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	<title>Salute Web &#187; Salute e benessere</title>
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	<description>Consigli e suggerimenti per la nostra salute</description>
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		<title>L&#8217;amicizia allunga la vita</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/29/lamicizia-allunga-la-vita/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Essere soli e avere pochi amici non solo può produce solitudine e talvolta depressione, ma accorcia anche l&#8217;aspettativa di vita.
A dirlo è una ricerca delle Brigham Young University, i cui ricercatori hanno pubblicato la propria tesi su PLos Medicine.
In effetti gli studiosi, dopo aver studiato approfonditamente 148 studi sulle relazioni umane ha affermato che avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3753" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-3753" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/amicizia-225x300.jpg" alt="amicizia" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">amicizia</p></div>
<p>Essere soli e <strong>avere pochi amici</strong> non solo può produce solitudine e talvolta depressione, ma<strong> accorcia anche l&#8217;aspettativa di vita</strong>.</p>
<p>A dirlo è una <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> delle Brigham Young University, i cui ricercatori hanno pubblicato la propria tesi su <em>PLos Medicine</em>.</p>
<p>In effetti gli studiosi, dopo aver studiato approfonditamente 148 studi sulle relazioni umane ha affermato che avere poche <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/relazioni-sociali/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con relazioni sociali">relazioni sociali</a> ha lo stesso impatto del fumare 15 sigarette al giorno, soffrire di obesità e praticare scarsa attività fisica.</p>
<p>Il risultato è ovviamente a discapito della nostra <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/salute/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Salute">salute</a>, che si indebolisce gionro dopo giorno, tanto che l&#8217;aspettativa di vita diminuisce del ben 50%.</p>
<p>Insomma, in questo caso il famoso proverbio &#8216;chi trova un amico trova un tesoro&#8217; si rivela essere veritiero al cento per cento, non trovate?<span id="more-3751"></span></p>
<p style="text-align: right"><em>foto © flagoftheplanetearth<br />
</em></p>
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		<title>Alzheimer: lo studio e l&#8217;istruzione fanno calare le probabilità di ammalarsi</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/26/alzheimer-lo-studio-e-listruzione-fanno-calare-le-probabilita-di-ammalarsi/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 19:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Studiare, e studiare bene potrebbe non essere solo un mezzo per raggiungere la posizione sociale desiderata, ma anche il modo per difendere il nostro organismo dalle patologie.
A dirlo è l&#8217;Università di Cambridge, che associerebbe lo studio alla prevenzione dell&#8217;Alzheimer e delle altre forme di demenza.
Una ricerca quantitativa aveva infatti notato come a un alto livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3693" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3693" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/647-300x199.jpg" alt="studiare" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">studiare</p></div>
<p><strong>Studiare</strong>, e studiare bene potrebbe non essere solo un mezzo per raggiungere la posizione sociale desiderata, ma anche il modo per <strong>difendere il nostro organismo</strong> dalle patologie.</p>
<p>A dirlo è l&#8217;Università di Cambridge, che associerebbe lo studio alla <strong>prevenzione dell&#8217;<a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/alzheimer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Alzheimer">Alzheimer</a></strong> e delle altre forme di demenza.</p>
<p>Una <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> quantitativa aveva infatti notato come a un alto livello degli studi corrispondesse, in età avanzata, un rischio minore di ammalarsi di <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/alzheimer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Alzheimer">Alzheimer</a>.</p>
<p>Trasponendo numericamente la proporzione, i ricercatori si sono accorti che, per ogni anno passato sui libri, la probabilità dell&#8217;<a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/alzheimer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Alzheimer">Alzheimer</a> o della demenza si abbassasse dell&#8217;11%.</p>
<p>Insomma, forse i bambini non sono in grado di capire quando sia importante lo studio, ma gli adolescenti e i ragazzi più grandi dovrebbero tenere a mente questa notizia e farne tesoro e stimolo ad uno studio continuativo.<span id="more-3691"></span></p>
<p style="text-align: right"><em>foto © riza<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nelle ossa una possibile cura al diabete</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/25/nelle-ossa-una-possibile-cura-al-diabete/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 19:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[DIABETE]]></category>
		<category><![CDATA[lotta al diabete]]></category>
		<category><![CDATA[osteocalcina]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta la ricerca scientifica si occupa del problema del diabete, scandagliando a fondo il problema alla ricerca di valide soluzioni.
