Il cellulare modifica il cervello, in particolare il metabolismo del glucosio

Parlare al cellulare

Parlare al cellulare

Torniamo ancora una volta a parlare del telefonino e dei possibili effetti collaterali (veri o falsi che siano) sul nostro organismo.

A occuparsi nuovamente dell’argomento è il National Institutes of health di Bethesda, secondo il quale l’uso del telefono cellulare ha il potere di modificare quelle zone del cervello che si trovano vicino all’antenna nel momento in cui lo si utilizza.

In particolare si andrebbe a modificare il metabolismo dell’assorbimento del glucosio, aumentandolo del 7%.

La ricerca è stata svolta su 47 volontari, sui quali si è notato che proprio l’uso del telefonino andava a modificare l’area della corteccia orbiofrontale e temporale del cervello, le quali hanno assorbito più delle altre i campi elettromagnetici rilasciati dal cellulare.

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La meditazione modifica il cervello (in meglio)

meditazione

meditazione

Meditare non solo ha effetti positivi sul funzionamento del nostro organismo rendendolo maggiormente capace di sopportare ansia e stress, ma modifica anche il nostro cervello potenziandone memoria e facoltà di conoscenza.

A dirlo è l’equipe diretta dalla dottoressa Lazer, che ha condotto la ricerca presso il Massachusetts General Hospital.

Pubblicata su Psychiatry Research, leggiamo che lo studio è stato condotto su alcuni volontari tra i quali solo alcuni sono stati spinti a frequentare un corso di meditazione anti-stress.

DOpo le 8 settimane di corso, i ricercatori hanno notato una modifica celebrale proprio nei soggetti che avevano frequentato il corso.
Quello che si era andato a modificare, era la materia grigia dell’ippocampo, nella quale i ricercatori hanno registrato una maggiore densità. Inoltre si è notato un miglioramento del funzionamento dell’amigdala.

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Il cervello degli obesi risulta più piccolo rispetto alla normalità

Obesità

Obesità

Rieccoci a parlare dell’obesità e ai rischi che si corrono quando si è affetti da questa patologia.

Perché a rischiare non è solo il nostro sistema cardiovascolare o la capacità del nostro organismo di assorbire il glucosio (sviluppo del diabete)

Secondo i ricercatori della New York University School of Medicine, infatti, l’obesità è in grado di ridurre le dimensioni del cervello.

Lo studio è partito dal fatto che l’obesità può avere la negativa conseguenza di favorire l’insorgenza del diabete 2 patologia che, alla lunga, può portare ad una degenerazione cognitiva.

Partendo da questo assunto i ricercatori hanno sottoposto persone normopeso e obesi a risonanza magnetica, andando così a scoprire che il cervello di quest’ultimi era particolare: acqua nell’amigdala e corteccia orbito-frontale più piccola. Leggi tutto »

L’abilità mentale aumenta dopo una chiacchierata amichevole

Una chiacchierata tra amici

Una chiacchierata tra amici

Se volete stimolare la vostra mente rendendola più elastica e reattiva agli stimoli non è necessario allenarsi con rompicapi, sudoku e affini: vi basterà farvi una bella chiacchierata tra amici.

Lo dice la ricerca condotta dall’Università del Michigan che, sulle pagine del Social Psychological and Personality Science, pubblica le proprie conclusioni.

In effetti, secondo gli studiosi, sarebbero proprio i dialoghi amichevoli a rafforzare la nostra mente rendedola più abile nell’affrontare la quotidianità.

Insomma, si tratta di una ricerca che mette in luce che le facoltà intellettuali di un individuo non sono affatto statiche, anzi. Non si nasce con una determinata abilità mentale ma questa muta a seconda delle condizioni contingenti in cui ci ritroviamo a vivere.

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Il cervello matura intorno ai 40 anni

Cervello

Cervello

Qual è il momento in cui il cervello raggiunge la completa maturazione?

Erano in molti a pensare che il cervello, dopo i primi anni di sviluppo, arrestasse la sua crescita rimanendo sostanzialmente invariato nel corso degli anni.

E ora ci pensa la ricerca dell’University College di Londra a smentire il precedente assunto con una nuova scoperta nell’ambito della neurologia.

In effetti secondo i ricercatori la crescita del cervello è addirittura molto lenta e arriva alla completa maturazione, in media, intorno ai 40 anni.

