La resistenza agli antibiotici dura al massimo un anno

antibiotici

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Antibiotico si, antibiotico no. In molti si battono contro lo smodato uso di antibiotici e contro la loro prescrizione massiva per un nonnulla.

Tutto questo anche perché, alla lunga, i batteri, abituati al principio attivo, cominciano a opporgli resistenza rendendo così la sua azione totalmente inutile.

Oggi però, per quanto riguarda questo discusso argomento, arriva una nuova ricerca secondo la quale la resistenza all’antibiotico dura al massimo un anno.

Pubblicato su British Medical Jurnal, lo studio ha preso in esame le precedenti pubblicazioni a riguardo concludendo che la resistenza all’antibiotico è molto alta nel mese successivo alla somministrazione ma che col passare del tempo, questa scemava fino a scomparire nell’arco di un anno.

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Rieducazione motoria? Come nel video di “Billy Jean

Su MedGadget il blog dedicato alla tecnologia in Medicina potete trovare un tappeto abbastanza innovativo per la rieducazione motoria. Il tappeto messo a punto dai ricercatori indiani del B.V. Bhoomaraddi College of Engineering & Technology di Hubli è dotato di un sistema di software programmabile per diversi step riabilitativi,in base alle varie esigenze dei singoli pazienti.E’ realizzato in plastica e metallo,ed è dotato di sensori elettronici che guidano attraverso giochi di luce i passi che deve compiere il paziente per eseguire la rieducazione motoria.
Questa pratica,sembra un gioco,sarà sicuramente ben accetta in ambito pediatrico

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PROGETTO MIMOSA

Ogni anno,a circa 200.000 donne viene diagnosticato un carcinoma ovarico.
Diagnosticare questo tipo di tumore non è semplice, spesso ci si riesce solo in una fase piuttosto avanzata, il trattamento prevede un’operazione chirurgica e diversi cicli di chemioterapia.Spesso il tumore recidiva, e risultati inizialmente positivi svaniscono mentre il tumore ricompare.Le possibilità di guarigione sono legate ad una diagnosi quanto più possibile precoce.L’intervento chirurgico è molto delicato:bisogna asportare l’utero,le tube di falloppio, i linfonodi e in alcuni casi anche di una parte di tessuto intestinale.Le donne anche giovani vanno incontro a menopausa precoce e molto spesso perdono l’opportunità di diventare madri. Le donne che superano questa prima fase e che non presentano una recidiva nei due anni che seguono l’intervento, potrebbero accedere ad un vaccino innovativo e in via di sperimentazione.
Questo progetto “MIMOSA” (acronimo di Monoclonal antibody Immunotherapy for Malignancies of Ovary by Subcutaneous Abagovomab), coinvolge 900 donne.Il vaccino contiene ABAGOVOMAD,un anticorpo in grado di riconoscere l’antigene Ca125,una proteina presente in questo tipo di cellule tumorali.Questo anticorpo andrebbe in tal caso di attaccare le cellule malate e le neutralizzerebbe, prevenendo o guarendo l’eventuale recidiva.
Il vaccino, non potrà prevenire la malattia , ma costituirà un elemento per poter debellare definitivamente il tumore e guarire.
Il trattamento prevede un’iniezione ogni due settimane per un periodo che va dai 21 ai 45 mesi, la durata del trattamento è strettamente correlata ai risultati ottenuti, agli effetti collaterali e all’eventualità in cui compaia la recidiva durante il trattamento.
I primi risultati si avranno entro la fine del 2010