Obesità: dagli anni 80 a oggi il numero di obesi nel mondo è raddoppiato

obesità

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L’obesità è uno degli argomenti di cui si parla di più in materia di sanità.

Ed è anche molto interessante capire quale sia stato l’andamento della patologia in termini di percentuali durante gli anni.

Secondo le stime, infatti, l’obesità cresce a vista d’occhio di anno in anno. Una recente ricerca condotta dall’Università di Harvard e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, afferma che dagli anni 80 a oggi il numero degli obesi nel mondo è quasi raddoppiato.

In particolar modo, oggi una persona su dieci è obesa, con una leggera prevalenza nelle donne.

La maggior percentuale di obesi, inoltre, la si ritrova negli Stati Uniti, mentre i più magri sono i giapponesi.

foto © pourfemme

I caloriferi troppo alti favoriscono l’obesità

Obesità

Obesità

Se volete dimagrire è necessario che la temperatura in casa non sia troppo alta.

Secondo una recente ricerca, infatti, i termosifoni troppo alti favoriscono l’obesità.

Lo leggiamo su Obesity Reviews, che riporta lo studio effettuato dall’University College di Londra.

Secondo i ricercatori, infatti, le temperature troppo alte all’interno delle abitazioni andrebbe a modificare la termogenesi umana, rallentando di conseguenza il processo metabolico grazie al quale si consuma energia al fine di creare calore.

Abbassare la temperatura dei caloriferi, quindi, andrebbe non solo a migliorare la situazione ambientale, ma farebbe sicuramente bene anche alla nostra linea.

foto © spaziodieta

Infanzia: la carenza di Vitamina D provoca l’obesità

Obesità infantile

Obesità infantile

Come sempre dedichiamo un post alla corretta alimentazione, e questa volta ci soffermeremo soprattutto su quella che dovrebbero seguire i più piccoli per un corretto sviluppo e soprattutto per evitare le più comuni patologie.

A quanto pare, infatti, la carenza di Vitamina D porta con sé numerosi disturbi, ai quali oggi aggiungiamo la tendenza a sviluppare l’obesità.

A dirlo sono i ricercatori dell’Università del Michigan che, per una volta, non puntano il dito solamente verso il junk food e la vita sedentaria.
Benché c’entri sempre l’alimentazione e l’assunzione dei giusti nutrienti, il team di studiosi afferma che l’accumulo di grasso superfluo durante l’infanzia potrebbe derivare da una carenza di vitamina D.

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Frutta nelle scuole: il progetto dell’UE che porta la frutta sui banchi delle scuole lombarde

frutta

frutta

L’obesità si combatte in molti modi: una corretta alimentazione, una vita non sedentaria ma, soprattutto, una giusta educazione.

Proprio per questo motivo in molte scuole lombarde parte un progetto semplice ma allo stesso tempo ambizioso che ha il fine di far riscoprire ai bambini e ai ragazzi i sapori naturali.

Chiamato frutta nelle scuole, si tratta di un progetto sostenuto dall’Unione Europea grazie al quale i bambini delle scuole primarie, un giorno a settimana, faranno merenda, durante l’intervallo, con la frutta fresca.

Si tratta di un modo per evitare il consumo delle merendine confezionate e già pronte che, la maggiorparte delle volte, sono ricche solo di grassi e zuccheri.

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Obesità e lotta al diabete: estratto di betulla per combatterli

Corteccia di Betulla

Corteccia di Betulla

La lotta all’obesità è una questione di primaria importanza della società contemporanea. Come ripetuto più volte, l’obesità non è solamente un problema meramente estetico ma foriero di patologie ben più serie.

Proprio per questo motivo ogni rimedio è ben accetto al fine di combattere la patologia e riportare tutti verso un giusto pesoforma.

Alcuni ricercatori, a questo scopo, hanno indicato nella Betulla un principio che agisce come molla per il metabolismo, rendendo il soggetto meno incline a patologie proprio come obesità e diabete.

Gli studiosi sono giunti alla suddetta conclusione dopo aver sperimentato la cosa su topolini di laboratorio, tra i quali alcuni sono stati alimentati anche con il betullino, ovvero il principio attivo presente nella corteccia della betulla.

