La dieta perfetta si basa sull’analisi del DNA

Dieta

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L’ultimo congreso dell’American Heart Association ha affrontato, tra i tanti argomenti affrontati, quello dalla dieta e del modo migliore per costruirla su misura per la paziente.

Una proposta arriva da uno studio di Stanford, il cui team ha presentato una nuova metodologia che si basa, niente poco di meno che… sul DNA!

Secondo i ricercatori, infatti, i programmi alimentari ipocalorici, quindi destinati alla perdita di peso, dovrebbero basarsi sui suggerimenti nascosti nel DNA di ciascun paziente.

I geni analizzati sono, soprattutto, quelli che controllano l’assorbimento del grasso nell’intestino.

La ricerca ha mostrato che questo metodo basato sul DNA va incontro a maggiori successi in quanto a perdita di peso, raggiungendo addirittura quota di tre chili in più persi rispetto alle diete tradizionali.

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L’effetto Placebo dipende dalla genetica

dnaL’effetto placebo lo conoscono tutti: detta con parole semplici, con effetto placebo si intende una serie di reazioni dell’organismo nate dalle attese dell’individuo sulla sostanza che sta assumendo, anche quando la sostanza non ha, chimicamente, nessun effetto sul corpo umano.

L’effetto placebo è qualcosa che in molti hanno inconsapevolmente provato mentre altre persone non lo sperimenteranno mai. Il motivo? secondo una recente ricerca, la predisposizione all’effetto placebo sarebbe una questione di… Geni.

A dirlo è un team dell’Università della California che, dopo aver condotto uno studio su alcuni pazienti affetti da depressione, sono giunti a conclusione che a esercitare un ruolo importante per quanto riguarda l’effetto placebo, sono quei geni capaci di attivare neurotrasmettitori come Dopamina e Noradrenalina.

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I capelli bianchi dipendono dai geni

capelli-bianchiIl brizzolato nell’uomo genera decisamente un certo fascino. Ma, per quanto riguarda le donne, se ne vedono ben poche che esibiscono con orgoglio la chioma bianca. Perché se negli uomini la maturità è decisamente affascinante, lo stesso discorso non vale per le donne, da sempre votate alla presunta eterna giovinezza.

Ebbene, proprio parlando di capelli bianchi, una recente ricerca si è proprio occupata di questo argomento. Infatti, per quanto riguarda la popolazione femminile, sembra che questo problema non sia imputabile solamente a stili di vita sbagliati e stress, ma soprattutto ad una causa genetica.

Una conclusione a cui è giunta un’equipe dell’Unilever Cosmetics International, poi pubblicata su Plos One.

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Dieta & genetica, le nuove frontiere della prevenzione

Da oggi nelle principali farmacie italiane è possibile effettuare un test del DNA che permette di disegnare l’alimentazione più adatta a soddisfare i bisogni nutrizionali di ciascuno
Il piano alimentare personalizzato abbinato a un test del Dna, ora disponibili in farmacia grazie al servizio Vitalybra, sono stati presentati oggi al Circolo della Stampa di Milano dal Dott. Primo Vercilli, medico dietologo, consulente presso il Centro di ricerca medica “Immunculus” di Mosca; dal Dott. Flavio Garoia, responsabile del settore ricerca e sviluppo Ngb Genetics – spinoff Università di Ferrara; dal Dott. Claudio Tomella, specialista in Scienza dell’alimentazione e dirigente medico presso la Asl di Milano.
Per eseguire il test del Dna che è parte integrante del programma alimentare, sono sufficienti pochi minuti: il farmacista preleva un campione di saliva con il tamponcino e lo spedisce al laboratorio di analisi. I risultati del test del Dna, insieme ad un piano alimentare, verranno poi recapitati da Vitalybra al farmacista e quindi consegnati al richiedente.

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Psicoterapia e Genetica?

L’esito di una psicoterapia dipende da molti fattori. Sicuramente fanno gioco forte la motivazione del paziente e la bravura del terapeuta, ma esiste anche un altro fattore che può avere un certo rilievo:La genetica.
Un gruppo di studiosi di John Kelsoe dell’Università di California a San Diegohanno dimostrato che nel buon esito della psicoterapia son importanti due geni.Lo studio è stato fatto su 65 volontari in una psicoterapia di 16 settimane. Alcuni soggetti erano trattati anche con antidepressivi. Sui volontari è stato eseguito l’esame del Dna, facendo particolare riferimento a cinque geni che erano ritenuti responsabili dell’influenza sull’effetto dei farmaci.