Questa è la volta della Columbia University, secondo la quale un ruolo importante, nell&#8217;ambito della regolazione e gestione dell&#8217;insulina, la svolgerebbero le ossa.
Proprio nelle ossa, infatti potrebbe nascondersi la soluzione al diabete, patologia che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3701" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3701" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/radiografia-300x186.jpg" alt="Ossa" width="300" height="186" /><p class="wp-caption-text">Ossa</p></div>
<p>Ancora una volta la <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> scientifica si occupa del problema del <strong><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/diabete/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con DIABETE">diabete</a></strong>, scandagliando a fondo il problema alla <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> di valide soluzioni.</p>
<p>Questa è la volta della Columbia University, secondo la quale un ruolo importante, nell&#8217;ambito della<strong> regolazione e gestione dell&#8217;insulina</strong>, la svolgerebbero le<strong> ossa</strong>.</p>
<p>Proprio nelle ossa, infatti potrebbe nascondersi la<strong> soluzione al <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/diabete/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con DIABETE">diabete</a></strong>, patologia che affligge moltissime persone nel mondo.</p>
<p>Sembrerebbe, infatti, che l&#8217;<strong>osteocalcina</strong>, una proteina fondamentale nella funzione del ricambio del tessuto osseo, sia molto importante anche nell&#8217;ambito del <strong>controllo della glicemia</strong>.</p>
<p>Conseguentemente se c&#8217;è qualcosa che non va a livello osseo, potrebbero verificarsi anche problemi nella gestione dell&#8217;insulina andando così a far insorgere il <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/diabete/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con DIABETE">diabete</a>.</p>
<p><span id="more-3699"></span></p>
<p>Pubblicata sulla rivista <em>Cell</em>, la <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> mostra come l&#8217;osteocalcina, oltre a rinnovare le ossa danneggiate con nuovi tessuti, favorisca anche la produzione dell&#8217;insulina e quindi l&#8217;assorbimento del glucosio da parte del nostro organismo.</p>
<p>Se, quindi, l&#8217;osteocalcina lavora male, oltre ad avere problemi a livello osseo, potrebbero verificarsi problematiche anche a livello ematico nell&#8217;assorbimento del glucosio causando così l&#8217;iperglicemia.</p>
<p>Una scoperta, questa, che potrebbe aprire la strata a nuove tipologie di terapie atte a sconfiggere il <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/diabete/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con DIABETE">diabete</a>.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © cameraobscura<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Celiachia: inviduate le molecole colpevoli della reazione allergica</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/22/celiachia-inviduate-le-molecole-colpevoli-della-reazione-allergica/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le allergie sono fastidiose e pericolose ma ce n&#8217;è una che, alla luce della nostra dieta mediterranea, è decisamente problematica.
Trattasi della celiachia, ovvero l&#8217;allergia al glutine.
