San Valentino: i single sono a rischio depressione

sindrome di San Valentino

sindrome di

Sicuramente non c’è neanche bisogno di ricordarvelo, perché sapete benissimo che giorno è oggi.

In molti staranno scambiandosi dolci effusioni al sapore di cioccolato, mentre altri rimugineranno sul loro essere single facendo le persone dure e disinteressate alla festività in questione.

Perché oggi è , la festa degli innamorati. E oltre all’impennata dei tassi glicemici a causa della quantità di dolciumi ingurgitata, a impennarsi è anche il grafico riguardante le sindromi depressive.

A dirlo è una ricerca condotta dall’Accademia Internazionale ‘Stefano Benemeglio”, la quale afferma che nella giornata di e in quelle che seguono e precedono l’evento, si registra il 35% di probabilità in più che una persona cada in una forma di sindrome depressiva.

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Depressione: nuova terapia nella Deep Brain Stimulation

brainSi potrebbe dire che, in materia di disturbi psicologici, la sia uno degli zoccoli duri della nostra era che affligge moltissime persone in tutto il mondo.

Molto spesso la risposta terapeutica per questa patologia la si ritrova nella farmacologia, sottoponendo il paziente a dosi più o meno massicce di psicofarmaci. Tuttavia, oltre alla farmacologia, la cura oggi potrebbe ritrovarsi in una nuova terapia che sta affrontando le sue prime sperimentazioni.

Chiamata ‘’ si tratta di una tecnica messa a punto a partire da una ricerca dell’Ospedale Universitario di Bonn, poi pubblicata da ‘Biological Psychiatry’.

In parole povere si tratta della stimolazione profonda del cervello per mezzo di elettrodi, che vanno a ‘colpire’ i centri del piacere.

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Depressione: tra le cause la cattiva alimentazione

junk food2-saidaonlineSe la comincia a tavola, sicuramente non si parla solo di quella relativa all’organismo.

Perché secondo una recente ricerca dell’Università di Melbourne il consumo di determinati cibi può avere effetti sull’umore.

Lo studio è stato condotto su un campione femminile di più di 1000 donne, che sono state seguite per 10 anni.

Il risulato? che i problemi psichici insorgono quando la donna in questione ha preferito cibi grassi e raffinati a quelli naturali e integrali.

In questo senso, il cresente tasso di persone depresse potrebbe imputarsi anche al tipo di che è ‘in voga’ in questo periodo, un’ che privilegia il cosiddetto junk food a discapito di frutta, verdura e cereali. Leggi tutto »

Infanzia e adolescenza: dormire poco rende depressi

watching_tvQuelli che sono genitori e hanno i figli adolescenti lo sanno benissimo: la sera, far spegnere computer e televisione è una battaglia costante.

I giovani, infatti, anche se stanchi, combattono contro le palpebre pesanti per guadagnare ore di veglia, ore che tuttavia vengono sottratte alle necessarie ore di soprattutto nell’età dell’ e dell’.

Un problema che, secondo lo psichiatra James Gangwisch, non ha come unico risultato una costante stanchezza nei giovani, quanto una maggior possibilità di ammalarsi di e pensieri suicidi.

Anche se può sembrare esagerato, sono questi, infatti, i risultati a cui è giunto lo psichiatra con l’aiuto di un’equipe della Columbia University Medical Center di New York.

Pubblicato sulla rivista ‘Sleep’, lo studio mette in luce che i giovani che sottraggono ore al notturno hanno il 24% in più di rischio di incappare in disturbi depressivi e in manie suicide.

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L’attività fisica è un toccasana per i sintomi della depressione

sport-bambiniQualche giorno fa parlavamo dei modi per , male oscuro di questi ultimi anni.

E se uno dei modi per combatterla e tenerla lontana è cimentarsi con discipline artistiche, un altro toccasana è fare del movimento.

Insomma, è capitato a tutti (anche ai meno avvezzi allo ) che dopo una corsa o un’ora di palestra l’umore sia decisamente migliorato e ci si senta più rilassati.

E ora arriva anche la ricerca scientifica a confermare l’ipotesi. Non serve neanche ‘ammazzarsi’ di fatica per ottenere i risultati psicologici sperati, perché sembra che siano sufficienti anche 10 minuti di attività al giorno per avere benefici sulla sia fisica che psichica. Un assunto che ormai hanno confermato moltissime ricerche condotte dai moltissimi team sparsi per il globo.