Si è scoperto che i geni che influiscono nel rendere la psicoterapia più efficace sono in particolare il gene NTRK2 e il HTR2A, che rendono i pazienti in grado di trarre maggiori benefici dalla terapia psicologica.

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DIABETE, PIGRIZIA E GRANDI ABBUFFATE NEMICHE DEL DNA

Secondo quanto emerso dallo studio pubblicato su Cell Metabolism dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), le nostre “cattive” abitudini potrebbero influenzare negativamente il nostro genoma.Se il nostro stile di vita è errato,possiamo essere geneticamente predisposti” allo sviluppo del diabete di tipo 2
Gli studiosi, hanno analizzato il tessuto muscolare di un gruppo di soggetti affetti da diabete di tipo 2, e hanno identificato un gene, Pcg-1a, che subisce una modifica in seguito all’esposizione ad elementi infiammatori o acidi grassi. Questa modifica sarebbe correlata ai disturbi metabolici e potrebbe verificarsi poco tempo prima dello sviluppo del diabete.

Lo studio però aspetta ulteriori conferme

PCR

Spesso molti medici richiedono la pcr.,ma che cosa è che fa questo tipo di esame?

La PCR è l’acronimo di Polymerase Chain Reaction è una tecnica di biologia molecolare che consente la ricostituzione di un segmento di DNA completo Si hanno a disposizione degli oligonucleotidi di innesco
Chiamati primers,ciascuno specifico per il segmento di DNA che si
vuole amplificare. Vengono eseguiti cicli ripetuti (generalmente tra 25 e 30) di associazione dei primers,
in modo da amplificare il segmento che interessa di oltre 200.000 volte. Questa metodica permette lo studio di quantità
molto piccole di DNA,e soprattutto è molto rapida Con questo metodo è possibile
studiare le mutazioni, le infezioni etc

Malattie Rare: La sindrome di Beckwith-Wiedemann

La sindrome di Beckwith-Wiedemann o BW è una sindrome rara, provocata da alcune mutazioni sul cromosoma 11 .E’ caratterizzata da diverse alterazioni tra cui:macroglossia, visceromegalia, macrosomia, difetti della parete addominale (onfalocele ed ernia ombelicale), anomalie dell’impianto o della morfologia auricolare, ipoglicemia neonatale persistente. In questi soggetti spesso compaiono durante gli anni,anomalie renali,alterazioni cardiache, malrotazione intestinale, polidattilia, palato ogivale, ritardo mentale e aumentato rischio di sviluppare neoplasie, in particolare il nefroblastoma (tumore del Wilms) e l’ epatoblastoma.La sindrome è stata descritta,indipendentemente, da Beckwith nel 1963 e da Wiedemann nel 1964, questa sindrome è la più comune tra le malattia da overgrowth (esagerato accrescimento), seguita dalla sindrome di Sotos. Le mutazioni a carico del cromosoma 11 alterano l’IGF2 (Insulin Growth Factor 2), un fattore che agisce da mediatore all’azione dell’ormone della crescita, e numerosi altri geni che producono fattori in grado di modulare la crescita cellulare (tra cui l’NSD1, che è mutato anche nella sindrome di Sotos). Alterazioni a carico di questi geni rendono incontrollata la crescita cellulare, provocando le caratteristiche della sindrome.
La diagnosi è clinica e se c’è sospetto si ricercano le mutazioni nel DNA. Si può,anche diagnosticare la malattia in utero;Solitamente se c’è un aumento nella madre dei valori di AlfaFetoProteina (AFP) e/o BetaHCG e se all’ECO prenatale si riscontrano morfologicamente alcune delle caratteristiche della sindrome (in particolare macrosomia, visceromegalia, i difetti della parete addominale, l’ipoglicemia neonatale e le anomalie auricolari, anomalie della placenta e polidramnios ). La diagnosi si pone se il bambino presenta 2 criteri maggiori (la macroglossia, la macrosomia )o 1 maggiore + 2 minori(aneuploidia, il polidramnios, la nefromegalia, la disgenesia renale o surrenale). La prognosi è generalmente buona e dipende dal tipo e dalla severità delle malformazioni del soggetto. E’ importante ricordare che questi pazienti fino all’età di circa 10 anni hanno un rischio elevato di sviluppare tumori maligni o benigni (cavità addominale soprattutto)Per quanto riguarda l’ipoglicemia, essa è dovuta ad iperinsulinismo ed è solitamente transitoria. Crisi ipoglicemiche ricorrenti,però, possono provocare danni neurologici severi e per tale ragione la glicemia va attentamente valutata e controllata. La macroglossia può essere ridotta chirurgicamente per evitare alterazioni dello sviluppo dentario e della cavità orale.