Troppe calorie provocano patologie autoimmuni

Calorie

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La conseguenza dell’assunzione smodata di cibi calorici non riguarda solo l’aumentare del peso e del rischio della malattie ad esso collegate.

Secondo una recente ricerca dello Ieos-Cnr, dell’Università Federico II di Napoli e dalle Università americane di Yale e Los Angeles le troppe calorie sarebbero collegate anche all’insorgenza di patologie autoimmuni.

I motivi del collegamento non sono ancora chiari, ma i ricercatori hanno notato che le società avanzate, in cui c’è grossa disponibilità di cibo ad alto contenuto calorico, soffrono maggiromente di malattie autoimmunitarie e infiammatorie croniche, senza contare i numerosissimi casi di sclerosi multipla.

Alla ricerca di una risposta a questo quesito, i ricercatori si sono focalizzati sull’mTOR, un fattore cellulare responsabile del controllo della captazione dei nutrienti e dei livelli energetici.

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Mangiare di meno allunga la vita degli anziani

anzianoSono molte le indicazioni mediche e comportamentali che gli anziani dovrebbero seguire per migliorare la qualità della vita oltre che ad accrescerne la lunghezza.

L’ultimo studio arriva da In Chianti (invecchiare in Chianti) che, negli ultimi 9 anni, ha condotto una ricerca su circa 900 aniziani residenti nei dintorni del capoluogo toscano.

I primi risultati parlano chiaro: la longevità sembra essere in parte legata all’alimentazione, o meglio alla quantità di cibo ingerito quotidianamente nel nostro organismo. La ricerca in questione, che poi sarà pubblicata sulla rivista “age and ageing“, mette in luce che il regime calorico di una persona anziana dovrebbe essere di 700 Kcal in meno rispetto a quello di una persona più giovane.

Insomma, parlando semplicemente, alle persone anziane basterebbe ridurre la quantità di cibo ingerita giornalmente del 10% per ottenere benefici a lungo termine. Questa variazione, infatti, abbassa notevolmente il rischio di incorrere in potenziali disabiltà motorie.

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Impegnare il cervello fa bruciare calorie

sudokuNon è detto che per bruciare calorie serva fare esercizio fisico.
A volte, infatti, basta spremersi un po’ di più le meningi.

E’ questa la conclusione a cui è giunta uno studio che è stato condotto per Cannyminds.com. La ricerca è stata condotto da Tim Forrester che afferma che se il solo istinto di sopravvivenza fa bruciare 0.1 calorie al nostro cervello, allora intraprendere attività intellettualmente più impegnative può produrre grandi risultati, in quanto a calorie.

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La dieta Mediterranea

La “Dieta mediterranea” da sempre punto di forza dell’alimentazione italia,oltre agli innumerevoli benefici per la salute, si è scoperto essere un toccasana per i disturbi dell’umore. Secondo una ricerca dell’Università di Navarra la dieta mediterranea è un antidepressivo.
Lo studio ha preso in esame circa 10000 cittadini spagnoli che hanno fatto conoscere le loro abitudini alimentari a partire dal 1999 grazie ad un questionario. E’ emerso che coloro che si attenevano più rigidamente alla dieta mediterranea presentavano un rischio di ammalarsi di depressione del 30% più basso rispetto a coloro che non si attenevano o si attenevano saltuariamente a questo tipo di dieta. I motivi precisi che portano ad ammalarsi meno di depressione non sono del tutto chiari ma si pensa derivino dai diversi principi nutritivi presenti e soprattutto dagli alimenti vegetali (acidi grassi insaturi, antiossidanti,vitamine del gruppo b) e dall’acquisizione degli acidi grassi omega 3 presenti in particolare nel pesce “azzurro”.