Latte in polvere per neonati: rischio di eccessiva assunzione di calorie

biberonE se i dannosi regimi ipercalorici cominciassero già in fasce? sarebbe decisamente un grosso problema, soprattutto perché l’obesità, oggi, è una patologia fisica molto grave non solo dal punto di vista estetico.

Una recente ricerca condotta in collaborazione tra l’Helmholtz Zentrum Munchen e l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha infatti stabilito che il normalissimo latte in polvere con le quale le mamme nutrono i propri bebé, avrebbe molte più calorie di quelle normalmente raccomandate.

Pubblicata sull’International Journal of Food Science and Nutrition, viene spiegato che il problema, oltre a risiedere nel latte in sé, sia da ricercarsi anche nei misurini coi quali vengono preparati i biberon.

La capacità del misurino, infatti, sarebbe maggiore di quella dichiarata cosicché i nostri bambini sono portati ad assumere giornalmente il 7% in più del dovuto.

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Gravidanza: Acido Folico favorisce l’asma nel bambino

pregnancyLa gravidanza è un momento molto importante nella vita di una donna, soprattutto per i cambiamenti nello stile di vita che comporta aspettare un pargolo.

La scoperta, infatti, di essere in dolce attesa deve necessariamente coincidere con la fine di quei comportamenti che possono nuocere alla salute del feto.

Tuttavia le insidie per la salute del nascituro non si si ritrovano sono solo nelle sigarette (benché sia buona cosa non fumare mai) o negli alcolici ma anche in sostanze che appaino decisamente innocue.

In questo caso parliamo dell’, sostanza che si ritrova in svariati alimenti quali i fagioli e le lenticchie, il succo d’arancia, le noci e le verdure verdi. Si tratta di una sostanza che, da sempre, i nutrizionisti hanno consigliato di assumere in un momento come quello della gravidanza, in quanto ridurrebbe le probabilità di problemi al cervello o alla spina dorsale per il bimbo in arrivo.

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Meningite:cause e vaccini


Cos’è: La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono il
( ) e del . Le forme di infiammazione possono essere acute o croniche. Nel primo caso il quadro clinico si completa nell’arco di poche ore o gironi; nel secondo si protrae addirittura per mesi. Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e che provoca danni a livello neuronale, ai reni ed alle ghiandole surrenali.
I più esposti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, i ragazzi tra i 18 ed i 24 e gli anziani.

Come riconoscerla: I sintomi non sono subito riconducibili all’infiammazione delle . Si tratta di segnali abbastanza generici: alta ed improvvisa ( nel caso di meningite batterica) , forte mal di testa, inappetenza, , convulsioni, , irrigidimento del collo, intolleranza alla luce.
Nei neonati riconoscerla è più ardua anche perché non tutti i sintomi sono evidenti. Possono presentare pianto continuo, irritabilità, , inappetenza e, a volte, ingrossamento della testa.
La diagnosi certa si esprime solo dopo un’analisi del liquor cerebrospinale (che scorre tra le membrane) ed una coltura batterica.

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Coliche: il disturbo dei lattanti


Le neomamme lo sapranno, le famigerate colichette compaiono in genere nella seconda settimana di vita del bebè .
Come riconoscerle_ I pediatri parlano spesso di regola del 3: per distinguere il disturbo dal semplice pianto bisogna valutare se: il pianto si presenta per almeno tre ore nelle ore serali ( le colichette si presentano infatti verso il tardo pomeriggio o la sera, mentre per il resto della giornata il bambino è sereno), la manifestazione avviene almeno per tre giorni a settimana ed almeno per tre mesi. Più comunemente i sintomi comuni riconoscibili sono diversi: Il piccolo stringe i pugnetti, inarca la schiene e flette le gambine, il tutto accompagnato da un pianto inconsolabile. Sembra proprio che soffra di mal di pancia!

Le cause_ In realtà le cause del disturbo non sono ancora ben note, sono diverse le teorie in proposito. Alcuni ricercatori ritengono che dipenda dall’alterazione della flora batterica, altri dall’immaturità del sistema di innervazione intestinale, per arrivare a chi sostiene che si tratti di un insieme di fattori ( dalla difficoltà a digerire il lattosio ed il reflusso gastroesofageo, all’eccessiva presenza di aria nell’).

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