Per 2 donne incinta su 3 no al vaccino per il virus A

Forse è per le polemiche che lo hanno accompagnato, o forse è per la moltitudine di informazioni corrette e non ,ma il vaccino per l’influenza A/H1N1 spaventa piu’ dell’influenza stessa. Le donne in gravidanza non lo vogliono e lo rifiutano.
Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Sidip (Societa’ italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale), ha commentato i dati di un questionario diffuso, negli ultimi dieci giorni, fra circa di 300 donne incinta tra il secondo e il terzo mese della gravidanza (n.d.r: il vaccino e’ indicato nel secondo e terzo trimestre di gravidanza).
E’ emerso che due donne su tre non lo faranno.

Fazio: non mi vaccino contro il virus

Parola d’ordine: niente allarmismi.

Il virus H1N1 della nuova influenza, per ora, non è ancora mutato in forme più gravi.
Lo ha annunciato Margaret Chan,direttore generale dell’ OMS (Organizzazione mondiale della sanità)
Fazio, proprio per inviatre tutti alla calma ha annunciato:”«Mi vaccinerò contro l’influenza stagionale perchè ho compiuto 65 anni ma non mi vaccinerò contro l’influenza pandemica perchè non rientro nelle categorie a rischio. Invito chi vuole farlo a partecipare con le proprie idee ma si eviti di diffondere allarmismo e soprattutto si lasci che sia l’Istituto superiore di sanità a dare le informazioni. Dare numeri non è una buona idea ed è molto difficile farlo.Il vaccino è un importantissimo strumento di prevenzione nelle categorie indicate. Sarà pronto nei tempi previsti tra il 15 ottobre e il 15 novembre».
Giacomo Milillo segretario nazionale della FIMMG (federazione dei Medici di medicina generale) ha dichiarato:«Condivido la scelta di Fazio di non vaccinarsi. Un messaggio tranquillizzante verso quelle persone oltre i 65 anni che ci stanno chiedendo di vaccinarsi. Ritengo che utilizzare il vaccino per queste categorie a basso rischio significherebbe sprecarlo».

Estate in salute:influenza A/H1N1

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda alcuna restrizioni ai viaggi in Messico, nel Regno Unito né in altri Paesi con focolai di influenza A/H1N1 e che ovunque sono state predisposte valide iniziative di sorveglianza e prevenzione per contrastare il diffondersi della malattia. Conferma il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali: “è stata rafforzata la rete di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza per permettere la raccolta di informazioni e campioni virali ai fini del tempestivo riconoscimento dei casi di influenza e per la conseguente adozione delle misure di sanità pubblica. Sono state allertate le strutture di ricovero in generale e quelle specifiche per malattie infettive in particolare, per essere pronte a gestire i casi sospetti di influenza da nuovo virus, mediante idonee misure di contenimento, oltre che con misure di appropriato trattamento”.

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