Bambini ambidestri: doppia probabilità di problemi di linguaggio e comportamento

bambinoNonostante possa sembrare un vero e proprio punto a favore della persona e della ‘comodità’ e versatilità, in realtà essere ambidestri potrebbe essere un difetto con ripercussioni negative sul comportamento e l’apprendimento.

Questa è, infatti, la conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato su Pediatrics.
Gli studiosi che si sono occupati della ricerca hanno infatti analizzao circa 8000  bambini mettendo in relazione il fatto di essere destri, macini, o ambidestri, con l’apprendimento scolastico e i disturbi comportamentali.

Ebbene, nonostante gli ambidesti siano una netta minoranza anche rispetto ai mancini, si è osservato che questi bambini hanno la doppia probabilità di soffrire di disturbi legati al linguaggio e al comportamento, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Ancora non è stata data una spiegazione a questa scientifica, finora osservata senza trovare una correlazione tra la mano con cui si scrive e la bravura scolastica e compotramentale. Leggi tutto »

Latte in polvere per neonati: rischio di eccessiva assunzione di calorie

biberonE se i dannosi regimi ipercalorici cominciassero già in fasce? sarebbe decisamente un grosso problema, soprattutto perché l’obesità, oggi, è una patologia fisica molto grave non solo dal punto di vista estetico.

Una recente ricerca condotta in collaborazione tra l’Helmholtz Zentrum Munchen e l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha infatti stabilito che il normalissimo latte in polvere con le quale le mamme nutrono i propri bebé, avrebbe molte più calorie di quelle normalmente raccomandate.

Pubblicata sull’International Journal of Food Science and Nutrition, viene spiegato che il problema, oltre a risiedere nel latte in sé, sia da ricercarsi anche nei misurini coi quali vengono preparati i biberon.

La capacità del misurino, infatti, sarebbe maggiore di quella dichiarata cosicché i nostri bambini sono portati ad assumere giornalmente il 7% in più del dovuto.

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Infanzia e adolescenza: dormire poco rende depressi

watching_tvQuelli che sono genitori e hanno i figli adolescenti lo sanno benissimo: la sera, far spegnere computer e televisione è una battaglia costante.

I giovani, infatti, anche se stanchi, combattono contro le palpebre pesanti per guadagnare ore di veglia, ore che tuttavia vengono sottratte alle necessarie ore di sonno soprattutto nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza.

Un problema che, secondo lo psichiatra James Gangwisch, non ha come unico risultato una costante stanchezza nei giovani, quanto una maggior possibilità di ammalarsi di depressione e pensieri suicidi.

Anche se può sembrare esagerato, sono questi, infatti, i risultati a cui è giunto lo psichiatra con l’aiuto di un’equipe della Columbia University Medical Center di New York.

Pubblicato sulla rivista ‘Sleep’, lo studio mette in luce che i giovani che sottraggono ore al sonno notturno hanno il 24% in più di rischio di incappare in disturbi depressivi e in manie suicide.

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