Neonati: l’assunzione di solo latte materno aumenterebbe il rischio di allergie

allattamento al seno

allattamento al seno

Torniamo a parlare di infanzia ed in particolar modo di nenoati.

Il post di oggi è dedicato all’alimentazione di bebé e alla ricerca diffusa sul British Medical Journal.

perché secondo alcuni ricercatori, se il neonato viene alimentato esclusivamente con il latte materno risulterebbe più a rischio di allergie.

A dirlo sono i ricercatori dell’UCL Institute of Child Health, secondo i quali il latte materno sarebbe carente di alcuni nutrienti altresì ritrovabili nel latte in polvere.

Per esempio, affermano i ricercatori, il latte materno è carente di ferro, cosa che può aprire la strada allo sviluppo di intolleranze e allergie.

Insomma, si tratta di una ricerca che va contro le più radicate credenze popolari che vedono nel latte materno l’alimento più completo e consigliabile per i bambini in fasce.

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Il sonno dei neonati si regolarizza dopo il terzo mese

neonato

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La gioia della gravidanza può essere smorzata, all’inizio, dalla stanchezza che deriva dai ritmi sonno-veglia dei neonati.

I neogenitori devono necessariamente addattarsi ai ritmi del nuovo venuto, spesso non riuscendo così a dormire per più di quattro ore di fila.

Ne deriva un senso di stanchezza cronica e di irritabilità che le neomamme e i neopapà conoscono bene.

Tuttavia a rassicurare le ansie dei futuri genitori arriva una ricerca dalla Nuova Zelanda che si è proprio occupata del sonno dei neonati.

Portata avanti dall’Unviersity di Canterbury e pubblicata su Pediatrics, la ricerca ha messo in luce che il sonno dei neonati comincia a diventare regolare a partire dal terzo mese.

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Neonati: il latte materno protegge maggiormente dalle malattie

Allattamento al seno

Allattamento al seno

Se il latte materno esiste, un motivo ci sarà.

In effetti il latte materno è una fonte di alimentazione primaria nella vita di ogni neonato.

Ad avvalorare la tesi arriva ancora una volta una ricerca scientifica, questa volta dall’Università di Creta.

Pubblicato su Archives of Diseas of Childhood, lo studio si è basato sull’osservazione di più di cento neonati, divisi in base alle loro ‘abitudini alimentari’.

Una minoranza alimentata solo con latte materno, una buona parte sottoposta ad alimentazione mista (latte materno e latte in polvere) mentre una terza parte con un’alimentazione fatta di solo latte artificiale.

Ebbene, dopo un anno di osservazione che, ovviamente, ha altresì puntato sull’analisi di tutte le patologie incontrate durante il periodo, gli studiosi hanno notato che erano proprio i bambini alimentati con il latte materno ad aver sofferto meno di malattie e semplici influenze.

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Neonati: tante coccole per farli crescere tranquilli e senza ansie

Mamma con bimbo

Mamma con bimbo

Se siete mamme da poco, ricordatevi sempre di passare parte della giornata a coccolare il vostro pargoletto.

Certamente si tratta di qualcosa di scontato, perché tutte le mamme, istintivamente, coccolano il proprio bambino o bambina.

Ma una recente ricerca della Duke University ha messo in luce che l’atteggiamento sopra descritto è molto importante affinché i bambini, una volta cresciuti, abbiano una vita serena e senza stress.

In effetti negli anni ’60 i ricercatori avevano osservato 500 neonati di circa 8 mesi insieme alle rispettive madri. Di questi momenti erano stati presi in considerazione i momenti di affetto e di contatto fisico.
A distanza di 34 anni, quegli stessi bambini, ormai diventati adulti, sono stati intervistati dai ricercatori riguardo il loro atteggiamento nei momenti più difficili e stressanti.

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Autismo: con lo studio dei primi vagiti si diagnostica il disturbo in anticipo

Bimbo

Bimbo

L‘autismo è una patologia che spesso, in un bambino, viene diagnosticata relativamente tardi e che, conseguentemente, ritarda terapie adatte per aiutare la persona colpita.

Ma da oggi in poi potrebbe non essere più così in quanto alcuni ricercatori dell’Università del Kansas sostengono che è possibile individuare l’autismo sin dai primi vagiti di un neonato.

La scoperta è stata fatta dopo aver lavorato con 232 bambini di età variabile, ovvero dai 10 mesi ai 4 anni. Di questi bambini sono state registrate le impressioni vocali per ben 1500 giorni, ovvero più di 4 anni.

Successivamente l’analisi è avvenuta attraverso Lena, un nuovo sistema informatico di analisi che prende in considerazione 12 parametri di linguaggio.

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I neonati apprendono anche durante il sonno

Neonato che dorme

Neonato che dorme

Il detto ‘chi dorme non piglia pesci’, senz’altro vale per gli audulti, ma non per i neonati.

