L’esame del DNA potrebbe sostituire il vecchio PAP TEST

papillomaFino ad oggi uno dei metodi di controllo e nella era sicuramente il , esame ambulatoriale attraverso il quale le donne tengono sotto controllo l’eventuale presenza di cellule ‘cattive’ nel loro apparato riproduttivo.

Tuttavia presto le cose potrebbero cambiare, in quando potrebbe essere introdotta una metologia molto più efficace per previnire il tumore al collo dell’utero.

Stiamo paralndo dell’esame del DNA, il quale andrebbe a scoprire la presenza del famoso .

Questa la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori dopo aver condotto uno studio in 9 centri italiani e dopo aver analizzato i dati su circa dieciminla donne.

Quello che è stato scoperto è che il test del DNA previene ben più casi di tumore rispetto al conosciutssimo .

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IL Pap-test o test di Papanicolau

Il o test di (suo scopritore), è un esame di screening ( = esame eseguito su donne sane per selezionare quelle che potrebbero avere una malattia).

Serve per diagnosticare precocemente, cioè prima della comparsa dei sintomi, il tumore del collo dell’utero ,infatti,un esecuzione periodica di questo esame è in grado di individuare la comparsa sul collo dell’utero di lesioni destinate a diventare dei tumori.
Deve essere eseguito già in giovane età:dopo il primo rapporto sessuale, e, comunque, sempre dopo i 25 anni di età, con frequenza annuale fino alla menopausa.
Dopo la menopausa, la frequenza può essere ridotta fino a un intervallo massimo di tre anni tra un esame e l’altro.
In casi particolari,fattori di rischio etc l’esame può essere eseguito ogni sei mesi
Il può essere fatto anche durante la gravidanza, fino all’ottavo mese
Il non va eseguito durante il ciclo mestruale e nei giorni immediatamente successivi, perché il sangue rende difficoltosa l’analisi al microscopio.Per questo esame non occorre alcuna preparazione particolare; è bene solo astenersi dai rapporti sessuali nelle 24 ore che precedono il test ed evitare di fare lavande interne o impiegare creme, ovuli o candelette vaginali nelle 24-48 ore precedenti, perché tutto ciò può alterare le cellule da esaminare e rendere alterato l’esame.
Per il risultato, passano alcuni giorni.
Se non sono state riscontrate alterazioni sospette, il referto potrà riportare il termine “negativo”, “normale” oppure “nei limiti della norma”
Se il test ha evidenziato la presenza di una infiammazione (vaginite,cervicite) viene normalmente riportato il termine “reperto infiammatorio”
Le trasformazioni anomale vengono indicate con il termine LSIL le lievi o HSIL le lesioni medie e severe
Quando il indica la presenza di lesioni dubbie o pre-tumorali, normalmente viene richiesta l’effettuazione di un ulteriore esame che si chiama COLPOSCOPIA