Studiare rafforza il cuore

829482_studentsA quanto pare studiare, imparare ed acculturarsi non fa bene solo al cervello ma anche al cuore!

E’ il risultato al quale è giunta la dottoressa Annika Rosengren, a capo di un team di ricercatori del Sahlgrenska University Hospital.

L’equipe di medici, infatti, ha ipotizzato che la cultura e lo studio non solo allenino il cervello rendendolo più ‘elastico’, ma preservino il cuore da patologie quali l’infarto.

La conclusione c’è stata dopo aver preso in esame i dati clinici di più di 50 paesi, tra i quali erano presenti 2000 persone colpite da infarto e 14.000 persone in buona salute.

Ebbene, il discrimante tra i due gruppi risiedeva essenzialmente nell’istruzione, e non nel reddito o nel lavoroo svolto.

Ovviamente, non bisogna affermare che studiare abbia come diretta conseguenza il preservare il cuore dall’arresto cardiaco quanto, molto più probabilmente, una maggiore consapevolezza del proprio organismo e dei danni a cui si va incontro con comportamenti poco ‘sani’. Leggi tutto »

Non sfogare la rabbia è dannoso per la salute del cuore

stressIl capo ti carica di lavoro, lo stipendio tarda ad arrivare, la vicina di scrivania non smette un attimo di parlare con la sua vocina stridula e in più puzza? Non tenerti tutto dentro: urla, fai boxe, vai a correre nuota o fai yoga. La tua salute, sicuramente, ti ringrazierà.

Una ricerca effettuata dall’università di stoccolma e poi pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health ha infatti rivelato che tenersi tutto dentro, soprattutto sul posto di lavoro, ha come conseguenza quella di aumentare la possibilità di incorrere in un infarto o in altre patologie cardiache.

Lo studio ha coinvolto più di 2000 uomini svedesi  e ha messo in luce come sia necessario non solo sfogare la rabbia, ma anche che la si sfoghi immediatamente e con i diretti interessati. In questo modo non solo lo stress cala considerevolmente, ma non si rischia di accumulare gli effetti indesiderati delle problematiche inespresse.

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Il divieto fumo ha migliorato la salute

Dal gennaio 2005, ovvero,daquando e’ entrata in vigore la regolamentazione legislativa sul fumo, gli infarti acuti sono diminuiti dell’11,2% in Italia.
Oltre che in Italia,anche in Irlanda, dove il divieto risale al 2004, il numero dei ricoveri per infarto e’ diminuito dell’11% l’anno.
In Francia, dove invece il divieto risale solo al febbraio 2008, i ricoveri d’urgenza per infarto sono calati del 15%.

La nuova norma ha dato beneficio alla salute.
A mio avviso ora tocca all’alcol.

ALLARME CARNE ROSSA:è dimostrato che in eccesso fa male

Una ricerca condotta dal National Cancer Institute pubblicata sull’Archives of Internal Medicine ha messo in evidenza e confermato che la carne rossa non fa bene.Lo studio ha coinvolto 500.000 ha dimostrato che chi ha un alimentazione con un elevata quantità di carne rossa o lavorata, ha un più alto rischio di morte,soprattutto,per malattie cardiache e tumori.La formazione di queste patologie,sarebbe favorita ,inoltre ,dalle alte temperature della cottura.Ad ogni modo è anche sbagliato eliminare,completamente la carne rossa dalla dieta,in quanto si andrebbero a perdere diversi elementi fondamentali.Come in ogni caso:MODERAZIONE !!!

STAMINALI NELLA CURA DELL’INFARTO

Per la prima volta i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, Usa) hanno dimostrato l’efficacia terapeutica di cellule staminali adulte pluripotenti indotte.Cellule prelevate da tessuti umani, manipolate in modo da poter generare qualsiasi altro materiale organico e quindi anche le cellule necessarie per riparare le pareti di vasi e cuori danneggiati dall’infarto.Nello studio apparso su Circulation i ricercatori del centro americano sono riusciti a verificare in laboratorio la possibilita’ di auto-trapianti di staminali a partire dalle cellule del tessuto connettivo, i fibroblasti, dello stesso paziente. Riducendo cosi’ il rischio di rigetto e il ricorso ai farmaci immunosoppressori. Una metodica finora sperimentata solo per altre tre patologie, Parkinson, anemia falciforme ed emofilia, ma mai nelle malattie coronariche.
Andre Terzic, che ha coordinato la ricerca:”Attraverso questi processi di riprogrammazione dovremmo essere in grado di invertire il destino delle cellule adulte e di personalizzare le richieste della medicina rigenerativa”.

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