I volontari che hanno preso parte alla ricerca sono stati sottoposti a diverse risonanze magnetiche in diversi intervalli di tempo e quello che gli studiosi hanno notato è che la corteccia prefontale dell’individuo muta nel tempo, raggiungendo una discreta stabilità intorno ai 30-40 anni. Leggi tutto »

Disturbi del sonno: l’apnea ostruttiva notturna riduce la materia grigia

dormire

dormire

L’apnea notturna è un disturbo a causa del quale si verifica la completa o parziale ostruzione delle vie aeree della respirazione durante il sonno.

Un disturbo molto diffuso che, secondo un articolo comparso sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine può avere anche ripercussioni molto negative sul nostro sistema nervoso.

Infatti i ricercatori che si sono occupati della cosa, dopo aver analizzato 17 pazienti affetti da apnee ostruttive notturne hanno concluso che queste possono causare difetti strutturali alla materia grigia del cervello.

Probabilmente questo accade dal fatto che il cervello, durante queste manifestazioni, riceve ossigeno a intermittenza e, alla lunga, muta quindi la sua morfologia. Leggi tutto »

Il senso della morale risiede in una zona specifica del cervello

Cervello

Cervello

Il senso morale ce l’abbiamo tutti. C’è chi lo ascolta di più e chi meno, ma tutti gli esseri umani hanno costantemente a che fare con la cosiddetta vocina interna capace di ammonirci di fronte ad un comportamento eticamente sbagliato.

Ma dove si trova la moralità? una domanda che si sono posti i ricercatori di svariate strutture universitarie e ospedaliere lombarde, i quali hanno voluto trovare una risposta cercandola in 16 volontari.

Gli strumenti attraverso i quali si è cercata la risposta sono stati degli elettrodi precedentemente impiantati nel cervello del paziente per questioni terapeutiche.

In questo modo i ricercatori hanno potuto registrare le attività che avvenivano all’interno del sistema nervoso dei pazienti, posti di fronte a frasi appartenenti a tre diverse categorie morali: frasi neutre, frasi moralmente conflittuali e non.

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L’orgasmo femminile attiva ben trenta parti del cervello

orgasmo

orgasmo

L’orgasmo femminile da oggi non è più un mistero.

Perchè della cosa se ne sono occupati i ricercatori della Rutgers University, i quali hanno cercato di capire in che modo esso funzionasse e quali aree del cervello si attivassero durante il processo.

Per rispondere alle domande di cui sopra, i ricercatori hanno chiesto alle 16 volontarie coinvolte nello studio di praticare autoerotismo sul lettino della macchina per la risonanza magnetica in modo da visualizzare sullo schermo quale effetto avesse l’orgasmo sul cervello.

Ebbene, si è visto che l’orgasmo attiva ben 30 aree del cervello. L’intensità, inoltre, supera di gran lunga quella maschile, oltre che la durata.

foto © libero

L’innamoramento è un processo cerebrale e misurabile a livello scientifico

Love

Love

Ma che cos’è, in fin dei conti, l’innamoramento?

Certamente farfalle nello stomaco, diffuso benessere e testa tra le nuvole ma sopra ogni altra cosa, un processo celebrale e soprattutto scientifico.

Di capire cosa succede all’interno del corpo umano se ne sono occupate, in collaborazione, diverse università: la Syracuse University, la West Virginia University e l’University Psychiatric Center di Ginevra.

Ebbene i ricercatori hanno affermato che il processo dell’innamoramento accende ben 12 aree del cervello che, lavorando insieme, si attivano per rilasciare dopamina, ossitocina, adrenalina e vasopressina che, insieme, producono quella sensazione di euforia che noi tutti conosciamo.

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Gravidanza: dopo il parto il cervello delle donne è più grande

Neomamma

Neomamma

La gravidanze è un avvenimento talmente importante che la donna, oltre a risentirne nella sfera psichica e affettiva, mostra dei netti cambiamenti anche a livello fisiologico e corporeo.

Lo dimostra uno studio condotto dal National Institute of Mental Health del Maryland.

I ricercatori hanno infatti affermato che le neomamme presentavano un’aumento della materia grigia rispetto alle altre donne.

Un effetto che è stato osservato su 19 neomamme sottoposte, dopo il parto e a vari mesi di distanza, ad una risonanza magnetica.

Inoltre, l’accrescimento del cervello si notava in modo più accentuato in quelle mamme che mostravano più entusiasmo nel confronti del neonato.

foto © leccoprovincia