I drink alcolici aiutano a tenere lontana l’obesità e il sovrappeso

Calice di vino rosso

Calice di vino rosso

Ma chi l’ha detto che il vino e gli fanno ingrassare? secondo una recente , infatti, si tratta di una semplice leggenda metropolitana.

Il team del Brigham and Women’s hospital Boston coordinato da Lu Wang ha pubblicato la propria tesi su Archives of Internal Medicine affermando che sarebbe proprio la consumazione moderata di a mantenere stabile il pesoforma.

Il team ha infatti analizzato quasi 20mila donne in un arco di tempo lungo 13 anni e quello che ha osservato che il rischio di o obesità risultava molto più alto nelle donne astemie, che quindi non erano solite assumere alcun tipo di bevanda alcolica.

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Obesità: in gravidanza causa parti prematuri

Gravidanza

Gravidanza

Sono state diffuse novità consistenti per quanto riguarda la gravidanza, i tempi di gestazione e il parto.

Pubblicate su ‘Epidemology‘, si tratta delle conclusioni a cui sono giunte la Boston University School of Medicine, lo Slone Epidemology Center e la Boston University School of Public Health.

L’argomento che è stato indagato è quello dei , ai quali si è cercato di trovare una spiegazione fisica.

Ebbene lo studio, che è stato condotto su 8000 future madri, ha preso in considerazione i 1000 del campione preso in esame, confrontandone le possibili cause mediche o naturali.

La conclusione a cui sono giunti i ricercatori è che, nei , un fattore di considerevole importanza è rappresentato dalla conformazione fisica della madre che, se obesa, avrbebbe maggiori possibilità di partorire con anticipo bambini sottopeso.

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Arance rosse contro obesità e invecchiamento precoce

arancia rossa

arancia rossa

Le arance non solo sono ottime come rifornimento costante di Vitamina C, fondamentale per la difesa e il corretto funzionamento dell’organismo umano.

Una particolarità di questo frutto, e soprattutto della sua versione rossa, sarebba anche quella di combattere l’obesità.

A dirlo è una ricerca tutta italiana condotta dall’Istituto Europeo di Oncologia.

Poi pubblicaato sulla rivista ‘Obesity‘, lo studio si è focalizzato sulle antocianine, ovvero quei pigmenti blu rossi presenti nelle arance.

Sarebbero proprio loro, infatti, grazie alle loro particolarità, a inibire l’accumulo dei trigliceridi nelle cellule.

E si tratta di una particolarità, come hanno evidenziato i test di laboratorio, posseduta solamente dalle , la cui spremuta è stata somministrata ad una cavia di laboratorio precedentemente nutrita con alimenti molto grassi.

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L’aria di montagna combatte l’obesità

mountainUn recente studio dell’Università Ludwig Maximilians ha messo in relazione montagna e perdita di peso.

Perché a quanto pare l’obesità può essere combattuta non solo con l’esercizio fisico e l’alimentazione, ma anche trasferendosi per qualche tempo in un luogo più adatto alla perdita di peso, ovvero la montagna.

Alla base della perdita di peso ci sarebbe la particolare aria che si respira tra i monti, ovvero un’aria molto rarefatta che ha come conseguenza un consumo maggiore di energie e di grassi da parte dell’organismo.

Questa la conclusione dopo aver studiato gli effetti dell’ambiente montanaro su una ventina di persone obese. Trasferiti per un mese in montagna, ai volontari è stato consentito di mantenere lo stesso stile di vita condotto nelle loro città d’origine.

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Nuova e rivoluzionaria scoperta nella ricerca contro l’obesità

La Yeshiva University ha da poco pubblicato una ricerca relativa alla lotta all’obesità che potrebbe avere un’eco considerevole nelle attuali terapie utilizzate con i pazienti.

Al centro dello studio c’è l’enzima Fyn-Chinasi, la cui proprietà è quella di controllare e bloccare la proteina Ampk, che funziona come una sorta di interruttore dell’energia.

Ebbene la sperimentazione, che finora è avvenuta su cavie da laboratorio, ha ottenuto i risultati sperati. Perché bloccando il sopracitato enzima, la proteina poteva lavorare più liberamente andando a consumare più energia e più acidi grassi.

In questo senso, quando sarà creato un prodotto adatto anche all’organismo umano, sarà possibile andare a combattere l’obesità alla radice, in quei casi in cui, quindi, c’è un netto squilibrio tra i cibi ingeriti e l’energia consumata.

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Anidride Carbonica per combattere l’obesità

co2L’obesità è un grosso problema al giorno d’oggi. Obesità, infatti, non è solo un problema estetico ma anche di salute: diabete, problemi cardiovascolari e affini sono le ‘controindicazioni’ di questa patologia.

Tuttavia un’equipe dell’università di Siena ha messo a punto una tecnica probabilmente capace di ridurre il peso e combattere così questo problema.