Tuttavia sembra che siano stati fatti dei decisi passi in avanti in relazione a questa patologia, passi avanti che sembrerebbero aver individuato tre molecole colpevoli della risposta del sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3659" class="wp-caption alignleft" style="width: 309px"><img class="size-medium wp-image-3659" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/333-1326_associazione-italiana--299x300.jpg" alt="celiachia" width="299" height="300" /><p class="wp-caption-text">celiachia</p></div>
<p>Tutte le <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/allergie/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con allergie">allergie</a> sono fastidiose e pericolose ma ce n&#8217;è una che, alla luce della nostra dieta mediterranea, è decisamente problematica.</p>
<p>Trattasi della<strong> celiachia</strong>, ovvero l&#8217;<strong>allergia al glutine</strong>.</p>
<p>Tuttavia sembra che siano stati fatti dei decisi<strong> passi in avanti</strong> in relazione a questa patologia, passi avanti che sembrerebbero aver individuato<strong> tre molecole colpevoli</strong> della risposta del sistema immunitario dei celiaci contro il glutine.</p>
<p>La scoperta, che arriva dal Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research, ha individuato in alcuni peptidi del glutine e in una sequenza di amminoacidi la motivazione all&#8217;allergia.</p>
<p>Lo studio è stato condotto su 200 celiaci a cui, per tre giorni, sono stati alimentati con dosi di cerali.</p>
<p><span id="more-3657"></span></p>
<p>Un successivo prelievo di sange e il conseguente isolamento delle cellule immunitarie coinvolte ha potuto chiarire quali elementi nel glutine potessero far scatenare la reazione allergica.</p>
<p>Un deciso passo avanti insomma, che consentirà, in futuro di trovare una cura a questa insidiosa patologia.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © milanosanità<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ronzio alle orecchie: il cellulare potrebbe essere una causa</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/20/ronzio-alle-orecchie-il-cellulare-potrebbe-essere-una-causa/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Acufene]]></category>
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		<category><![CDATA[ronzio orecchio]]></category>
		<category><![CDATA[Tinnito]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensate a quanto può essere fastidioso il ronzio o il fischio alle orecchie, che sicuramente almeno una volta nella vita tutti hanno sperimentato.
E immaginate le persone che convivono quotidianamente con questo fastidio&#8230; c&#8217;è decisamente da impazzire!
Ebbene, sembra che gli scienziati abbiano preso a cuore l&#8217;argomento con il fine di vederci chiaro e individuare le possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3667" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3667" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/2712944_cellulare-300x225.jpg" alt="Cellulare" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cellulare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cellulare">Cellulare</a></p></div>
<p>Pensate a quanto può essere fastidioso il <strong>ronzio </strong>o il <strong>fischio alle orecchie</strong>, che sicuramente almeno una volta nella vita tutti hanno sperimentato.</p>
<p>E immaginate le persone che convivono quotidianamente con questo fastidio&#8230; c&#8217;è decisamente da impazzire!</p>
<p>Ebbene, sembra che gli scienziati abbiano preso a cuore l&#8217;argomento con il fine di vederci chiaro e individuare le possibili cause del disturbo soprattutto perché si sa molto poco rispetto a questa patologia chiamata<strong> <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/tinnito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Tinnito">Tinnito</a></strong>.</p>
<p>Ebbene, il gruppo Hutter, questo scopo, ha lavorato con 200 volontari di cui la metà era colpita da questo disturbo ed è giunto alla conclusione che una delle<strong> possibili cause</strong> potrebbe essere l&#8217;<strong>uso del <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cellulare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cellulare">cellulare</a></strong>.</p>
<p><span id="more-3665"></span></p>
<p>Solo 10 minuti al giorno, infatti, possono bastare ad aumentare il rischio di <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/tinnito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Tinnito">Tinnito</a> del ben 70%!</p>
<p>Insomma, come sempre si consiglia cautela nell&#8217;uso del <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cellulare/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con cellulare">cellulare</a>, anche se la correlazione tra l&#8217;apparecchio e il fastidioso ronzio alle orecchie è ancora da verificare pienamente.</p>
<p>Che ne dite dei più salutari sms?</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © sordionline<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Succo di ciliegia come rimedio naturale contro l&#8217;insonnia</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/14/succo-di-ciliegia-come-rimedio-naturale-contro-linsonnia/</link>
		<comments>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/14/succo-di-ciliegia-come-rimedio-naturale-contro-linsonnia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Succo di ciliegia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti di voi, almeno per un periodo della propria vita, hanno sofferto di insonnia?
Preoccupazioni, ansie e timori danneggiano la qualità del sonno arrivando, alcune volte, a eliminarlo completamente.
