Scritto Domenica 21 Febbraio 2010 da Serena Fogli

Memoria
Sembrerebbe che il nostro cervello si comporti come una normalissima memoria di un pc, dalla quale, come tutti sappiamo, è possibile cancellare i dati inutili, superflui o non più pregnanti per far spazio a nuove informazioni.
Allo stesso modo il nostro cervello è fornito di un simile ‘pulisci disco’ che altro non è che una proteina, chiamata Rac.
La proteina in questione è stata coperta dal Cold Spring Harbor Laboratory e dal Yi Zhong per la precisione.
La sua funzione sarebbe quella di cancellare il foglio degli appunti della nostra mente, quando non ritiene che le informazioni che vi siano trascritte non siano così importanti. Ecco, quindi, che dimentichiamo cose che ci sono state appena comunicate come nomi, orari di appuntamenti, numeri di telefono o indirizzi stradali.
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Tag:Memoria, proteina Rec, ricerca
Scritto Sabato 30 Gennaio 2010 da Serena Fogli
L’attività fisica, si sa, non fa bene solo alla salute del corpo, migliorandone le prestazioni ma, a quanto pare, migliora anche le facoltà del… Cervello!
A dirlo è una ricerca statunitense pubblicata su PNAS e condotta dal National Institute on Anging. In particolare l’attenzione è stata portata all’attività della corsa, la quale è capace di dare profondi benefici anche al sistema nervoso stimolandone la crescita di nuovi neuroni.
Infatti correre, in particolare, porta un miglioramento nell’apprendimento e anche nella memoria.
Insomma, si tratta di una pratica fisica i cui effetti benefici sono davvero molteplici.
Dovremmo sicuramente praticarla più spesso!
FOTO – sxc
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Tag:apprendimento, attività fisica, cervello, corsa, Memoria
Scritto Sabato 30 Gennaio 2010 da Serena Fogli
Quanto ero piccola mia mamma mi diceva sempre di mangiare il pesce perché aiutava la mia memoria a migliorarsi.
Tuttavia una recente ricerca ha trovato in un altro alimento la capacità sostenere le capacità della memoria.
Trattasi degli spinaci e del loro alto contenuto di magnesio.
A mettere gli spinaci nella hit parade degli alimenti capaci di migliorare la memoria è una ricerca della Tsinghua University e del Massachusetts Institute of Technology, poi pubblicata su Neuron.
Insomma, la sperimentazione ha avuto dei risultati davvero positivi sui topi che, copo aver assunto il magnesio, miglioravano le proprie capacità di apprendimento e, conseguentemente, di memoria.
Ora sarà necessario convincere i nostri bambini che un alimento color verde non abbia necessariamente un pessimo sapore.
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Tag:alimentazione, Memoria, News, ricerca, spinaci
Scritto Giovedì 10 Dicembre 2009 da Serena Fogli
In un certo qual modo avevamo già parlato dell’uva che, sotto forma di vino rosso, sarebbe una buona alleata nella lotta alla carie.
Ebbene, una nuova ricerca dell’Università di Cincinnati mette nuovamente sotto il microscopio questo meraviglioso frutto che, questa volta sotto forma di succo, sarebbe molto utile per la memoria.
I risultati della ricerca, condotta per tre mesi su 12 anziani tra i 75 e gli 80 anni, sono stati resi noti durante il Polyphenols and Healt Conference.
Agli anziani coinvolti, che soffrivano di una precoce perdita di memoria a breve termine, è stato fatto assumere per tre mesi una varietà al 100& pura di succo d’uva. Ebbene i risultati sono stati sorprendenti, perché gli anziani coinvolti hanno migliorato addirittura del 75% le proprie prestazioni mnemoniche.
L’innegabile effetto benefico proviene dagli antiossidanti contenuti naturalmente nella buccia e nel succo dell’uva. Insomma, questa bevanda potrebbe diventare un toccasana sia per gli anziani ma anche per i giovani alle prese con esami universitari e compiti in classe. Leggi tutto »
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Tag:anziani, Memoria, memoria breve termine, ricerca, UVA
Scritto Venerdì 27 Novembre 2009 da Serena Fogli
Quando si dorme, il corpo si riposa ma il cervello rimane vigile e ricettivo.
Ancora non erano stati fatti molti studi a riguardo, ma una nuova ricerca ha aiutato a capire in che modo funzioni la ricettività di un cervello addormentato e in che modo questo possa essere stimolato al fine di migliorare la memoria del soggetto.
Un team della Northwestern University ha reso noto che è possibile far rinforzare, ad un cervello addormentato, nozioni precedentemente apprese.
