Cattiva alimentazione: dopo un infarto i malati non abbandonano le cattive abitudini

fast food

fast food

Il pericolo di morte non elimina le cattive abitudini, soprattutto quelle alimentari.

Questa è la conclusione che emerge da una ricerca condotta dalla Kansas University, secondo la quale le persone che hanno avuto un infarto, non riescono a dire basta alla carne rossa e soprattutto al Junk Food.

Lo studio è stato condotto su 2500 volontari, tutti colpiti da arresto cardiaco e appassiati di fast food.

E’ emerso, infatti, che dopo aver avuto l’infarto, i pazienti riuscivano a mantenere una dieta sana solo nei sei mesi successivi all’attacco di cuore, per poi ricadere nelle vecchie e pericolose abitudini.

Questo si verifica soprattutto nei soggetti con una scarsa educazione alimentare. Inoltre, dicono gli esperti, gli infartuati dopo essersi rimessi ricevono troppe informazioni tutte in una volta, soprattutto sulla dieta consigliata dopo l’attacco di cuore. Troppe informazioni tutte in una volta non vengono assorbite e i pazienti tendono a tornare alle cattive abitutine alimentari. Leggi tutto »

Una proteina per diminuire i danni al cuore che seguono l’infarto

attacco cardiaco

attacco cardiaco

Passi avanti nella ricerca sull’infarto.
Alcuni ricercatori hanno infatti scoperto una proteina che, dopo un attacco cardiaco, accentua i danni ai tessuti colpiti dalla patologia.

Secondo gli studiosi, quindi, basterà inibire l’espressione di questa proteina, che precisamente è la fibronectina-EDA, per dare vita ad una terapia per un rapido recupero della salute del muscolo cardiaco.

La cosa la leggiamo su Circulation, dove è stato anche evidenziato il procedimento con cui i ricercatori sono giunti alla conclusione.
Lo studio è stato svolto su un gruppo di topi precedentemente colpiti da attacco cardiaco.
Ebbene, i ricercatori hanno notato che proprio nei topolini in cui non era presente la sopracitata proteina presentavano un più veloce ristabilimento fisico a seguito dell’infarto. Leggi tutto »

Dormire poco aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ictus

dormire poco

dormire poco

Dormire è importante e non solo per essere carichi e avere le giuste energie per affrontare le fatiche della routine.

Uno studio della Warwick University ha infatti affermato che dormire poco non fa affatto bene alla salute, anzi fa aumentare il rischio di morte precoce tramite infarto e ictus.

Lo studio è stato effettuato su quasi 500mila persone tra i 7 e i 25 anni. Ebbene è stato notato che dormire poco aumentava addirittura del 48% il rischio di malattie cardiovascolari e del 15% di ictus.

Questo perché, secondo i ricercatori, riposare poco farebbe aumentare il livello degli ormoni cattivi (come quelli legati allo stress) che vanno ad indebolire l’organismo rendendolo più incline a sviluppare le sopracitate patologie.

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Cereali integrali per abbassare la pressione e ridurre il rischio di infarto e ictus

cereali integrali

cereali integrali

E’ cosa risaputa: gli alimenti integrali fanno più bene di quelli raffinati.

E questo per un semplice motivo: la raffinazione elimina molte delle proprietà benetiche nascoste tra i nutrienti dei cibi più comuni, impoverendoli enormemente.

E conseguentemente, così come è meglio preferire il riso e il sale integrale a quelli raffinati, stessa cosa vale per i cereali.

E un’ulteriore conferma arriva dall’University of Aberdeen che, dopo un attento studio, ha concluso affermando che i cereali integrali riescono a difendere il nostro organismo da ipertensione, infarto e ictus.

I cereali integrali, infatti, riescono a ridurre notevolmente la pressione se consumati in modo regolare. Abbassandosi la pressione, conseguentemente, si rischia meno di incorrere in un infarto o in un ictus. Leggi tutto »

I luoghi di lavoro rumorosi danneggiano il cuore

lavoro e rumore

lavoro e rumore

I luoghi di lavoro molto spesso non sono caratterizzati da tranquillità e silenzio, anzi.

Sovente ci si trova a lavorare in ambienti rumorosi in cui, solo per parlare col nostro vicino di scrivania, siamo costretti ad alzare la voce per sovrastare il caos che regna sovrano nella stanza.

Non vi farà piacere sapere, quindi, che i luoghi di lavoro rumorosi non sono affatto salutari per il nostro organismo.

A dirlo sono i ricercatori della University of British Columbia, i quali hanno analizzato ben 6000 lavoratori statunitensi sul luogo di lavoro tra il 1999 e il 2004.