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Il cervello degli obesi risulta più piccolo rispetto alla normalità

Obesità

Obesità

Rieccoci a parlare dell’obesità e ai rischi che si corrono quando si è affetti da questa patologia.

Perché a rischiare non è solo il nostro sistema cardiovascolare o la capacità del nostro organismo di assorbire il glucosio (sviluppo del diabete)

Secondo i ricercatori della New York University School of Medicine, infatti, l’obesità è in grado di ridurre le dimensioni del cervello.

Lo studio è partito dal fatto che l’obesità può avere la negativa conseguenza di favorire l’insorgenza del diabete 2 patologia che, alla lunga, può portare ad una degenerazione cognitiva.

Partendo da questo assunto i ricercatori hanno sottoposto persone normopeso e obesi a risonanza magnetica, andando così a scoprire che il cervello di quest’ultimi era particolare: acqua nell’amigdala e corteccia orbito-frontale più piccola. Leggi tutto »

Obesità: gli italiani sono tra i più magri dell’Unione Europea

obesità

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Anche se in Italia l’obesità comincia a diventare un problema serio, la totalità del paese può considerarsi tendenzialmente magra.

Lo si è affermato nell’Health At a Glance Europe 2010, il rapporto sulle condizioni di salute dei cittadini europei.

In effetti l’Italia figura agli ultimi posti nella classifica dei paesi a più alto tasso di obesità.

I più a rischio, al contrario, sono il Regno Unito, l’Irlanda e Malta, dove quasi un quinto della popolazione risulta essere obeso.

Il paese dei più magri, invece, è la romania con un 7.9% di persone obese.

Il figurare, fortunatamente, agli ultimi posti della classifica non deve però farci adagiare sugli allori.

Sconfiggere l’obesità, infatti, significa sconfiggere moltissime altre patologie ad essa collegate. Leggi tutto »

Obesità in gravidanza: i neonati rischiano danni ai reni

gravidanza

gravidanza

Mantenere un giusto peso deve essere un obiettivo primario e lo deve essere soprattutto in gravidanza.

Una recente ricerca dell’Università di Washington ha infatti stabilito che le donne obese hanno maggior possibilità di partorire bambini con danni ai reni.

La notizia è stata diffusa nel corso della riunione annuale dell’American Society of Neprhology: l’analisi ha preso in considerazione un campione di 24.000 soggetti, tra i quali figuravano sia bambini sani che bambini affetti da insufficenza renale.

Ebbene, dopo un’attenta osservazione, i ricercatori hanno notato che l’insufficenza renale era legata essenzialmente all’obesità della madre.

In particolare il rischio tra obesità della madre e danni ai reni per i figli è del 22%.

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Lotta all’obesità: in GB buoni shopping ai giovani in cambio di movimento

obeso

obeso

L’obesità è una patologia che, l’abbiamo ripetuto moltissime volte, non è problematica solo a livello della completa accettazione di sé.

Prima di tutto, l’obesità, è una malattia i cui risvolti sul nostro organismo sono davvero moltissimi e negativi.

E’ in cima alla lista delle priorità di ciascun paese, quindi, condurre una strenua lotta all’obesità poiché uno stato con una minore quantità di obesi è una nazione con un livello di salute decisamente più alto, con tutti gli aspetti positivi che ne conseguono.

Proprio per questo motivo il governo britannico ha deciso di incentivare i giovani a camminare e a fare movimento con le passeggiate col fine di far loro bruciare calorie e scongiurare la comparsa dell’obesità.

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L’obesità acuisce il senso dell’olfatto

Olfatto

Olfatto

L’obesità è una patologia che oggi si cerca di combattere in tutti i modi, sopratutto perché non si tratta solo di un problema a livello estetico ma anche di un vistoso campanello di allarme per quanto riguarda la salute dell’organismo.

Tuttavia questa può portare con sé anche delle conseguenze bizzarre, come il miglioramento dell’olfatto.

A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Portsmouth, i quali hanno poi pubblicato le proprie considerazioni su Chemical Senses.

Dopo aver analizzato 64 volontari tra cui figuravano persone obese e non, i ricercatori hanno notato che le migliori prestazioni olfattive si registravano proprio tra gli obesi.

Questo perché la regione del cervello che gestisce gli odori e i recettori dell’olfatto è indissolubilmente legata ai centri dell’alimentazione.

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