Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Valeriana Gamibetal
Due milioni e mezzo di persone con epatite B e C, 21.000 decessi all’anno per cirrosi o tumore, malattie epatiche come principale causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni: questi i numeri delle patologie che colpiscono il fegato in Italia. L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) che riunisce i maggiori specialisti italiani di malattie epatiche propone, durante l’estate e le vacanze, un decalogo di prevenzione, alcune regole semplici da seguire per conservare in salute il proprio fegato. Le malattie epatiche, legate a stili di vita e comportamenti a rischio, sono in molti casi asintomatiche e hanno un decorso pluri-decennale: in questo quadro, risulta fondamentale una corretta educazione e sensibilizzazione ad adottare comportamenti corretti e ad effettuare screening di controllo. In occasione dell’estate, oltretutto, molti italiani si apprestano a raggiungere in vacanza Paesi con un tasso di prevalenza particolarmente alto di epatiti. Ecco allora le regole da seguire per mantenere il fegato sano e proteggerlo da malattie come epatiti, cirrosi, tumore
1. Mantieni delle corrette abitudini igieniche. Fai attenzione allo stato di igiene di quello che mangi, quando sei fuori casa e in viaggio. L’epatite A si trasmette infatti tramite alimenti infetti come frutti di mare, verdure e acqua. Stai attento a quando utilizzi forbicine e rasoi e altri strumenti appuntiti in comune con persone che non conosci: le epatiti B e C si trasmettono attraverso il sangue di un soggetto infetto. Avvertenza per tutti ma soprattutto per i bambini: non toccare MAI aghi o siringhe abbandonate, possono essere fonte di infezione!
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Tag:cancro, carcinoma, cirrosi, epatite, epatite a, epatite b, epatite c, epatocellulare, fegato, infiammazione
Scritto Lunedì 25 Maggio 2009 da Nano Publishing

La superficie su cui si fa jogging è importantissma, naturalmente l’erba è più morbida dell’asfalto o cemento.
Il carico sul piede è circa il doppio del proprio peso coproreo.
Il peso si riflette su ginocchia ma anche sulla schiena.
Le scarpe sono essenziali, spendere di più per un paio di scarpe da corsa buone è un vantaggio che si protrae nel tempo, visto che una scarpa di media dura 8000 km.
se il ginocchio è dolente:
C’è una regola nel caso si sia alle prese con un dolore al ginocchio che in America viene definita con un acronimo: RICE. Spieghiamo il significato delle lettere: R sta per rest (riposo), I sta per ice (ghiaccio), C sta per compression (compressione) ed E sta per elevation (elevazione). In altri termini, bisogna subito mettere la zona a riposo e applicare del ghiaccio, che è un eccellente antinfiammatorio.
L’impacco freddo deve tenere compresso il ginocchio per almeno una ventina di minuti, durante i quali la gamba va tenuta sollevata. E’ la prima e più efficace misura antidolore.
Il calore, in genere, è sconsigliato, anche se qualcuno suggerisce di usare pomate rubefacenti (che producono iperemia) o lozioni alla gautheria (o al silicato di metile). Gli impacchi caldi sono in ogni caso da evitare, se la zona mostra un gonfiore. Nel caso che il dolore continui, si può suggerire un antidolorifico da banco come l’ibuprofen, che è consigliato perché non provoca i problemi di stomaco segnalati con l’uso dell’aspirina. Da evitare anche il ricorso a fasce elastiche. A parte il fatto che dovrebbero essere realizzate su misura, spesso se male applicate schiacciano la rotula nell’articolazione e possono peggiorare la situazione originaria. Qualora il dolore persista si rende necessario il parere del medico.
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Tag:correre, dolore al ginocchio, dolore dietro al ginocchio, ginocchia, infiammazione
Scritto Mercoledì 25 Marzo 2009 da Incoronata Silvestri

Cos’è: La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono il cervello
( meningi) e del midollo spinale. Le forme di infiammazione possono essere acute o croniche. Nel primo caso il quadro clinico si completa nell’arco di poche ore o gironi; nel secondo si protrae addirittura per mesi. Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e che provoca danni a livello neuronale, ai reni ed alle ghiandole surrenali.
I più esposti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, i ragazzi tra i 18 ed i 24 e gli anziani.
Come riconoscerla: I sintomi non sono subito riconducibili all’infiammazione delle meningi. Si tratta di segnali abbastanza generici: febbre alta ed improvvisa ( nel caso di meningite batterica) , forte mal di testa, inappetenza, vomito, convulsioni, sonnolenza, irrigidimento del collo, intolleranza alla luce.
Nei neonati riconoscerla è più ardua anche perché non tutti i sintomi sono evidenti. Possono presentare pianto continuo, irritabilità, sonnolenza, inappetenza e, a volte, ingrossamento della testa.
La diagnosi certa si esprime solo dopo un’analisi del liquor cerebrospinale (che scorre tra le membrane) ed una coltura batterica.
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Tag:cervello, convulsioni, febbre, inappetenza, infiammazione, menigite, menigite virale, menigococco, meningi, meningite betterica, meningite micotica, midollo spinale, morte, neonati, pnumocco, sonnolenza, vaccino, vomito