Camminare mantiene giovane il cervello

Camminare

Camminare

Se non camminate molto, è proprio il caso che cominciate a farlo!

Ormai è risaputo: la vita sedentaria non fa bene a nessun aspetto della nostra esistenza.
E il solo camminare ci fa nettamente guadagnare in salute: bruciamo , aiutiamo la circolazione, alleniamo il cuore e… teniamo il giovane!

Sembrerà una cosa stramba, ma sono proprio queste le conclusioni di una recente ricerca della Beckman Institute dell’Illinois, poi pubblicata su Frontiers in Aging Neuroscienze.

Lo studio in questione è stato condotto su 65 persone tra i 59 e gli 80 sottoposti a passeggiate di 40 minuti per due volte a settimana.

Quel che è stato notato dopo un’apposita risonanza magnetica è che a livello neurologico la connettività era migliorata di molto, tanto che gli studiosi hanno concluso affermando che l’attività del camminare aiuta il a mentenersi giovane e più… elastico! Leggi tutto »

Problemi intestinali? a soffrire è anche il nostro cervello

Apparato gastrointestinale

Apparato gastrointestinale

Il nostro corpo è una grande macchina i cui elementi rappresentano dei veri e propri ingranaggi collegati l’uno all’altro.

Quindi non deve stupire se, quando si hanno problemi intestinali a soffrirne non è solo il nostro apparato digestivo ma anche il nostro .

A mettere in luce questo legame è l’Università della California, la quale ha pubblicato le proprie conclusioni sulla rivista Gastroenterology.

Il , infatti, durante la sindorme dell’intestino irritabile perde efficienza.

Lo studio in questione è stato condotto su 103 donne, 53 delle quali soffrivano di Sindrome dell’intestino irritabile.

Tuttavia tutto il gruppo di volontarie è stato sottoposto ad analisi approfondite del e ciò che ne è risultato dimostra la sopracitata tesi.

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I vegetariani e vegani sono più empatici alla sofferenza altrui

verdure

verdure

Per quanto riguarda le minoranze alimentari, una di questa è sicuramente rappresentata dai e i vegani.

I primi escludono dalla loro dieta la carne, mentre i secondi rinunciano anche a tutti gli alimenti di origine animale.

Una su questi due gruppi alimentari ha evidenziato che le persone che eliminano la carne dalla propria dieta sono più sensibili alla sofferenza, sia umana che animale.

Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori dell’Unità di Neuroimagining Quantitativo del Sanr Raffaele di Milano.

Quello che i e i vegani sviluppano è empatia verso l’essere vivente colpito da sofferenza.
Tutto ciò è stato appurato tramite una risonanza magnetica strutturale, attraverso la quale gli studiosi hanno notato che, alla vista di situazioni di sofferenza, il cervello dei e vegani attivava le aree del lobo frontale che sono comunemente associate ai sentimenti empatici. Leggi tutto »

Correre ha effetti positivi anche sul cervello

corsaL’attività fisica, si sa, non fa bene solo alla salute del corpo, migliorandone le prestazioni ma, a quanto pare, migliora anche le facoltà del… Cervello!

A dirlo è una statunitense pubblicata su PNAS e condotta dal National Institute on Anging. In particolare l’attenzione è stata portata all’attività della , la quale è capace di dare profondi benefici anche al sistema nervoso stimolandone la crescita di nuovi neuroni.

Infatti correre, in particolare, porta un miglioramento nell’ e anche nella memoria.

Insomma, si tratta di una pratica fisica i cui effetti benefici sono davvero molteplici.
Dovremmo sicuramente praticarla più spesso!

FOTO – sxc

L’insonnia provoca una riduzione della materia grigia

insonniaAlzi la mano chi non ha mai sofferto d’.

Più o meno ci sono passati tutti, e quindi tutti sanno quanto sia snervante questo disturbo del . Il giorno dopo ci si ritrova nervosi, intrattabili e soprattutto stanchi.

Ma a quanto pare non è solo questo il disagio apportato dall’, le cui conseguenze possono essere più gravi del previsto.

Uno studio pubblicato su Biological Psychiatry ha infatti messo in luce che l’ può provocare una diminuzione della massa celebrale nella zona destinata al funzionamento della .

Il team è giuto a questa conclusione dopo aver analizzato due gruppi di individui, uno dei quali formato da persone che soffrono d’.

