Agopuntura per combattere la depressione

agopuntura

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Bestia nera della nuova generazione, la depressione è un male che colpisce, oggi, sempre più persone.

Le vie per combatterla sono molteplici e vanno dal supporto psicologico all’intervento farmacologico.

Oggi, alla lista dei possibili modi per combattere la depressione se ne aggiunge un’altro: l’agopuntura.

Utilizzata già da tempo, non esisteva tuttavia una prova scientifica che ne confermasse l’efficacia.

Ma ci ha pensato una ricerca australiana riempire la falla: pubblicata su Plos, lo studio ha messo in evidenza come l’agopuntura riesca a generare cambiamenti in quelle zone del sistema nervoso in cui vengono regolate proprio le emozioni.

Questo mostra come l’approccio alla malattia possa essere intrapreso con diverse tecniche, tra le quali l’agopuntura, oggi, entra di diritto. Leggi tutto »

Agopuntura: svelati i meccanismi dell’antica pratica orientale contro il dolore

Agopuntura

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L’agopuntura è una delle più antiche tecniche mediche tradizionali: vanta infatti ben 5.000 anni di esperienza tutta cinese.

E nonostante la sua lontana provenienza orientale, la pratica si è diffusa anche nel mondo occidentale e anche, ovviamente, in Italia.

E il benessere che se ne ricava è reale e molto vario: essa infatti agisce positivamente per diverse patologie legate al dolre, tra le quali spicca la cervicale.

E dopo 5000 anni di pratica medica, tra favorevoli e contrari e, soprattutto, tra credenti e miscredenti, ecco arrivare la spiegazione scentifica a questa pratica capace di eliminare il dolore dal corpo umano.

Un meccanismo che è stato scoperto dall’Università di Rochester, e poi divulgato grazie alla rivista ‘Neuroscience‘.

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Oncologia e cure alternative

Quasi l’80 per cento dei pazienti richiede trattamenti terapeutici complementari.
Dl prossimo autunno l’ospedale di Merano li fornirà. Ma non vanno sottovalutati i costi e le possibili interazioni con gli altri farmaci .Agopuntura, osteopatia, fitoterapia e omeopatia ai pazienti oncologici: cure che fanno discutere e che vedono gli oncologi schierarsi per fare utilizzare le terapie complementari con grande cautela, solo di fronte a prove sicure, quelle che i medici chiamano «evidenze cliniche» o EBM. Nei giorni scorsi, i membri dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riuniti per il convegno nazionale in Trentino Alto Adige hanno cercato di fare chiarezza. Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom:Non abbiamo certezze, ma l’obbligo di porci domande. Queste sostanze possono avere effetti positivi per i malati, soprattutto per controllare alcuni effetti collaterali indotti dalle cure. Ma possono avere anche interazioni con l’assorbimento o il metabolismo dei farmaci antitumorali. Solo una corretta sperimentazione e lo studio delle possibili interferenze con i farmaci antitumorali possono consentire di inserirle nei protocolli terapeutici»

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