Calvizie: messa a punto una nuova tecnica per la ricrescita

Calvizie

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Nuova speranza per quei calvi che non ne vogliono proprio sapere di vedere la propria testa ‘addobbata’ con radi e sparuti capelli.

L’istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma ha, infatti, messo a punto una nuova tecnica di ricrescita che si basa sull’utilizzo del cosiddetto PRP, ovvero il plasma arrichito di piastrine.

Gianfranco Schiavone è il chirurgo plastico portavoce della nuova tecnica di ricrescita che, sulle pagine del Corriere della Sera, ha spiegato in cosa consiste questa nuova modalità di ricrescita.

Il tutto si basa sul fatto che la nostra cute, a livello dei bulbi, conta la presenza di cellule staminali fornite di ricettori per la crescita.

E, in questo senso, poiché il sopracitato Plasma arricchito di piastrine è una fonte di crescita, può essere utilizzato sulle cellule staminali del bulbo favorendo così la crescita dei capelli.

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Calvizie: è tutta colpa di un gene

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Certo, le cause possono essere ricondotte allo stress, ai traumi, agli stili di vita sbagliati ma, a quanto pare, la motivazione maggiore alla base della calvizie è di tipo genetico.

A dirlo è una squadra di ricercatori della Columbia University di New York, i quali hanno condotto delle indagini su alcuni pazienti affetti da ipotricosi simplex ereditaria, ovvero una forma molto forte di calvizie che può insorgere fin dall’infanzia.

Ebbene, a quanto pare a causare la perdita dei capelli è un gene capace di miniaturizzare la radice degli stessi portandoli lentamente ed inesorabilmente alla caduta.

Quella condotta dal team newyorkese è una scoperta molto importante, in quando pone le basi per la ricerca anti-calvizie, anche quella di tipologia più comune.

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La calvizie protegge dall’insorgenza del cancro alla prostata

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La calvizie è un problema prevalentemente maschile che, quando insorge, crea non pochi problemi estetici all’uomo che si ritrova ad esserne afflitto.

Ebbene, come recita un famoso proverbio, non tutto il male vien per nuocere. Perché è stato notato come sia proprio la calvizie a proteggere l’uomo dall’insorgenza del cancro alla prostata.

A dirlo sono i ricercatori dell’University of Washington School of medicine, i quali si sono ritrovati ad esaminare 2000 uomini di età compresa tra i 40 e i 47 anni.

Ebbene le percentuali parlano chiaro: gli uomini affetti da calvizie hanno ben il 45% di possibilità in meno di ammalarsi di cancro alla prostata.

E quale sarebbe la correlazione tra le due cose, vi chiederete voi. Presto detto: i calvi produrrebbero maggiori quantità di testosterone rispetto ai ‘capelluti’, la qual cosa protegge la prostata dalla sopracitata patologia. Leggi tutto »