obesità infantile: rischio per la salute del cuore

obesità infantile

obesità infantile

Il fatto che l‘obesità sia un problema serio, l’abbiamo ormai ripetuto molte volte.

E si tratta di un problema ancor più grave se ad esserne colpiti sono i bambini e i giovani. A ribardirlo è una recente statunitense poi pubblicata sulla rivista pediatrics.

I ricercatori americani, infatti, hanno analizzato lo stato di salute di circa 16000 persone tra uno e diciassette anni, dei quali una buona parte era colpito da obesità.

Ebbene, proprio nella fascia degli obesi, gli studiosi hanno registrato la presenza della che solitamente segnala infiammazioni del corpo e che, negli adulti è sintomo di probabile sviluppo di .

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Non sfogare la rabbia è dannoso per la salute del cuore

stressIl capo ti carica di lavoro, lo stipendio tarda ad arrivare, la vicina di scrivania non smette un attimo di parlare con la sua vocina stridula e in più puzza? Non tenerti tutto dentro: urla, fai boxe, vai a correre nuota o fai yoga. La tua salute, sicuramente, ti ringrazierà.

Una effettuata dall’università di stoccolma e poi pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health ha infatti rivelato che tenersi tutto dentro, soprattutto sul posto di lavoro, ha come conseguenza quella di aumentare la possibilità di incorrere in un o in altre patologie cardiache.

Lo studio ha coinvolto più di 2000 uomini svedesi  e ha messo in luce come sia necessario non solo sfogare la , ma anche che la si sfoghi immediatamente e con i diretti interessati. In questo modo non solo lo cala considerevolmente, ma non si rischia di accumulare gli effetti indesiderati delle problematiche inespresse.

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STAMINALI NELLA CURA DELL’INFARTO

Per la prima volta i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, Usa) hanno dimostrato l’efficacia terapeutica di cellule adulte pluripotenti indotte.Cellule prelevate da tessuti umani, manipolate in modo da poter generare qualsiasi altro materiale organico e quindi anche le cellule necessarie per riparare le pareti di vasi e cuori danneggiati dall’.Nello studio apparso su Circulation i ricercatori del centro americano sono riusciti a verificare in laboratorio la possibilita’ di auto-trapianti di a partire dalle cellule del tessuto connettivo, i fibroblasti, dello stesso paziente. Riducendo cosi’ il rischio di rigetto e il ricorso ai farmaci immunosoppressori. Una metodica finora sperimentata solo per altre tre patologie, Parkinson, anemia falciforme ed emofilia, ma mai nelle malattie coronariche.
Andre Terzic, che ha coordinato la :”Attraverso questi processi di riprogrammazione dovremmo essere in grado di invertire il destino delle cellule adulte e di personalizzare le richieste della medicina rigenerativa”.

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