Cattiva alimentazione: dopo un infarto i malati non abbandonano le cattive abitudini

fast food

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Il pericolo di morte non elimina le cattive abitudini, soprattutto quelle alimentari.

Questa è la conclusione che emerge da una ricerca condotta dalla Kansas University, secondo la quale le persone che hanno avuto un infarto, non riescono a dire basta alla carne rossa e soprattutto al Junk Food.

Lo studio è stato condotto su 2500 volontari, tutti colpiti da arresto cardiaco e appassiati di fast food.

E’ emerso, infatti, che dopo aver avuto l’infarto, i pazienti riuscivano a mantenere una dieta sana solo nei sei mesi successivi all’attacco di cuore, per poi ricadere nelle vecchie e pericolose abitudini.

Questo si verifica soprattutto nei soggetti con una scarsa educazione alimentare. Inoltre, dicono gli esperti, gli infartuati dopo essersi rimessi ricevono troppe informazioni tutte in una volta, soprattutto sulla dieta consigliata dopo l’attacco di cuore. Troppe informazioni tutte in una volta non vengono assorbite e i pazienti tendono a tornare alle cattive abitutine alimentari. Leggi tutto »

Infarto: lo si può prevedere con l’analisi del capello

Ciocca di Capelli

Ciocca di Capelli

L’infarto è un fenomeno che, la maggior parte delle volte insorge senza preavviso e, proprio questa rapidità può essere talvolta fatale alla persona colpita.

Tuttavia la medicina sta facendo passi da gigante nella diagnostica preventiva, anche per quanto riguarda l’infarto.

Un team dell’università del Western Ontario, a questo scopo, ha messo a punto una tecnica di analisi capace di prevenire il rischio di infarto con molti mesi di anticipo.

Pubblicato su Stress, la ricerca ha ritrovato nella semplice analisi del capello un mezzo decisamente attendibile per scongiurare il rischio di attacco cardiaco.

Gli studiosi hanno preso in considerazione il cortisolo, ovvero l’ormone dello stress che, a ben vedere è oggi una delle maggiori cause di rischio per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.

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Mal di testa: campanello d’allarme per la salute del cuore

emicrania

emicrania

Avere costantemente mal di testa, non è solo una grande noia per la qualità della vita, ma anche un campanello d’allarme per la salute del cuore.

Lo dice una ricerca pubblicata su Neurology e condotta dall’Albert Einstein College of Medicine, istituto newyorkese.

In effetti dopo aver esaminato quasi 12mila candidati suddivisi in sani e portatori del disturbo dell’emicrania, si è scoperto che erano proprio i pazienti con frequenti mal di testa a rischiare maggiormente per la propria salute.

E i rischi per la salute in questione riguardano proprio il corretto funzionamento del cuore! perché sembrerebbe che coloro che soffrono di emicrania avevano il doppio della probabilità di essere incappati o incappare in un arresto cardiaco rispetto agli esaminati sani.

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Studiare rafforza il cuore

829482_studentsA quanto pare studiare, imparare ed acculturarsi non fa bene solo al cervello ma anche al cuore!

E’ il risultato al quale è giunta la dottoressa Annika Rosengren, a capo di un team di ricercatori del Sahlgrenska University Hospital.

L’equipe di medici, infatti, ha ipotizzato che la cultura e lo studio non solo allenino il cervello rendendolo più ‘elastico’, ma preservino il cuore da patologie quali l’infarto.

La conclusione c’è stata dopo aver preso in esame i dati clinici di più di 50 paesi, tra i quali erano presenti 2000 persone colpite da infarto e 14.000 persone in buona salute.

Ebbene, il discrimante tra i due gruppi risiedeva essenzialmente nell’istruzione, e non nel reddito o nel lavoroo svolto.

Ovviamente, non bisogna affermare che studiare abbia come diretta conseguenza il preservare il cuore dall’arresto cardiaco quanto, molto più probabilmente, una maggiore consapevolezza del proprio organismo e dei danni a cui si va incontro con comportamenti poco ‘sani’. Leggi tutto »