Archivi di Luglio 2010

Psoriasi: potrebbe essere causata da esperienze traumatiche

Eventi traumatici

Eventi traumatici

La psoriasi è una patologia dermatologica che affligge molte persone, sia a livello psicologico che fisico, con dolori parecchio intensi.

La ricerca è ormai da molto tempo che trova una cura adeguata alla patologia, benché non sia ancora stata debellata.

Oggi però voglio presentarvi una ricerca dell’University of Rijeeka, secondo la quale  all’orgine della psoriasi potrebbero esserci dei traumi psicologici.

Lo studio è stato condotto su 200 volontari, la metà dei quali era affetto da psoriasi. Attraverso test mirati è stato riscontrato che erano proprio le persone malate ad avere alle spalle molte più esperienze traumatiche.

Ancora una volta, quindi, viene messo in luce l’intenso legame che il corpo stipula con la mente. Non è raro, infatti, che i problemi che abbiamo, i dubbi, le incertezze o anche i traumi rimangano latenti a livello psichico per manifestarsi proprio a livello corporeo, nei più svariati modi.

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Musica: ascoltarla durante lo svolgimento di un compito rende peggiore la performance

musica

musica

La musica, si sa, è molto importante e moltissimi studi hanno studiato gli effetti positivi che questa ha sulla nostra psiche.

Quindi si colloca un po’ fuori dal coro la ricerca dell’University of Wales, secondo la quale ascoltare musica durante un compito lavorativo o mentre si studia non permette un’adeguata concentrazione.

Tutto questo è stato appurato con un gruppo di volontari alle prese con un test sulla memoria, effettuato o in un ambiente silenzioso, o in un ambiente permeato da un sottofondo musicale sia gradito che no.

Quello che è emerso è che le performances più meritevoli si avevano proprio quando il volontario si trovava in un ambiente silenzioso, e quindi più adeguato aalla concentrazione.

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La carenza di colesterolo causa la depressione

depressione

depressione

Non tutto il colesterolo vien per nuocere.
Anzi, una giusta quantità è fondamentale all’organismo poiché aiuta a produrre elementi essenziali alla nostra buona salute.

Inoltre i ricercatori di Montpellier pare che abbiano trovato una decisa correlazione tra l’insorgere della depressione e livelli bassi di colesterolo.

In particolare essa insorge nelle donne se c’è carenza del cosiddetto colesterolo buono, e negli uomini se manca quello cattivo.

Pubblicata su Biological Psychiatry, sembrerebbe che la ‘colpa’ di questo strano legame andrebbe a ritrovarsi nella serotonina, ovvero il cosiddetto ormone del buonumore.

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Alimentazione: il peperoncino aiuta a perdere peso

Peperoncino

Peperoncino

Tra gli alimenti brucia grassi oggi dobbiamo aggiungerne uno nuovo.

Trattasi del peperoncino che, secondo i ricercatori della Daegu university, ha la benefica proprietà di ridurre il tessuto adiposo oltre a ridurre le calorie assunte attraverso l’alimentazione.

La ricerca è stata pubblicato sul Journal Of Proteome Research e trova nella Capsaicina la responsabile di questo positivo effetto della spezia.

L’effetto di questa sostanza è stato studiato su un gruppo di topolini piuttosto grassi che, dopo essere stati divisi in due gruppi distinti, sono stati alimentati in modo differente.

Al primo gruppo, insieme al cibo, è stata altresì somministrata la capsaicina, mentre al secondo un blando placebo rappresentato dalla soluzione salina.

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Vacanza nei boschi per allontanare stress e rinforzare il sistema immunitario

foresta

foresta

La meta estiva più gettonata è sicuramente il mare: onde, sabbia, acqua trasparente, relax e tintarella sono quello che gli italiani prediligono maggiormente.

Tuttavia ci sono altre mete che potrebbero farvi guadagnare in salute, facendo diminuire nettamente lo stress accumulato durante l’anno.

Secondo l’istituto finlandese di ricerche forestali, il sopracitato beneficio e molti altri potrebbero darlo proprio i boschi e le foreste.

L”ipotesi dei ricercatori è che, camminare in un bosco in mezzo al silenzio, al verde e alla natura, aiuterebbe non solo ad eliminare stress e ansia ma, anche a rinforzare il sistema immunitario.