La tecnica, descritta sul daily mail, si avvale dell’uso dell’ che, attraverso lievi iniezioni, viene iniettata in zone d’interesse. Lo scopo dell’ è quella di dilatare maggiormente i vasi sanguigni così da aumentare il flusso sanguigno e l’apporto di nutrienti alle cellule.

Dalla parte dell’ c’è il fatto che si tratta, in tutto e per tutto, di un prodotto naturale e naturalmente assorbita dal flusso sanguigno, viene espulsa altrettanto naturalmente col respiro.

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Obesità: a sconfiggerla potrebbero essere particolari cibi modificati

grassoLa fantasiosa ricerca sugli stili di vita sbagliati di Babbo Natale ha riportato l’attenzione sull’argomento ormai sempre più attuale dell’obesità. Un problema che non si rifllette solamente sull’aspetto fisico della persona che ne soffre quanto, piuttosto, sulla pericolosità che l’obesità porta con sé per la salute dell’organismo.

E si sa che la scientifica è sempre volta a cercare soluzioni adatte per sconfiggere questa patologia, e infatti ora è stata messa a punto una teoria che, se realizzata, potrebbe risolvere a monte il problema dell’obesità.

La ricerca, che arriva direttamente dal NIZO (Compagnia di alimentare), ipotizza che i cibi destinati alle persone che soffrono di obesità possano essere ‘arricchiti’ di sosanze capaci di comunicare al sistema nervoso la cosiddetta sensazione di sazietà. In questo modo, non avendo più fame, la persona obesa ridurrebbe autonomamente la quantità di ingerita nell’organismo.

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Babbo Natale è un cattivo esempio per le nuove generazioni

623172_checking_the_listCertamente, visto il crescente tasso di obesità nel mondo, avere dei modelli decisamente non è certo un buon esempio.

E visto l’arrivo delle festività natalizie, un esempio di personaggio che ha fatto della sua morbidosa pancia e delle guancie pienotte un vero e proprio status è .

Proprio per questo il British Medical Journal lancia un appello affinché il bonario vecchietto si metta a ! obeso e per di più alticcio alla guida della slitta, di certo non rappresenta un buon esempio per le nuove generazioni.

Il monito arriva dal professor Nathan Grill dell’Università di Melbourne e dall’illustratore Brendan Halyday che elencano, in articolo apparso nel sopracitato giornale, una serie di comportamenti non proprio corretti nei quali perseverebbe.

Insomma, l’immagine che i due danno di non è certamente illuminante: un uomo che, a bordo della sua slitta, va di casa in casa a lasciare i regali ma, nondimeno, accettai bicchieri di brandy che le famiglie gli lasciano in dono. E casa dopo casa il tasso alcolemico nel sangue aumenta: una situazione ancor più grave se si conta che la classica slitta trainata da renne non è dotata di moderne cinture di sucrezza.

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Pomodori in scatola: le lattine d’alluminio sono dannose per l’organismo

lattinaDi cibi che fanno male ce n’è molti, primo tra tutti il Junk Food. Ma a volte le insidie si nascondono in alimenti che, apparentemente, sono innocui.

Ma ad essere dannoso, non è tanto l’alimento in sé, quanto il modo in cui viene confezionato e poi venduto. E’ il caso dei pomodori in scatola, venduti sotto forma di cubetti e pelati in lattina. Un’abitudine, quella dei pomodori nelle lattine di , ormai ampiamente diffusa nell’industria alimentare ma che, a parer di Fredrick Vom Saal, crea più danni che benefici all’organismo.

Ricercatore presso l’Università drel Missouri, Vom Saal sostiene che l’acidità del ,la resina BPA contenuta nell’ delle lattine finisce direttamente nei nostri piatti.

Le conseguenze di alti livelli nel sangue di questa particolare estrogeno sintetico sono riscontrabili nei problemi di cuore, e addirittura obesità.

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Obesità Maschile:Si riduce il successo della fecondazione in vitro

fecondazione_vitroSecondo uno studio condotto da alcuni scienziati dell’universita’ di Adelaide, su un campione di circa 300 coppie iscritte in una clinica di fecondazione assistita, se l’uomo è obeso
diminuiscono la sue probabilità di diventare padre. La percentuale di insuccesso sale proporzionalmente all’’aumentare della massa grassa del futuro genitore
Le coppie che hanno partecipato allo studio erano sotto trattamento di fecondazione in vitro o di iniezione di sperma, e quasi l’80% degli uomini coinvolti erano in o obesi. E’ emerso che il peso eccessivo dell’uomo non ha effetto sulle prime fasi degli embrioni fecondati,ma
dopo quattro o cinque giorni dalla divisione delle cellule embrionali, quando entra in gioco l’influenza genetica del padre.