Scarabocchiare mentre si ascolta aiuta la memoria

scarabocchi

scarabocchi

Succede praticamente a tutti.
Parliamo al telefono e, se abbiamo carta e penna davanti, quasi senza volerlo ci scopriamo a scarabocchiare figure geometriche e disegni.

O succede mentre parliamo con qualcuno, o in classe nell’attesa che ci venga l’ispirazione per un tema difficile.

Perché assumiamo quasi involontariamente questo atteggiamento?

La risposta ce la da l’Università di Cambridge, secondo i cui ricercatori scarabocchiare aiuta a ricordare i dettagli e a concentrarsi meglio su quello che stiamo ascoltando.

La conclusione arriva dopo aver sottoposto due gruppi di persone all’ascolto di noiosi messaggi telefonici. Al primo gruppo è stato chiesto di scarabocchiare durante la telefonata, mentre il secondo non è stata fornita carta e penna.

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La memoria delle donne è più sviluppata di quella degli uomini

Uomo e Donna

Uomo e

Le differenze tra uomo e non si limitano solamente alle diversità corporee.

Ne abbiamo parlato diverse volte di queste diversità e oggi ne aggiungiamo un’altra all’elenco.

Secondo l’università di Cambridge, infatti, le donne avrebbero una più sviluppata che le rende capaci, in misura maggiore rispetto agli umoni, di tenere a mente specifiche informazioni.

Lo studio è stato condotto su circa 4500 persone al di sopra dei 49 anni che sono state analizzate utilizzando una tecnica solitamente usata per testare la memoira nei malati di Alzheimer.

Trattasi della tecnica del Cantab Paired Associates learning, con la quale il soggetto studiato ha il compito di ricordare in quale quadrato bianco dei sei presenti su uno schermo, comparisse una figura.

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Memoria: una pillola per cancellare i brutti ricordi

Pillole

Pillole

The Eternal Sunshine of a Spotless Mind o, detto all’italiana, Se mi lasci ti cancello, aveva affrontato l’argomento a livello cinematografico.

Ma sembrava pura ‘fantascienza’ il poter cancellare i ricordi dolorosi. E se invece non fosse così?

Secondo i ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di Portorico, infatti, in futuro sarà possibile sintetizzare una pillola capace di cancellare le esperienze negative e le conseguenze che queste portano con sé.

L’esperimento è stato condotto su piccoli topolini di laboratorio, ai quali dopo un’esperienza piacevole, è stato somministrato il Bdnf, una proteina associata alla .

Ebbene, la conseguenza di questa somministrazione era la cancellazione, seppur parziale, del ricordo doloroso in questione.

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Memoria: è la proteina RAC a cancellare le informazioni appena acquisite

Sembrerebbe che il nostro cervello si comporti come una normalissima di un pc, dalla quale, come tutti sappiamo, è possibile cancellare i dati inutili, superflui o non più pregnanti per far spazio a nuove informazioni.

Allo stesso modo il nostro cervello è fornito di un simile ‘pulisci disco’ che altro non è che una proteina, chiamata Rac.

La proteina in questione è stata coperta dal Cold Spring Harbor Laboratory e dal Yi Zhong per la precisione.

La sua funzione sarebbe quella di cancellare il foglio degli appunti della nostra mente, quando non ritiene che le informazioni che vi siano trascritte non siano così importanti. Ecco, quindi, che dimentichiamo cose che ci sono state appena comunicate come nomi, orari di appuntamenti, numeri di telefono o indirizzi stradali.

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Correre ha effetti positivi anche sul cervello

corsaL’attività fisica, si sa, non fa bene solo alla salute del corpo, migliorandone le prestazioni ma, a quanto pare, migliora anche le facoltà del… !

A dirlo è una statunitense pubblicata su PNAS e condotta dal National Institute on Anging. In particolare l’attenzione è stata portata all’attività della , la quale è capace di dare profondi benefici anche al sistema nervoso stimolandone la crescita di nuovi neuroni.

Infatti correre, in particolare, porta un miglioramento nell’ e anche nella .

Insomma, si tratta di una pratica fisica i cui effetti benefici sono davvero molteplici.
Dovremmo sicuramente praticarla più spesso!

FOTO – sxc

Gli spinaci sviluppano la memoria

spinachQuanto ero piccola mia mamma mi diceva sempre di mangiare il pesce perché aiutava la mia a migliorarsi.

Tuttavia una recente ricerca ha trovato in un altro alimento la capacità sostenere le capacità della .