Un problema, quello dell&#8217;insonnia, che si riflette sulla qualità della vita, abbassandola notevolmente. Perché non dormendo la notte la stanchezza si accumula e, nondimeno, i compiti giornalieri che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3631" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3631" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/1045-succociliegia1-300x202.jpg" alt="Succo di Ciliegia" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/succo-di-ciliegia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Succo di ciliegia">Succo di Ciliegia</a></p></div>
<p>Quanti di voi, almeno per un periodo della propria vita, hanno sofferto di<strong> insonnia</strong>?</p>
<p>Preoccupazioni, ansie e timori danneggiano la qualità del sonno arrivando, alcune volte, a eliminarlo completamente.</p>
<p>Un problema, quello dell&#8217;insonnia, che si riflette sulla <strong>qualità della vita</strong>, abbassandola notevolmente. Perché non dormendo la notte la stanchezza si accumula e, nondimeno, i compiti giornalieri che ci sono assegnati devono essere comunque portati a termine.</p>
<p>Come al solito la<strong> risposta al problema</strong> dell&#8217;insonnia potrebbe arrivare dalla natura e, in senso traslato, dall&#8217;<strong>alimentazione</strong>.</p>
<p>Una ricerca dell&#8217;Università della Pennsylvania ha infatti trovato un possibile rimedio al problema nel <strong><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/succo-di-ciliegia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Succo di ciliegia">succo di ciliegia</a></strong>.</p>
<p><span id="more-3629"></span></p>
<p>Pubblicata sul <strong>Journal of Medicinal Food</strong>, lo studio ha messo in luce che facendo assumere a 15 soggetti insonni il <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/succo-di-ciliegia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Succo di ciliegia">succo di ciliegia</a>, il problema dello scarso sonno notturno diminuiva notevolmente e tornava a ripresentarsi se al <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/succo-di-ciliegia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Succo di ciliegia">succo di ciliegia</a> veniva sostituito del normale succo di frutta.</p>
<p>La risposta va trovata nella <strong>Melatonina</strong>, presente per l&#8217;appunto nella ciliegia, il cui effetto benefico è quello di <strong>regolare il ciclo del sonno e della veglia</strong>.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © sole24ore<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diabete: il gene P66 potrebbe &#8217;spegnere&#8217; la malattia</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/14/diabete-il-gene-p66-potrebbe-spegnere-la-malattia/</link>
		<comments>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/14/diabete-il-gene-p66-potrebbe-spegnere-la-malattia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[DIABETE]]></category>
		<category><![CDATA[diabete mellito]]></category>
		<category><![CDATA[P66]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone nuove sul fronte diabete, soprattutto per quanto riguarda quello Mellito.
La buona notizia la danno i ricercatori italiani dell&#8217;Università Cattolica di Roma i quali sembra che abbiano scoperto un gene capace di &#8216;disattivare&#8217; il diabete.
Chiamato P66, si tratta di un gene dell&#8217;invecchiamento che riesce a favorire o sfavorire l&#8217;accumolo di gtassi e, quindi, l&#8217;insorgenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3623" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3623" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/diabete-300x198.jpg" alt="Diabete" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Diabete</p></div>
<p>Buone nuove sul fronte <strong>diabete</strong>, soprattutto per quanto riguarda quello Mellito.</p>
<p>La buona notizia la danno i ricercatori italiani dell&#8217;Università Cattolica di Roma i quali sembra che abbiano scoperto un <strong>gene </strong>capace di &#8216;<strong>disattivare&#8217; il diabete</strong>.</p>
<p>Chiamato <strong><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/p66/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con P66">P66</a></strong>, si tratta di un gene dell&#8217;invecchiamento che riesce a favorire o sfavorire l&#8217;accumolo di gtassi e, quindi, l&#8217;insorgenza di ipercligemia e diabete&#8217;.</p>
<p>Lo studio è stato condotto su alcuni topini da laboratorio obesi, opportunamente divisi in due gruppi.</p>
<p>In uno di questi gruppil il gene è stato disattivato con la positiva conseguenza di uno sviluppo decisamente monore del diabete generando, quindi, un&#8217;aspettativa di vita più alta.</p>
<p><span id="more-3621"></span></p>
<p>Ovviamente lo studio non si fermerà qui, ma tenterà di trovare una strada in cui il gene <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/p66/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con P66">P66</a> possa essere utilizzato anche negli esseri umani per prevenire e curare il diabete stesso.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © maremmaoggi<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obesità: per farci perdere peso arriva l&#8217;emopressina</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/12/obesita-per-farci-perdere-peso-arriva-lemopressina/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 11:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[emopressina]]></category>
		<category><![CDATA[lotta all'obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo spesso detto che se siamo abituati a concederci dolci e stuzzichini fuori pasto non è poi così semplice riuscire a smettere e soprattutto a perdere peso.