Un modo quindi, per allontanare lo stress e la routine cittadina e fare il pieno di natura per ricaricare le proprie pile interiori. Leggi tutto »

Integratori di calcio responsabili dei problemi cardiaci?

Integratori alimentari

Integratori alimentari

Ai giorni nostri siamo costantemente circondati da integratori di ogni tipo. Non li troviamo solo sotto forma di capsule, ma spesso aggiunti direttamente ai cibi, i quali vengono ‘arricchiti’ per risultare più appetibili e soprattutto nutrienti.

Tuttavia questo modus operandi potrebbe rivelarsi poco sano, soprattutto per alcune fasce d’età.

Tra gli integratori ‘più in voga’, c’è sicuramente il calcio, assunto con la finalità di rinforzare le ossa.

Tuttavia i ricercatori non escludono che l’assunzione di questo principio possa avere ripercussioni negative su tutto l’organismo, andando ad aumentare soprattutto i problemi cardiaci.

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Partorire in casa: secondo gli esperti è da sconsigliare

partorire

partorire

E’ un periodo, questo, in cui le famiglie riscoprono le tradizioni e le antiche usanze in materia di gravidanza.

Proprio per questo non deve stupire sapere che, sempre più donne decidono di affidarsi al parto in casa.

Tuttavia non tutti sono d’accordo con questa pratica e, tra questi, troviamo il The Lancet, rivista medica britannica che ha riportato uno studio in materia.

Dopo aver preso in considerazione più di 500mila parti, tra i quali alcuni erano avvenuti presso le abitazioni provate, i ricercatori hanno notato che la più alta morte di neonati avveniva proprio nel sopracitato caso, quello del parto in casa.

Se le morti in ospedale, infatti, raggiungono lo 0,3 per mille, quelle in casa sono più alte, fino ad arrivare all’uno per mille.

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Il Junk Food potrebbe causare la sindome da deficit di attenzione e iperattività

Junk Food

Junk Food

Del Junk Food abbiamo parlato spessissimo e ogni volta il contenuto non ne ha certo esaltato la qualità e i principi nutritivi.

Anche questa volta non è diverso, perché riporto una ricerca condotta dal Telethon Institute for Child Health Research, secondo la quale proprio il Junk Food sarebbe una causa alla base della sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Trattasi, per quelli meno esperti sull’argomento, di un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltosa la normale interazione sociale tra i bambini e l’apprendimento scolastico.

Sembrerebbe, infatti, che il modello alimentare rappresentato dal Junk Food possa essere il resposabile di alcune carenze nutritive che, alla lunga, compromettono le funzioni celebrali relative all’attenzione e alla concentrazione.

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Scarabocchiare mentre si ascolta aiuta la memoria

scarabocchi

scarabocchi

Succede praticamente a tutti.
Parliamo al telefono e, se abbiamo carta e penna davanti, quasi senza volerlo ci scopriamo a scarabocchiare figure geometriche e disegni.

O succede mentre parliamo con qualcuno, o in classe nell’attesa che ci venga l’ispirazione per un tema difficile.

Perché assumiamo quasi involontariamente questo atteggiamento?

La risposta ce la da l’Università di Cambridge, secondo i cui ricercatori scarabocchiare aiuta a ricordare i dettagli e a concentrarsi meglio su quello che stiamo ascoltando.

La conclusione arriva dopo aver sottoposto due gruppi di persone all’ascolto di noiosi messaggi telefonici. Al primo gruppo è stato chiesto di scarabocchiare durante la telefonata, mentre il secondo non è stata fornita carta e penna.

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Problemi intestinali? a soffrire è anche il nostro cervello

Apparato gastrointestinale

Apparato gastrointestinale

Il nostro corpo è una grande macchina i cui elementi rappresentano dei veri e propri ingranaggi collegati l’uno all’altro.

Quindi non deve stupire se, quando si hanno problemi intestinali a soffrirne non è solo il nostro apparato digestivo ma anche il nostro cervello.

A mettere in luce questo legame è l’Università della California, la quale ha pubblicato le proprie conclusioni sulla rivista Gastroenterology.

Il cervello, infatti, durante la sindorme dell’intestino irritabile perde efficienza.

Lo studio in questione è stato condotto su 103 donne, 53 delle quali soffrivano di Sindrome dell’intestino irritabile.

Tuttavia tutto il gruppo di volontarie è stato sottoposto ad analisi approfondite del cervello e ciò che ne è risultato dimostra la sopracitata tesi.

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