Correre ha effetti positivi anche sul cervello

corsaL’, si sa, non fa bene solo alla salute del corpo, migliorandone le prestazioni ma, a quanto pare, migliora anche le facoltà del… !

A dirlo è una ricerca statunitense pubblicata su PNAS e condotta dal National Institute on Anging. In particolare l’attenzione è stata portata all’attività della corsa, la quale è capace di dare profondi benefici anche al sistema nervoso stimolandone la crescita di nuovi neuroni.

Infatti correre, in particolare, porta un miglioramento nell’ e anche nella .

Insomma, si tratta di una pratica fisica i cui effetti benefici sono davvero molteplici.
Dovremmo sicuramente praticarla più spesso!

FOTO – sxc

L’insonnia provoca una riduzione della materia grigia

insonniaAlzi la mano chi non ha mai sofferto d’insonnia.

Più o meno ci sono passati tutti, e quindi tutti sanno quanto sia snervante questo disturbo del . Il giorno dopo ci si ritrova nervosi, intrattabili e soprattutto stanchi.

Ma a quanto pare non è solo questo il disagio apportato dall’insonnia, le cui conseguenze possono essere più gravi del previsto.

Uno studio pubblicato su Biological Psychiatry ha infatti messo in luce che l’insonnia può provocare una diminuzione della massa celebrale nella zona destinata al funzionamento della .

Il team è giuto a questa conclusione dopo aver analizzato due gruppi di individui, uno dei quali formato da persone che soffrono d’insonnia.

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Il sonno aiuta il lavoro della memoria

dormireQuando si dorme, il corpo si riposa ma il cervello rimane vigile e ricettivo.
Ancora non erano stati fatti molti studi a riguardo, ma una nuova ricerca ha aiutato a capire in che modo funzioni la ricettività di un cervello addormentato e in che modo questo possa essere stimolato al fine di migliorare la memoria del soggetto.

Un team della Northwestern University ha reso noto che è possibile far rinforzare, ad un cervello addormentato, nozioni precedentemente apprese.
La ricerca è stata svolta su un gruppo di volontari il cui compito era quello di posizionare correttamente su uno schermo 25 immagini a cui erano legati altrettanti suoni. Dopodiché i volontari sono stati spediti a dormire, e durante il , monitorato con elettrodi, sono stati diffusi 12 dei 25 suoni precedentemente ascoltati. Ebbene, al risveglio, le persone che durante il avevano ascoltato i suoni erano migliorate di molto nel posizionamento delle immagini associate ad essi.

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Impegnare il cervello fa bruciare calorie

sudokuNon è detto che per bruciare serva fare esercizio fisico.
A volte, infatti, basta spremersi un po’ di più le meningi.

E’ questa la conclusione a cui è giunta uno studio che è stato condotto per Cannyminds.com. La è stata condotto da Tim Forrester che afferma che se il solo istinto di sopravvivenza fa bruciare 0.1 al nostro cervello, allora intraprendere attività intellettualmente più impegnative può produrre grandi risultati, in quanto a .

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La giocoleria aumenta la materia bianca del cervello

giocoliereNon è detto che una persona nasca intelligente, potrebbe anche diventarlo col tempo. Non c’entra leggere libri, andare bene a scuola, laurearsi e affini.

E’ stato infatti scoperto che l’ può essere conquistata o affinata attraverso alcune attività fisiche, tra le quali c’è anche la cosiddetta . Un esempio è riuscire a far roteare in aria tre palline senza farle cadere, o ancora i birilli o qualsiasi altra cosa possa c’entrare con la coordinazione fisica.

Imparare a destreggiarsi in quest’arte, infatti, ha il potere di potenziare decisamente il cervello e la sua capacità di ragionamento. A dirlo sono alcuni ricercatori della Oxford University che hanno pubblicato il particolare studio sulla rivista “Nature Neuroscienze“. Hanno infatti notato come, dopo sole sei settimane di allenamento, la materia bianca celebrale aumenti, addirittura, del cinque per cento.

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L’ipnosi è un fenomeno reale e combatte l’ansia

ipnosiFino a questo momento l’ era considerata  da molti come una sorta di terapia alternativa, capace di dare sollievo ad un paziente anche se non ne erano stati chiarite le dinamiche scientifiche.

Oggi invece, grazie ai macchinari di nuova generazione, un’equipe della (UK) guidata da William McGeown è riuscita a monitorare l’attività del di un paziente sottoposto a una seduta di . Il risultato dello studio? che l’, effettivamente, è un fenomeno reale e non solo ‘psicologico’ e frutto di suggestione.

La ricerca, poi pubblicata sul magazine Consciousness and Cognition, è stata effettuata su 17 persone tra le quali dieci erano considerate molto ansiose ma poco inclini a credere ai benefici dell’; le restanti persone, invece, rientravano nel gruppo dei ‘non ansiosi’. Ebbene, entrambi i gruppi sono stati monitorati durante la seduta ipnotica e. attraverso una speciale macchina, ne sono stati monitorati gli effetti sull’encefalo e le zone di esso coinvolte.

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Meningite:cause e vaccini


Cos’è: La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono il cervello
( ) e del . Le forme di infiammazione possono essere acute o croniche. Nel primo caso il quadro clinico si completa nell’arco di poche ore o gironi; nel secondo si protrae addirittura per mesi. Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e che provoca danni a livello neuronale, ai reni ed alle ghiandole surrenali.
I più esposti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, i ragazzi tra i 18 ed i 24 e gli anziani.

Come riconoscerla: I sintomi non sono subito riconducibili all’infiammazione delle . Si tratta di segnali abbastanza generici: febbre alta ed improvvisa ( nel caso di meningite batterica) , forte mal di testa, , , , , irrigidimento del collo, intolleranza alla luce.
Nei riconoscerla è più ardua anche perché non tutti i sintomi sono evidenti. Possono presentare pianto continuo, irritabilità, , e, a volte, ingrossamento della testa.
La diagnosi certa si esprime solo dopo un’analisi del liquor cerebrospinale (che scorre tra le membrane) ed una coltura batterica.

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Depressione: il cervello si ricarica come una pila!


Sembra un film fantascientifico, invece si tratta dell’ultimo esperimento condotto dai ricercatori dell’ospedale Policlinico di Milano in collaborazione con la Clinica Santa Chiara di Verona. Elettrodi e corrente a bassa intensità per curare la depressione. Ed i risultati sono positivi!
La geniale intuizione dei ricercatori, capeggiati dal dott. Alberto Priori, è quella secondo cui il nostro potrebbe definirsi una pila, e la depressione corrisponderebbe allo stato di “bassa carica”. Quindi, perchè non ricaricarlo?
L’esperimento è stato condotto su un campione di 14 persone (13 donne), gravemente malate di depressione e sulle quali i farmaci non sortivano alcun effetto. Gli elettrodi sono stati applicati sulla fronte dei pazienti e collegati ad uno stilmolatore a basso voltaggio gestito da un computer. Le sedute sono state ripetute per due volte al giorno per cinque giorni consecutivi. Miglioramenti marcati per diverse settimane.
Importante frontiera: un’alternativa possibile per il trattamento della depressione farmaco-resistente.