Ci contrasta l&#8217;ormone dell&#8217;appetito e anche il senso di astinenza che la mancanza di dolci porta con sé.
Tuttavia una ricerca della Manchester University potrebbe aver trovato un rimedio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3601" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3601" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/Dolci-e-alimentazione-300x186.jpg" alt="Dolci e alimentazione" width="300" height="186" /><p class="wp-caption-text">Dolci e alimentazione</p></div>
<p>Abbiamo spesso detto che se siamo abituati a concederci dolci e stuzzichini fuori pasto non è poi così semplice riuscire a smettere e soprattutto a perdere peso.</p>
<p>Ci contrasta l&#8217;ormone dell&#8217;appetito e anche il senso di astinenza che la mancanza di dolci porta con sé.</p>
<p>Tuttavia una <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/ricerca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con ricerca">ricerca</a> della Manchester University potrebbe aver trovato un<strong> rimedio </strong>per ovviare al problema ponendo così fine alle nostre voglie di &#8216;qualcosa di buono&#8217; che, lo sappiamo benissimo, sono molto negative sia per la <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/salute/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Salute">salute</a> che per la nostra linea.</p>
<p>Il rimedio si chiama <strong>Emopressina</strong> e <strong>inibisce le aree del piacere</strong> che intervengono ogni qual volta mangiamo alimenti dolci e &#8216;gratificanti&#8217;.</p>
<p><span id="more-3599"></span></p>
<p>Perché mangiare non è solo una necessità e molto spesso si mangia solo e soltanto per il piacere fisico che ne deriva.</p>
<p>Utilizzando l&#8217;emopressina si inibise il piacere legato al cibo e, di conseguenza,<strong> si mangia molto di meno</strong>.</p>
<p>Certamente si tratta di una sostanza ancora da studiare fino in fondo e che deve essere utilizzata con cautela.</p>
<p>Ma siamo sicuri che gli scienziati riusciranno nel loro intento anti-obesità!</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © milanoweb<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uomo: se si abbassa il testosterone a perderne è anche la salute</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[salute uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Testosterone]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente l&#8217;University of Western Australia ha condotto una ricerca che correla la riduzione del testosterone negli uomini anziani alla probabile insorgenza di malattie.
Lo studio ha infatti analizzato 3000 anziani al di sopra dei 70 anni, i quali sono stati monitorati per ben 7 anni.
Dei volontari sono stati presi in considerazione molti aspetti che comprendevano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3569" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3569" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/Uomo-Anziano-300x203.jpg" alt="Uomo Anziano" width="300" height="203" /><p class="wp-caption-text">Uomo Anziano</p></div>
<p>Recentemente l&#8217;University of Western Australia ha condotto una ricerca che correla la <strong>riduzione del <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/testosterone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Testosterone">testosterone</a></strong> negli <strong>uomini anziani</strong> alla probabile <strong>insorgenza di malattie</strong>.</p>
<p>Lo studio ha infatti analizzato 3000 anziani al di sopra dei 70 anni, i quali sono stati monitorati per ben 7 anni.</p>
<p>Dei volontari sono stati presi in considerazione molti aspetti che comprendevano la fragilità, ovvero il momento in cui la salute cominicia a venir meno e altri aspetti della vita di un uomo: la deambulazione, l&#8217;affaticamento.<br />
A completare il quadro ci ha pensato lo stato di salute generale del paziente, ovvero le eventuali malattie cardiache eccetera.</p>
<p>Ebbene, quello che i ricercatori hanno evidenziato è che molto spesso nella vita di un uomo si assiste ad un generale abbassamento dei livelli di <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/testosterone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Testosterone">testosterone</a>, i cui livelli hanno come negativa conseguenza quella di compromettere le aree vitali del paziente e, quindi, la salute generale.</p>
<p><span id="more-3567"></span></p>
<p>Il passo successivo, a questo punto, sarà quello di indagare sul motivo dell&#8217;abbassamento del <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/testosterone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Testosterone">testosterone</a>, cosa che non capita a tutti gli uomini ma solo a un gruppo ristretto.</p>
<p>Restermo sicuramente aggiornati sull&#8217;argomento per darvi ulteriori delucidazioni in merito.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © creative<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Flavonoidi del cacao proteggono cuore e vasi sanguigni</title>
		<link>http://www.saluteweb.it/blog/2010/07/09/i-flavonoidi-del-cacao-proteggono-cuore-e-vasi-sanguigni/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 09:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Fogli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[Cacao]]></category>
		<category><![CDATA[Flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiovascolari]]></category>
		<category><![CDATA[salute cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Vasi sanguigni]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci a parlare, ancora una volta, dei flavonoidi, potenti antiossidanti contenuti nelle piante.
