa a studiare e giocare, il movimento viene meno così come le possibilità di bruciare calorie.

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Peso: dormire esposti alla luce fa ingrassare

dormire

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Se volete perdere peso, ricordatevi di spegnere la luce quando andate a dormire.

Può sembrare un’affermazione bizzarra ma i ricercatori della Ohio State University affermano che corrisponde a verità.

Pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Sciences” si descrive di come dormire esposti alla luce continua possa modificare il metabolismo umano, rendendolo decisamente più incline a metter su peso.

Una considerazione che è stata fatta alla luce degli studi sui lavoratori notturni, più inclini a patologie cadiovascolari e diabete.

Considerazione a cui è seguito uno studio su alcuni topolini di laboratorio divisi in due gruppi, dei quali uno veniva esposto alla luce durante la notte. Ebbene, ne è risultato un effettivo cambiamento nel metabolismo corporeo, a parità di cibo igerito e attività fisica svolta.

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Sei in rosso?attento alla linea!

La crisi economica,le bollette arretrate,i mutui da pagare, e i conti in rosso secondo una ricerca dell’Universita’ di Harvard, pubblicata sull’American Journal of Epidemiology, sarebbero responsabili di un aumento di peso. Quando i fattori di stress psicosociale si moltiplicano, si rischia di consolarsi con i piaceri del palato, perdendo di vista il peso-forma.Lo studio,che è durato 9 anni, è stato effettuato su di mille volontari,ed ha anche,rilevato alcune differenze nei due sessi:le donne sono piu’ sensibili non solo alla crisi economica, ma anche ai problemi familiari, mentre,gli uomini risento nono principalmente della perdita di autorevolezza e degli stimoli professionali. Gli studiosi,però,indicano che chi ingrassa a causa dello stress sono solo i soggetti con un elevato IMC o IBM(indice di massa corporea o body mass index)

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Fumo e Gravidanza

Cosa comporta il fumo in gravidanza?
Tutti le fumatrici che intraprendono la gravidanza si pongono questa domanda. Una breve lista su quelli che sono gli effetti del fumo sul futuro bambino:

Il fumo riduce gli scambi di ossigeno tra la mamma e il bambino(solitamente avvengono a livello placentare) questo può comportare una serie di effetti molto gravi, come nascita prematura,basso peso,aborto etc.Questo non vale solo per la futura mamma fumatrice, ma anche per tutti quelli che stanno attorno alla mamma. Il fumo passivo può dare gli stessi effetti
E dopo la gravidanza?</em>cosa può succedere?
Oltre i rischi ormai conosciuti da tutti sugli adulti,una mamma fumatrice che allatta mette in pericolo il proprio bambino:La nicotina passa attraverso il latte materno,ed il bambino,viene ,in aggiunta esposto a quelli che sono gli effetti del fumo.C’è ,anche ,la possibilità di eventi particolarmente gravi come “la morte in culla”
Le statistiche,in oltre inoltre,informano che in un ambiente in cui qualcuno fuma i bambini soffrono più frequentemente di otite cronica,malattie polmonari,bronchiti, polmoniti e asma

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Chili in più dopo la gravidanza:Che fare?

Come liberarsi dai chili presi durante la gravidanza?La domanda che si fatto tutte le neo mamme dopo aver partorito.A questa domanda rispondono i ricercatori tedeschi del German Institute for Quality and Efficiency in Health Care,che suggeriscono che è meglio evitare di perdere rapidamente peso dopo il parto poiché questo potrebbe avere un impatto negativo sulla salute e nell’allattamento del lattante. Il direttore dell’Istituto, il dr. Peter Sawicki, ricorda,che comunque, il solo fatto di prendersi cura del bambino e allattarlo al seno è già un buon modo per perdere gradualmente e senza sforzo i chili di troppo. A questo si può accompagnare una dieta equilibrata sia per la mamma che per il neonato (vantaggio anche per il lattante che può influire positivamente sui kili presi durante i 9 mesi di gravidanza. Sawicki dice e sottolinea che l’importante è non avere fretta, e che è normale che ci voglia del tempo: dai tre ai sei mesi