Pubblicata su Occupational and Environmental Medicine, la ricerca ha messo in luce che il rumore costante non solo non gioca a favore del nostro udito, ma neanche del nostro cuore.

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Una corretta igiene orale previene infarto e ictus

Igiene Dentale

Igiene Dentale

L’igiene dentale è molto importante, e non solo per avere un sorriso bello e smagliante.

Ne avevamo parlato in passato riguardo una ricerca secondo la quale una buona igiene dentale era un modo adatto per prevenire la demenza senile.

Oggi parliamo di un’altra ricerca, sulla falsariga di quella sopracitata.

Perché i ricercatori dell’Università di Bristol hanno evidenziato che una buona igiene orale è strettamente legata alla salute del cuore.

Questo per colpa di un batterio della famiglia degli steptococchi che, benché innocuo, può provocare seri danni se associato ad una cattiva igiene della bocca.

Il batterio in questione diventa potenzialmente pericoloso quando le gengive sanguinano.

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Infarto: lo si può prevedere con l’analisi del capello

Ciocca di Capelli

Ciocca di Capelli

L’infarto è un fenomeno che, la maggior parte delle volte insorge senza preavviso e, proprio questa rapidità può essere talvolta fatale alla persona colpita.

Tuttavia la medicina sta facendo passi da gigante nella diagnostica preventiva, anche per quanto riguarda l’infarto.

Un team dell’università del Western Ontario, a questo scopo, ha messo a punto una tecnica di analisi capace di prevenire il rischio di infarto con molti mesi di anticipo.

Pubblicato su Stress, la ricerca ha ritrovato nella semplice analisi del capello un mezzo decisamente attendibile per scongiurare il rischio di attacco cardiaco.

Gli studiosi hanno preso in considerazione il cortisolo, ovvero l’ormone dello stress che, a ben vedere è oggi una delle maggiori cause di rischio per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.

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Infarto: il sesso non è più un tabù

Astensione dal sesso

Astensione dal sesso

All’infarto, se preso in tempo, si può certamente sopravvivere. Tuttavia, la persona che ne è stata vittima ricorderà l’esperienza come qualcosa di estremamente traumatico.

Dopo un’infarto i consigli del medico sono fondamentali: una giusta dieta, una vita sana e un giusto movimento fisico (dopo la convalescenza) sono fondamentali. E il sesso?

Una ricerca statunitense ha messo in luce che “La maggior parte dei pazienti pensa che l’attività sessuale possa ucciderli e così anche il loro partner“.

A dirlo è Stacy Tessler Lindau, a capo del team di ricerca. Al contrario, la studiosa ha affermato che l’astensione dal sesso è un errore: se le condizioni di salute sono buone, ovvero se l’infarto è stato non grave e se dopo la convalescenza si riescono a salire due rampe di scale e fare attività fisica senza problemi, allora l’attività sessuale può essere benissimo ripresa nonostante il passato infarto.

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Il cioccolato fa bene al cuore

Cioccolato

Cioccolato

Anche se ci stiamo avvicinando alla stagione calda, continuiamo ugualmente a parlare del cioccolato.

Portentoso per la depressione, soprattutto se fondente, il cioccolato è anche molto utile per evitare ictus e malattie cardiache.

A dirlo è una ricerca dell’Istituto di Nutrizione Umana di Nuthenal, che ha analizzato quasi ventimila soggetti e le loro abitudini, tra le quali figuravano anche quelle alimentari.

Ebbene il risultato fa notare come coloro che erano soliti consumare un quadretto di cioccolata al giorno, avevano meno possibilità di incappare in un ictus o in un infarto.

Questo anche perché il cioccolato ha la proprietò di abbassare la pressione sanguigna e di diminuire, conseguentemente, tutti i rischi legati all’ipertensione. Leggi tutto »

Impotenza e attacco di cuore: il legame sta nei famaci

Infarto

Infarto

Un recente studio dell’università tedesca di Saarland ha trovato una nuova spia d’allarme per i problemi cardiovascolari, più precisamente per l’attacco di cuore.

Stiamo parlando di una patologia legata al sesso maschile, ovvero l’impotenza.

Lo studio è stato condotto su un arco di tempo di cinque anni, con l’analisi di più di 1500 uomini con problemi cardivascolari.

Ebbene, è stato notato come coloro che soffrissero di impotenza avessero una maggior probabilità di incorrere in un infarto, o in un ictus.

Le cause di questa correlazione, tuttavia, secondo gli studiosi non andrebbero ritrovate tanto nell’impotenza in sé quanto, piuttosto, nell’uso di quei farmaci che puntano a combattere le disfunzioni erettili permettendo una normale vita sessuale all’uomo.

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