I ricercatori dell’Università della Florida hanno infatti concluso che nei bambini appena venuti alla luce innescano un processo di apprendimento che funziona anche mentre dormono, anche perché è proprio in questa condizione che i neonati passano la maggiorparte del loro tempo.

Lo studio ha riguardato 26 bambini appena nati, nei quali è stata registrata un’intensa attività cerebrale anche durante le ore di sonno.

Insomma, da questo si evince che le ore di sonno dei bimbi non sono solo ed esclusivamente riposo ma, al contrario, un lungo processo per metabolizzare nozioni basilari. Leggi tutto »

Latte in polvere per neonati: rischio di eccessiva assunzione di calorie

biberonE se i dannosi regimi ipercalorici cominciassero già in fasce? sarebbe decisamente un grosso problema, soprattutto perché l’obesità, oggi, è una patologia fisica molto grave non solo dal punto di vista estetico.

Una recente ricerca condotta in collaborazione tra l’Helmholtz Zentrum Munchen e l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha infatti stabilito che il normalissimo latte in polvere con le quale le mamme nutrono i propri bebé, avrebbe molte più calorie di quelle normalmente raccomandate.

Pubblicata sull’International Journal of Food Science and Nutrition, viene spiegato che il problema, oltre a risiedere nel latte in sé, sia da ricercarsi anche nei misurini coi quali vengono preparati i biberon.

La capacità del misurino, infatti, sarebbe maggiore di quella dichiarata cosicché i nostri bambini sono portati ad assumere giornalmente il 7% in più del dovuto.

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Gravidanza: Acido Folico favorisce l’asma nel bambino

pregnancyLa gravidanza è un momento molto importante nella vita di una donna, soprattutto per i cambiamenti nello stile di vita che comporta aspettare un pargolo.

La scoperta, infatti, di essere in dolce attesa deve necessariamente coincidere con la fine di quei comportamenti che possono nuocere alla salute del feto.

Tuttavia le insidie per la salute del nascituro non si si ritrovano sono solo nelle sigarette (benché sia buona cosa non fumare mai) o negli alcolici ma anche in sostanze che appaino decisamente innocue.

In questo caso parliamo dell’acido folico, sostanza che si ritrova in svariati alimenti quali i fagioli e le lenticchie, il succo d’arancia, le noci e le verdure verdi. Si tratta di una sostanza che, da sempre, i nutrizionisti hanno consigliato di assumere in un momento come quello della gravidanza, in quanto ridurrebbe le probabilità di problemi al cervello o alla spina dorsale per il bimbo in arrivo.

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Meningite:cause e vaccini


Cos’è: La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono il cervello
( meningi) e del midollo spinale. Le forme di infiammazione possono essere acute o croniche. Nel primo caso il quadro clinico si completa nell’arco di poche ore o gironi; nel secondo si protrae addirittura per mesi. Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e che provoca danni a livello neuronale, ai reni ed alle ghiandole surrenali.
I più esposti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, i ragazzi tra i 18 ed i 24 e gli anziani.

Come riconoscerla: I sintomi non sono subito riconducibili all’infiammazione delle meningi. Si tratta di segnali abbastanza generici: febbre alta ed improvvisa ( nel caso di meningite batterica) , forte mal di testa, inappetenza, vomito, convulsioni, sonnolenza, irrigidimento del collo, intolleranza alla luce.
Nei neonati riconoscerla è più ardua anche perché non tutti i sintomi sono evidenti. Possono presentare pianto continuo, irritabilità, sonnolenza, inappetenza e, a volte, ingrossamento della testa.
La diagnosi certa si esprime solo dopo un’analisi del liquor cerebrospinale (che scorre tra le membrane) ed una coltura batterica.

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Coliche: il disturbo dei lattanti


Le neomamme lo sapranno, le famigerate colichette compaiono in genere nella seconda settimana di vita del bebè .
Come riconoscerle_ I pediatri parlano spesso di regola del 3: per distinguere il disturbo dal semplice pianto bisogna valutare se: il pianto si presenta per almeno tre ore nelle ore serali ( le colichette si presentano infatti verso il tardo pomeriggio o la sera, mentre per il resto della giornata il bambino è sereno), la manifestazione avviene almeno per tre giorni a settimana ed almeno per tre mesi. Più comunemente i sintomi comuni riconoscibili sono diversi: Il piccolo stringe i pugnetti, inarca la schiene e flette le gambine, il tutto accompagnato da un pianto inconsolabile. Sembra proprio che soffra di mal di pancia!

Le cause_ In realtà le cause del disturbo non sono ancora ben note, sono diverse le teorie in proposito. Alcuni ricercatori ritengono che dipenda dall’alterazione della flora batterica, altri dall’immaturità del sistema di innervazione intestinale, per arrivare a chi sostiene che si tratti di un insieme di fattori ( dalla difficoltà a digerire il lattosio ed il reflusso gastroesofageo, all’eccessiva presenza di aria nell’intestino).

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