Trattasi degli spinaci e del loro alto contenuto di magnesio.

A mettere gli spinaci nella hit parade degli alimenti capaci di migliorare la è una ricerca della Tsinghua University e del Massachusetts Institute of Technology, poi pubblicata su Neuron.

Insomma, la sperimentazione ha avuto dei risultati davvero positivi sui topi che, copo aver assunto il magnesio, miglioravano le proprie capacità di apprendimento e, conseguentemente, di .

Ora sarà necessario convincere i nostri bambini che un alimento color verde non abbia necessariamente un pessimo sapore.

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Il succo d’uva rinforza la memoria

Corpo UvaIn un certo qual modo avevamo già parlato dell’ che, sotto forma di vino rosso, sarebbe una buona alleata nella lotta alla carie.

Ebbene, una nuova dell’Università di Cincinnati mette nuovamente sotto il microscopio questo meraviglioso frutto che, questa volta sotto forma di succo, sarebbe molto utile per la .

I risultati della , condotta per tre mesi su 12 tra i 75 e gli 80 anni, sono stati resi noti durante il Polyphenols and Healt Conference.
Agli coinvolti, che soffrivano di una precoce perdita di a breve termine, è stato fatto assumere per tre mesi una varietà al 100& pura di succo d’. Ebbene i risultati sono stati sorprendenti, perché gli coinvolti hanno migliorato addirittura del 75% le proprie prestazioni mnemoniche.

L’innegabile effetto benefico proviene dagli antiossidanti contenuti naturalmente nella buccia e nel succo dell’. Insomma, questa bevanda potrebbe diventare un toccasana sia per gli ma anche per i giovani alle prese con esami universitari e compiti in classe. Leggi tutto »

Il sonno aiuta il lavoro della memoria

dormireQuando si dorme, il corpo si riposa ma il rimane vigile e ricettivo.
Ancora non erano stati fatti molti studi a riguardo, ma una nuova ricerca ha aiutato a capire in che modo funzioni la ricettività di un addormentato e in che modo questo possa essere stimolato al fine di migliorare la del soggetto.

Un team della Northwestern University ha reso noto che è possibile far rinforzare, ad un addormentato, nozioni precedentemente apprese.
La ricerca è stata svolta su un gruppo di volontari il cui compito era quello di posizionare correttamente su uno schermo 25 immagini a cui erano legati altrettanti suoni. Dopodiché i volontari sono stati spediti a , e durante il , monitorato con elettrodi, sono stati diffusi 12 dei 25 suoni precedentemente ascoltati. Ebbene, al risveglio, le persone che durante il avevano ascoltato i suoni erano migliorate di molto nel posizionamento delle immagini associate ad essi.

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Lo stress nei primi anni di vita influenza il comportamento adulto

Ormai è risaputo: lo è causa di molti mali, sia psicologici che fisici.
E oggi si aggiunge un nuovo effetto negativo di questo male targato terzo millennio.

Una tedesca ha  infatti trovato una correlazione tra gli alti livelli di e i disturbi comportamentali e cognitivi. stressI risultati di questo particolare studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience e hanno messo in luce come lo causi, alungo termine, dei profondi danni alla .

Lo studio è stato effettuato su alcuni topolini nati da poco il cui organismo, messo in condizioni di profondo , ha cominciato a produrre alcuni ormoni che andavano a modificare, addirittura, i geni del DNA infuendo, conseguentemente, sul  comportamento dei topolini stessi negli anni successivi all’episodio stressante.

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Alzheimer prevenirlo con sport e alimentazione

Cosa fare per prevenire il morbo di ,la forma più comune di ?
La risposta sembra essere attivita’ fisica e dieta mediterranea
Nikolaos Scarmeas, della Columbia University di New York ha pubblicato sul Journal of the American Medical Association alcuni dati che dimostrano proprio questo
Gli esperti hanno seguito 1.880 sani per oltre cinque anni, documentando la loro dieta e l’attivita’ fisica svolta. Nel corso degli anni alcuni degli seguiti nell’indagine hanno sviluppato l’.
Analizzando i dati e’ risultato che un grado di attivita’ fisica moderato puo’ ridurre il rischio di ammalarsi dal 29% al 41% e un’attivita’ fisica intensa dal 37% al 50%. E’ emerso inoltre che una dieta sana, ricca di frutta, verdura e pesce e povera di carni rosse, riduce il rischio dal 32 al 40%.
Gli effetti di ginnastica e dieta sana, inoltre, si sommano in modo sinergico determinando un’ulteriore riduzione di rischio