La ricerca è stata svolta su un gruppo di volontari il cui compito era quello di posizionare correttamente su uno schermo 25 immagini a cui erano legati altrettanti suoni. Dopodiché i volontari sono stati spediti a dormire, e durante il sonno, monitorato con elettrodi, sono stati diffusi 12 dei 25 suoni precedentemente ascoltati. Ebbene, al risveglio, le persone che durante il sonno avevano ascoltato i suoni erano migliorate di molto nel posizionamento delle immagini associate ad essi.
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Tag:cervello, dormire, Memoria, ricerca, sonno
Scritto Lunedì 9 Novembre 2009 da Serena Fogli
Ormai è risaputo: lo stress è causa di molti mali, sia psicologici che fisici.
E oggi si aggiunge un nuovo effetto negativo di questo male targato terzo millennio.
Una ricerca tedesca ha infatti trovato una correlazione tra gli alti livelli di stress e i disturbi comportamentali e cognitivi.
I risultati di questo particolare studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience e hanno messo in luce come lo stress causi, alungo termine, dei profondi danni alla memoria.
Lo studio è stato effettuato su alcuni topolini nati da poco il cui organismo, messo in condizioni di profondo stress, ha cominciato a produrre alcuni ormoni che andavano a modificare, addirittura, i geni del DNA infuendo, conseguentemente, sul comportamento dei topolini stessi negli anni successivi all’episodio stressante.
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Tag:depressione, Memoria, ricerca, stress
Scritto Lunedì 19 Ottobre 2009 da Valeriana Gamibetal
Cosa fare per prevenire il morbo di Alzheimer,la forma più comune di demenza senile?
La risposta sembra essere attivita’ fisica e dieta mediterranea
Nikolaos Scarmeas, della Columbia University di New York ha pubblicato sul Journal of the American Medical Association alcuni dati che dimostrano proprio questo
Gli esperti hanno seguito 1.880 anziani sani per oltre cinque anni, documentando la loro dieta e l’attivita’ fisica svolta. Nel corso degli anni alcuni degli anziani seguiti nell’indagine hanno sviluppato l’Alzheimer.
Analizzando i dati e’ risultato che un grado di attivita’ fisica moderato puo’ ridurre il rischio di ammalarsi dal 29% al 41% e un’attivita’ fisica intensa dal 37% al 50%. E’ emerso inoltre che una dieta sana, ricca di frutta, verdura e pesce e povera di carni rosse, riduce il rischio dal 32 al 40%.
Gli effetti di ginnastica e dieta sana, inoltre, si sommano in modo sinergico determinando un’ulteriore riduzione di rischio
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Tag:Alzheimer, anziani, cuore, demenza, demenza senile, dieta, Memoria, Salute
Scritto Venerdì 11 Settembre 2009 da Valeriana Gamibetal
Due gruppi di ricercatori europei hanno scoperto tre mutazioni genetiche che potrebbero contribuire all’insorgenza della malattia di Alzheimer
Questi 3 geni, dovrebbero proteggere il cervello da eventuali danni e assicurare le funzioni dei neuroni. Nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer risultano infatti indeboliti.
Per la prima volta in 15 anni sono riusciti ad associare geni e malattia di Alzheimer
La scoperta è stata pubblicata ieri sulla rivista Nature Genetics
Al momento il gene APOE4, è l’unico che finora ha dimostrato di aumentare le possibilità di contrarre la malattia.
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Tag:Alzheimer, cura, geni, malattia, Memoria, vecchiaia
Scritto Lunedì 20 Luglio 2009 da Valeriana Gamibetal
Si sa perfettamente che la salute di denti e delle gengive è fondamentale per il benessere di tutto l’apparato digerente,ma oggi c’è una novità:pare che ci sia un legame tra cura dei denti e memoria.Ne è certo il National Institutes of Health americano, che ha stanziato ben 1,3 milioni di dollari per la ricerca, che sarà condotta da un’equipe interdisciplinare coordinata dal Dr. Bei Wu, gerontologo della University of North Carolina a Greensboro. Il Dr. Crout, esperto in malattie gengivali della West Virginia University School of Dentistry a Morgantown, prenderà parte alla nuova ricerca che afferma: “il nostro avviso è che da questa analisi emergerà con forza come una buona salute della bocca sia importante anche per la salute cognitiva”.
Lo studio sarà effettuato su 273 pazienti della West Virginia;Il gruppo dei pazienti sarà sottoposto a test sulle funzionalità cognitive e mnemoniche, a visite dentistiche ed esami del sangue,soprattutto,questi dovrebbero rilevare la presenza di proteine, un chiaro segno di infiammazione,oltre che indice di problemi a livello celebrale e cognitivo.
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Tag:igiene orale, Malattie, Memoria