Insomma, nuovo proposito per il 2010: fare più movimento! Leggi tutto »

L’arte è alleata nella lotta alla depressione

danza-foto scarpetteUna le cui basi sembrano essere decisamente Freudiane, poiché anche lo storico psicanalista si era occupato di e di canalizzazione delle energie.

In ogni caso un recente studio condotto dalla Norwegian University ha messo in luce che esistono legami specifici tra e depressione. E si tratta di rapporti positivi, perché sarebbe proprio l’attività artistica a domare i disturbi della depressione.

Il soggetto, infatti, ritrovandosi davanti a opere (di qualsiasi genere e natura) nate esclusivamente dal proprio intelletto, si sentirebbero realizzati, cosa che tiene decisamente lontana la depressione.

Si tratta di una condotta su ben 50.000 individui, sui quali è stato notato come l’autorealizzazione derivante dall’ sia addirittura superiore a quella ce arriva dal lavoro e dai soldi.

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L’Olio di fegato di merluzzo in prima linea contro la depressione

depressioneL’olio di fegato di merluzzo, oltre ad essere uno degli alimenti a maggior contenuto di vitamina D, sembrerebbe essere molto utile anche nella cura della .

Una patologia che oggi colpisce moltissime persone potrebbe essere sconfitta gtrazie ad un semplice alimento.

La è stata svolta da un’equipe dell’Università di Bergen e poi pubblicata sul Journal of Affective Disorders. Lo studio ha evidenziato che gli Omega 3 contenuti in questa particolare sostanza giochino un ruolo favorevole nella lotta alla .

Lo studio è stato molto vasto, tanto che durante la fase di sono stati coinvolti più di ventimila volontari di diverse fasce di età, alcuni accumunati da sintomi da più o meno gravi e altri completamente sani. Da notare che, tra le persone coinvolte nello studio, già l’8,9 di essi assumeva quotidianamente il suddetto olio.

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I carboidrati combattono ansia e depressione

pastaSpesso, quando si affronta una dieta ipocalorica volta al dimagrimento si tende a diminuire notevolmente l’introduzione di nell’organismo: poco pane, poca pasta e spazio alle verdure.

Ma probabilmente questo modus operandi non fa bene al nostro umore. A sostenerlo è una ricerca australiana pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine. Lo studio ha infatti rivelato che una ridotta assunzione di può portare, se protratta nel tempo, a un deciso cambiamento nell’umore che vira pericolosamente verso tristezza, e . Questo sarebbe dovuto al fatto che l’assunzione di stimolerebbe la produzione di serotonina nel cervello, sostanza i cui effetti sono estramemente benefici per l’umore della persona.

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Lo stress nei primi anni di vita influenza il comportamento adulto

Ormai è risaputo: lo stress è causa di molti mali, sia psicologici che fisici.
E oggi si aggiunge un nuovo effetto negativo di questo male targato terzo millennio.

Una tedesca ha  infatti trovato una correlazione tra gli alti livelli di stress e i disturbi comportamentali e cognitivi. stressI risultati di questo particolare studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience e hanno messo in luce come lo stress causi, alungo termine, dei profondi danni alla .

Lo studio è stato effettuato su alcuni topolini nati da poco il cui organismo, messo in condizioni di profondo stress, ha cominciato a produrre alcuni ormoni che andavano a modificare, addirittura, i geni del DNA infuendo, conseguentemente, sul  comportamento dei topolini stessi negli anni successivi all’episodio stressante.

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Sempre più crescente il disturbo da attacchi di panico

dap,o disturbo d’, è un disturbo psichico che fa parte della classe diagnostica dei disturbi d’ansia, di cui ne soffrono circa 8 milioni e 350 mila persone
Ma cosa i disturbi d’attacco di panico
Secondo Il DSM IV;il manuale diagnostico e statistico dei disturbi psichici,la caratteristica essenziale di un Attacco di Panico è un periodo preciso di paura o disagio intensi in assenza di un vero pericolo accompagnati da almeno 4 sintomi somatici o cognitivi (palpitazioni, sudorazioni, tremori fini o a grandi scosse, sensazioni di dispnea o di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, vertigini o sensazione di testa leggera, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di ‘‘impazzire’’, paura di morire, parestesie e brividi o vampate di calore). L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge la massima intensità, in circa, 10 minuti o meno.
All’’interno della classe attacco di panico esistono diverse sottoclassi

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