Scritto Giovedì 27 Agosto 2009 da Valeriana Gamibetal
Uno studio presentato alla conferenza annuale della American Chemical Society’s ha dimostrato come le piccole candele, quelle a basso costo,siano potenzialmente dannose per il nostro organismo. Dai risultati raccolti in laboratorio è emerso che le candele di cera paraffina, quelle più comuni, rilasciano quantità di sostanze chimiche come il toluene e il benzene che potrbbero essere dei fattori di rischio per alcune forme di cancro. Il rischio di tumore non è il solo a cui ci esponiamo mentre bruciano le candele;Negli ambienti piccoli e con scarso ricambio d’aria, a lume di candela,aumenta anche la probabilità di sviluppare forme di asma o eczema.
Quindi bisogna rinunciare alle candele?Secondo me è meglio essere cauti…
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Tag:asma, cancro, candela, Candele, fumi tossici, lume di candela, lumino
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Valeriana Gamibetal
Due milioni e mezzo di persone con epatite B e C, 21.000 decessi all’anno per cirrosi o tumore, malattie epatiche come principale causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni: questi i numeri delle patologie che colpiscono il fegato in Italia. L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) che riunisce i maggiori specialisti italiani di malattie epatiche propone, durante l’estate e le vacanze, un decalogo di prevenzione, alcune regole semplici da seguire per conservare in salute il proprio fegato. Le malattie epatiche, legate a stili di vita e comportamenti a rischio, sono in molti casi asintomatiche e hanno un decorso pluri-decennale: in questo quadro, risulta fondamentale una corretta educazione e sensibilizzazione ad adottare comportamenti corretti e ad effettuare screening di controllo. In occasione dell’estate, oltretutto, molti italiani si apprestano a raggiungere in vacanza Paesi con un tasso di prevalenza particolarmente alto di epatiti. Ecco allora le regole da seguire per mantenere il fegato sano e proteggerlo da malattie come epatiti, cirrosi, tumore
1. Mantieni delle corrette abitudini igieniche. Fai attenzione allo stato di igiene di quello che mangi, quando sei fuori casa e in viaggio. L’epatite A si trasmette infatti tramite alimenti infetti come frutti di mare, verdure e acqua. Stai attento a quando utilizzi forbicine e rasoi e altri strumenti appuntiti in comune con persone che non conosci: le epatiti B e C si trasmettono attraverso il sangue di un soggetto infetto. Avvertenza per tutti ma soprattutto per i bambini: non toccare MAI aghi o siringhe abbandonate, possono essere fonte di infezione!
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Tag:cancro, carcinoma, cirrosi, epatite, epatite a, epatite b, epatite c, epatocellulare, fegato, infiammazione
Scritto Mercoledì 22 Luglio 2009 da Valeriana Gamibetal
Ogni anno,a circa 200.000 donne viene diagnosticato un carcinoma ovarico.
Diagnosticare questo tipo di tumore non è semplice, spesso ci si riesce solo in una fase piuttosto avanzata, il trattamento prevede un’operazione chirurgica e diversi cicli di chemioterapia.Spesso il tumore recidiva, e risultati inizialmente positivi svaniscono mentre il tumore ricompare.Le possibilità di guarigione sono legate ad una diagnosi quanto più possibile precoce.L’intervento chirurgico è molto delicato:bisogna asportare l’utero,le tube di falloppio, i linfonodi e in alcuni casi anche di una parte di tessuto intestinale.Le donne anche giovani vanno incontro a menopausa precoce e molto spesso perdono l’opportunità di diventare madri. Le donne che superano questa prima fase e che non presentano una recidiva nei due anni che seguono l’intervento, potrebbero accedere ad un vaccino innovativo e in via di sperimentazione.
Questo progetto “MIMOSA” (acronimo di Monoclonal antibody Immunotherapy for Malignancies of Ovary by Subcutaneous Abagovomab), coinvolge 900 donne.Il vaccino contiene ABAGOVOMAD,un anticorpo in grado di riconoscere l’antigene Ca125,una proteina presente in questo tipo di cellule tumorali.Questo anticorpo andrebbe in tal caso di attaccare le cellule malate e le neutralizzerebbe, prevenendo o guarendo l’eventuale recidiva.
Il vaccino, non potrà prevenire la malattia , ma costituirà un elemento per poter debellare definitivamente il tumore e guarire.
Il trattamento prevede un’iniezione ogni due settimane per un periodo che va dai 21 ai 45 mesi, la durata del trattamento è strettamente correlata ai risultati ottenuti, agli effetti collaterali e all’eventualità in cui compaia la recidiva durante il trattamento.
I primi risultati si avranno entro la fine del 2010
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Tag:cancro, cancro alle ovaie, medicina, MIMOSA, vaccino