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Il miele di mirto australiano è un potente antibatterico naturale

Mirto

Mirto

Spesso in natura si possono trovare piante il cui estratto può addirittura essere più potente dei farmaci.

E’ il caso di un tipo molto particolare di miele, estratto dal mirto australiano.
Dal sapore estremamente dolce, il miele di mirto australiano ha un’altra importante virtù: combattere le infezioni e uccidere i batteri.

In effetti, una ricerca combinata dell’dell’Università del Queensland, della Queensland Alliance for Agriculture and Food Innovation (QAAFI) e della The Australian Organic Honey Company & Medi Bioactive Australia ha evidenziato come il sopracitato tipo di miele possedesse un’altissima e molto efficace azione antibatterica.

Si tratta di una scoperta molto importante, poiché l’azione antibatterica del miele potrebbe essere utilizzata in quei luoghi in cui i batteri prolificano, quali case di riposo, ospedali e comunità di recupero. Leggi tutto »

Gardenia Dell’AISM: il 5 e 6 marzo regala una gardenia e aiuta la ricerca contro la Sclerosi Multipla

AISM

AISM

La festa della donna può diventare anche un’occasione per far del bene e aiutare la ricerca scientifica.

In concomitanza con i festeggiamenti, infatti, sarà lanciata l’iniziativa ‘La Gardenia dell’AISM‘, grazie alla quale si potrà far procedere la ricerca sulla Sclerosi Multipla.

Sabato 5 e domenica 5 Marzo, infatti, le principale piazze italiane saranno popolate dai volontari dell’AISM che venderanno delle graziose piante di Gardenia.

Con solo 13 euro avrete quindi la possibilità non solo di portare a casa una pianta per omaggiare le donne della vostra vita, ma contribuirete anche alla raccolta dei fondi destinati alle ricerche per sconfiggere la Sclerosi Multiple.

L’iniziativa si svolge sotto l’Alto PAtronato del Presidente della Reppubblica ed è patrocinata da Pubblicità Progresso Fondazione per la Camuncazione Sociale e dal Segretariato Sociale RAI.

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Gli uomini del futuro saranno più depressi

Depressione Uomo

Depressione Uomo

Il futuro non è roseo per gli uomini. O almeno è questo quello che afferma una recente ricerca di uno psichiatra della Emory University.

Secondo Boadie Dunlop, in effetti, gli uomini del futuro potrebbero essere maggiormente esposti alla depressione rispetto al gentil sesso.

La cosa sarebbe causata dal fatto che lo scenario dell’occupazione maschile, unita al prestigio socio-economico che sta acquistando in questi anni la donna, andrebbero ad aumentare il disagio dell’uomo rispetto al proprio calante prestigio.

Insomma, si tratterebbe più che altro di una questione di autostima e di realizzazione personale ed economica molto simile a quella sperimentata dalle donne nelle precedenti economie, durante erano maggiormente esposte al rischio di depressione. Leggi tutto »

Mese della prevenzione: a marzo visite veterinarie gratuite per cani e gatti

Cane e Gatto

Cane e Gatto

La salute non è solo questione umana.
Poiché vivono a stretto contatto con noi e, praticamente, diventano dei veri e propri membri della famiglia, anche gli animali domestici dovrebbero essere sottoposti a visite periodiche e soprattutto preventive.

Un’occasione che tutti i proprietari di animali dovrebbero prendere al volo perché con oggi, primo marzo, si è aperta la sesta edizione della Stagione della Prevenzione, iniziativa promossa da Hill’s Pet Nutrition e dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.

Un’iniziativa durante la quale verrà data la possibilità, a tutti i proprietari di cani e gatti italiani, di far visitare gratuitamente il proprio amico peloso.

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Bere tè aiuta a ridurre la stanchezza

Tazza di Tè

Tazza di Tè

Capita a tutti di provare stanchezza o spossatezza, due sensazioni e stati fisici che non ci permettono di concentrarci a dovere nelle classiche occupazioni quotidiane.

Tuttavia è possibile ovviare al problema con un rimedio semplice ma molto efficace: bere una tazza di tè.

Lo leggiamo su uno studio pubblicato su Nutritional Neuroscience, tra le cui pagine si esaltano ancora una volta le virtù benefiche di questa bevanda.

Una conclusione a cui i ricercatori sono giunti dopo aver svolto della analisi su 44 volontari, tra i quali si è  notato che il consumare tè aumentava vigilanza e concentrazione nello svolgere i compiti assegnati.

Il motivo? molto semplice: secono gli studiosi la proprietà anti-stanchezza è da imputarsi alla L-teanina, un aminoacido presente in grande quantità proprio nel tè. Leggi tutto »

Carie infantile: scoperto batterio che la provoca

Bimba dal dentista

Bimba dal dentista

Uno dei problemi che più caratterizza l’infanzia è sicuramente la carie dentale.
Troppe caramelle, troppi dolci e qualche disattenzione sono alla base dei cosiddetti denti cariati dei più piccoli.

