Il cellulare modifica il cervello, in particolare il metabolismo del glucosio

Parlare al cellulare

Parlare al cellulare

Torniamo ancora una volta a parlare del telefonino e dei possibili effetti collaterali (veri o falsi che siano) sul nostro organismo.

A occuparsi nuovamente dell’argomento è il National Institutes of health di Bethesda, secondo il quale l’uso del telefono cellulare ha il potere di modificare quelle zone del cervello che si trovano vicino all’antenna nel momento in cui lo si utilizza.

In particolare si andrebbe a modificare il metabolismo dell’assorbimento del glucosio, aumentandolo del 7%.

La ricerca è stata svolta su 47 volontari, sui quali si è notato che proprio l’uso del telefonino andava a modificare l’area della corteccia orbiofrontale e temporale del cervello, le quali hanno assorbito più delle altre i campi elettromagnetici rilasciati dal cellulare.

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Peso: dormire esposti alla luce fa ingrassare

dormire

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Se volete perdere peso, ricordatevi di spegnere la luce quando andate a dormire.

Può sembrare un’affermazione bizzarra ma i ricercatori della Ohio State University affermano che corrisponde a verità.

Pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Sciences” si descrive di come dormire esposti alla luce continua possa modificare il metabolismo umano, rendendolo decisamente più incline a metter su peso.

Una considerazione che è stata fatta alla luce degli studi sui lavoratori notturni, più inclini a patologie cadiovascolari e diabete.

Considerazione a cui è seguito uno studio su alcuni topolini di laboratorio divisi in due gruppi, dei quali uno veniva esposto alla luce durante la notte. Ebbene, ne è risultato un effettivo cambiamento nel metabolismo corporeo, a parità di cibo igerito e attività fisica svolta.

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La musica di Mozart aiuta i neonati prematuri

neonatoPiù le scienze procedono, più ci si rende conto di come, molto spesso le risposte non siano nella farmacologia quanto in ambiti che, con la chimica, non hanno niente a che fare.

Uno di questi ambiti, per l’appunto, è la musica che, come già visto qualche giorno fa, può aiutare ad eliminare i fastidiosi ronzii alle orecchie.

E, a proposito di musica, una nuova scoperta condotta dal Tel Aviv Sourasky Medical Center ha messo in luce che la musica di Mozart può essere di aiuto per la crescita dei neonati prematuri.

Pubblicata sulla rivista Pediatrics, i risultati hanno messo in luce la metodologia utilizzata e i risultati ottenuti. In effetti i brani del noto compositore sono stati fatti ascoltare a 20 bambini prematuri per mezz’ora al giorno.

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IL DIABETE

Il diabete è una patologia caratterizzata da un’alterazione del metabolismo glucidico e di altri substrati energetici e dal conseguente sviluppo di complicanze neurologiche e vascolari(alterazioni a carico dei piccoli vasi principalmente a livello retinico e dei glomeruli renali e a livello dei vasi più grandi del circolo periferico e coronario, con formazione precoce di lesioni aterosclerotiche) Da un punto di vista biochimico si caratterizza per l’iperglicemia, causata da un deficit assoluto o funzionale dell’insulina o ormone insulinico. Il valore normale della glicemia a digiuno è di 70-100 mg/dl, mentre in fase postpasto tale valore può raggiungere fino a 200 mg/dl.
Distinguiamo:Diabete mellito di tipo I:Diabete giovanile, insulino-dipendente.E’ causato da assenza pressoché totale di insulina, su base ereditariaE’ necessario un fattore scatenante affinché la malattia si sviluppi, probabilmente infezioni virali, che determinano la comparsa, nei soggetti predisposti, di autoanticorpi contro le cellule di Langerhans,le cellule che producono insulina.
Diabete mellito di tipo II
Diabete che insorge tipicamente nell’adulto, insulino-indipendente. L’insulina viene prodotta, ma vi è un deficit, nelle sue funzioni;Anche in questo caso, certamente la predisposizione genetica è molto importante ma a questa si aggiungono fattori di rischio e ambientali, tra i quali il più noto è sicuramente l’obesità, che porta a una maggiore insulino-resistenza.
M O D Y – Maturity Onset Diabetes of the Young
Diabete della maturità ad insorgenza giovanile che non necessita di terapia insulinica e è dovuto alla presenza di mutazioni in geni coinvolti nella funzione delle b-cellule.
LADA – Latent autoimmune diabetes in Adults
Esordio dopo i 30 anni, progressione lenta del processo autoimmune, iniziale e modesta riduzione della capacità secretoria delle b-cellule dopo mesi o anni il paziente sviluppa una deficienza secretoria e richiede insulina. Frequenza relativamente alta: 20% dei pazienti giovani adulti precedentemente classificati con Diabete II.