In particolare oggi ci soffermiamo su quelli presenti nel cacao, dei quali se ne è occupata una ricerca di respiro internazionale poi pubblicata sul Journal of the american college of cardiology.
Più nel dettaglio si è ipotizzato che i sopracitati flavonoidi potessero avere degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3555" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3555" src="http://www.saluteweb.it/files/2010/07/cacao-amaro-in-polvere-300x200.jpg" alt="cacao in polvere" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cacao/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cacao">cacao</a> in polvere</p></div>
<p>Eccoci a parlare, ancora una volta, dei <strong><a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/flavonoidi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Flavonoidi">flavonoidi</a></strong>, potenti antiossidanti contenuti nelle piante.</p>
<p>In particolare oggi ci soffermiamo su quelli presenti <strong>nel <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cacao/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cacao">cacao</a></strong>, dei quali se ne è occupata una ricerca di respiro internazionale poi pubblicata sul <em>Journal of the american college of cardiology</em>.</p>
<p>Più nel dettaglio si è ipotizzato che i sopracitati <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/flavonoidi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Flavonoidi">flavonoidi</a> potessero avere degli <strong>effetti benefici </strong>nell&#8217;ambito <strong>cardiovascolare</strong>, andado a prevenire l&#8217;insorgenza di alcune patologie.</p>
<p>I ricercatori hanno lavorato con 16 volontari che avevano passato i sessant&#8217;anni, tutti e sedici accumunati da <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/malattie-cardiovascolari/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con malattie cardiovascolari">malattie cardiovascolari</a>.</p>
<p>A una parte di queste 16 persone è stato fatto bere un drink dietetico preparato con <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cacao/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cacao">cacao</a> ad alto dosaggio di <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/flavonoidi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Flavonoidi">flavonoidi</a></p>
<p><span id="more-3553"></span></p>
<p>Ebbene, alla fine del test è stato registrato un deciso miglioramento nel gruppo di persone nutrite col sopracitato drink. Più nel dettaglio, la<strong> funzionalità dei <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/vasi-sanguigni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Vasi sanguigni">vasi sanguigni</a> </strong>era <strong>migliorata addirittura del 47%</strong> rispetto  al gruppo di persone che non avevano avuto modo di assumere flavonoli.</p>
<p>Insomma, ancora una volta la scienza si schiera dalla parte del <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cacao/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cacao">cacao</a>.<br />
Questo, però, significa che nella nostra dieta dobbiamo inserire dosi massicce di questo alimento. Cautela è, come sempre, la parola d&#8217;ordine.</p>
<p>Inoltre è sempre bene preferire un tipo di <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/cacao/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cacao">cacao</a> il più naturale possibile poichè i processi industriali a cui, molto spesso, è sottoposto questo alimento richiano di privarlo di gran parte dei <a href="http://www.saluteweb.it/blog/tag/flavonoidi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Flavonoidi">flavonoidi</a>.</p>
<p style="text-align: right"><em>foto © thefullmoon<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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