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Il sonno aiuta il lavoro della memoria

dormireQuando si dorme, il corpo si riposa ma il cervello rimane vigile e ricettivo.
Ancora non erano stati fatti molti studi a riguardo, ma una nuova ha aiutato a capire in che modo funzioni la ricettività di un cervello addormentato e in che modo questo possa essere stimolato al fine di migliorare la memoria del soggetto.

Un team della Northwestern University ha reso noto che è possibile far rinforzare, ad un cervello addormentato, nozioni precedentemente apprese.
La ricerca è stata svolta su un gruppo di volontari il cui compito era quello di posizionare correttamente su uno schermo 25 immagini a cui erano legati altrettanti suoni. Dopodiché i volontari sono stati spediti a , e durante il , monitorato con elettrodi, sono stati diffusi 12 dei 25 suoni precedentemente ascoltati. Ebbene, al risveglio, le persone che durante il avevano ascoltato i suoni erano migliorate di molto nel posizionamento delle immagini associate ad essi.

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Impegnare il cervello fa bruciare calorie

sudokuNon è detto che per bruciare calorie serva fare esercizio fisico.
A volte, infatti, basta spremersi un po’ di più le meningi.

E’ questa la conclusione a cui è giunta uno studio che è stato condotto per Cannyminds.com. La è stata condotto da Tim Forrester che afferma che se il solo istinto di sopravvivenza fa bruciare 0.1 calorie al nostro , allora intraprendere attività intellettualmente più impegnative può produrre grandi risultati, in quanto a calorie.

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La giocoleria aumenta la materia bianca del cervello

giocoliereNon è detto che una persona nasca intelligente, potrebbe anche diventarlo col tempo. Non c’entra leggere libri, andare bene a scuola, laurearsi e affini.

E’ stato infatti scoperto che l’ può essere conquistata o affinata attraverso alcune attività fisiche, tra le quali c’è anche la cosiddetta giocoleria. Un esempio è riuscire a far roteare in aria tre palline senza farle cadere, o ancora i birilli o qualsiasi altra cosa possa c’entrare con la coordinazione fisica.

Imparare a destreggiarsi in quest’arte, infatti, ha il potere di potenziare decisamente il e la sua capacità di ragionamento. A dirlo sono alcuni ricercatori della Oxford University che hanno pubblicato il particolare studio sulla rivista “Nature Neuroscienze“. Hanno infatti notato come, dopo sole sei settimane di allenamento, la materia bianca celebrale aumenti, addirittura, del cinque per cento.

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L’ipnosi è un fenomeno reale e combatte l’ansia

ipnosiFino a questo momento l’ipnosi era considerata  da molti come una sorta di terapia alternativa, capace di dare sollievo ad un paziente anche se non ne erano stati chiarite le dinamiche scientifiche.

Oggi invece, grazie ai macchinari di nuova generazione, un’equipe della (UK) guidata da William McGeown è riuscita a monitorare l’attività del di un paziente sottoposto a una seduta di ipnosi. Il risultato dello studio? che l’ipnosi, effettivamente, è un fenomeno reale e non solo ‘psicologico’ e frutto di suggestione.

La ricerca, poi pubblicata sul magazine Consciousness and Cognition, è stata effettuata su 17 persone tra le quali dieci erano considerate molto ansiose ma poco inclini a credere ai benefici dell’ipnosi; le restanti persone, invece, rientravano nel gruppo dei ‘non ansiosi’. Ebbene, entrambi i gruppi sono stati monitorati durante la seduta ipnotica e. attraverso una speciale macchina, ne sono stati monitorati gli effetti sull’encefalo e le zone di esso coinvolte.

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Meningite:cause e vaccini


Cos’è: La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono il
( meningi) e del . Le forme di infiammazione possono essere acute o croniche. Nel primo caso il quadro clinico si completa nell’arco di poche ore o gironi; nel secondo si protrae addirittura per mesi. Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e che provoca danni a livello neuronale, ai reni ed alle ghiandole surrenali.
I più esposti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, i ragazzi tra i 18 ed i 24 e gli anziani.

Come riconoscerla: I sintomi non sono subito riconducibili all’infiammazione delle meningi. Si tratta di segnali abbastanza generici: febbre alta ed improvvisa ( nel caso di meningite batterica) , forte mal di testa, inappetenza, , convulsioni, , irrigidimento del collo, intolleranza alla luce.
Nei riconoscerla è più ardua anche perché non tutti i sintomi sono evidenti. Possono presentare pianto continuo, irritabilità, , inappetenza e, a volte, ingrossamento della testa.
La diagnosi certa si esprime solo dopo un’analisi del liquor cerebrospinale (che scorre tra le membrane) ed una coltura batterica.

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