Tuttavia è alcuni ricercatori del Forsyth Institute di Cambridge hanno recentemente individuato un nuovo batterio che, secondo le analisi svolte, provocherebbe proprio la carie infantile, ovvero quella che interessa i bimbi nei primi sei anni di vita.

Il colpevole prende il nome di Scardovia wiggsiae. Una scoperta molto importante nell’ambiente odontoiatrico, soprattutto perché apre la strada alla messa a punto di tecniche volte a prevenire l’insorgere della patologia.

foto © pourfemme

Dislessia: ne soffre il 5% dei bambini italiani

dislessia

dislessia

I dati presentati dalla Onlus Il Labirinto parlano chiaro. In Italia la percentuale dei bambini affetti da dislessia raggiunge il 5%.

Ma cos’è la dislessia? si definisce dislessia è una sindrome classificata tra i disturbi specifici dell’apprendimento e si manifesta con la difficoltà a leggere correttamente e con scarse abilità nella scrittura. Spesso confusa con scarse capacità intellettive del bambino, la dislessia al contrario non ha niente a che fare con tutto ciò ma è la manifestazione di un deficit nella componente folologica del linguaggio.

Il bambino dislessico, di conseguenza, se non seguito adeguatamente con programmi scolastici ad hoc, rischia di rimanere indietro e di sentirsi isolato dal resto della classe.

Viste le alte cifre che interessano la popolazione, oggi la dislessia diventa un vero e proprio problema sociale che necessita di servizi adeguati sia da parte dei singoli che delle istituzioni. Leggi tutto »

Studiare molto aiuta a mantenere bassa la pressione

Pressione del sangue

Pressione del sangue

A quanto pare i livelli della nostra pressione arteriosa non sono riconducibili solamente a predisposizione genetica e alimentazione.

Al contrario a influenzarla possono essere anche fattori contingenti e a prima vista bizzarri quali l’istruzione.
A rivelarlo è una ricerca effettuata dalla Brown University, poi pubblicata su Bmc Public Health.

Stando ai dati riportati, in effetti, scopriamo che chi ha un livello di istruzione più alto, risulta essere più protetto dall’ipertensione e dai suoi conseguenti rischi per la salute.

La conclusione avviene a seguito dell’analisi durata circa 30 anni su più di 4000 cartelle cliniche di altrettanti pazienti. E’ stato notato che le donne il cui livello di studio arrivava fino all’università, mostravano valori della pressione del sangue in media 3,26 punti inferiori rispetto alle donne solo col doploma. Stessa cosa nella controparte maschile, la cui pressione scendeva di circa 2,26 punti rispetto alla media.

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Cattiva alimentazione: dopo un infarto i malati non abbandonano le cattive abitudini

fast food

fast food

Il pericolo di morte non elimina le cattive abitudini, soprattutto quelle alimentari.

Questa è la conclusione che emerge da una ricerca condotta dalla Kansas University, secondo la quale le persone che hanno avuto un infarto, non riescono a dire basta alla carne rossa e soprattutto al Junk Food.

Lo studio è stato condotto su 2500 volontari, tutti colpiti da arresto cardiaco e appassiati di fast food.

E’ emerso, infatti, che dopo aver avuto l’infarto, i pazienti riuscivano a mantenere una dieta sana solo nei sei mesi successivi all’attacco di cuore, per poi ricadere nelle vecchie e pericolose abitudini.

Questo si verifica soprattutto nei soggetti con una scarsa educazione alimentare. Inoltre, dicono gli esperti, gli infartuati dopo essersi rimessi ricevono troppe informazioni tutte in una volta, soprattutto sulla dieta consigliata dopo l’attacco di cuore. Troppe informazioni tutte in una volta non vengono assorbite e i pazienti tendono a tornare alle cattive abitutine alimentari. Leggi tutto »

La celiachia favorisce gli aborti spontanei

Gravidanza

Gravidanza

Per alcune donne può essere difficile coronare il sogno di diventare mamme. Le cause possono essere svariate e una di queste, hanno detto recentemente gli esperti, può essere ritrovata nella celiachia, ovvero l’intolleranza al glutine.

In effetti, stando agli ultimi studi, sembrerebbe che le donne celiache hanno maggiori rischi di andare incontro ad aborti e parti pretermine e, quando la gravidanza viene portata a termine, i neonati risultano essere sottopeso.

Questo succede soprattutto quando la celiachia non è stata diagnosticata poiché, la maggior parte delle volte, i sintomi dell’intolleranza possono essere ricondotti ad altri tipi di patologia.

Il rischio dell’aborto nelle donne celiache si aggira attorno al 10% e raddoppia allorquando l’intolleranza non è stata diagnosticata. Leggi tutto »