Archivi di Luglio 2009

STAMINALI NELLA CURA DELL’INFARTO

Per la prima volta i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, Usa) hanno dimostrato l’efficacia terapeutica di cellule staminali adulte pluripotenti indotte.Cellule prelevate da tessuti umani, manipolate in modo da poter generare qualsiasi altro materiale organico e quindi anche le cellule necessarie per riparare le pareti di vasi e cuori danneggiati dall’infarto.Nello studio apparso su Circulation i ricercatori del centro americano sono riusciti a verificare in laboratorio la possibilita’ di auto-trapianti di staminali a partire dalle cellule del tessuto connettivo, i fibroblasti, dello stesso paziente. Riducendo cosi’ il rischio di rigetto e il ricorso ai farmaci immunosoppressori. Una metodica finora sperimentata solo per altre tre patologie, Parkinson, anemia falciforme ed emofilia, ma mai nelle malattie coronariche.
Andre Terzic, che ha coordinato la ricerca:”Attraverso questi processi di riprogrammazione dovremmo essere in grado di invertire il destino delle cellule adulte e di personalizzare le richieste della medicina rigenerativa”.

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Oncologia e cure alternative

Quasi l’80 per cento dei pazienti richiede trattamenti terapeutici complementari.
Dl prossimo autunno l’ospedale di Merano li fornirà. Ma non vanno sottovalutati i costi e le possibili interazioni con gli altri farmaci .Agopuntura, osteopatia, fitoterapia e omeopatia ai pazienti oncologici: cure che fanno discutere e che vedono gli oncologi schierarsi per fare utilizzare le terapie complementari con grande cautela, solo di fronte a prove sicure, quelle che i medici chiamano «evidenze cliniche» o EBM. Nei giorni scorsi, i membri dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riuniti per il convegno nazionale in Trentino Alto Adige hanno cercato di fare chiarezza. Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom:Non abbiamo certezze, ma l’obbligo di porci domande. Queste sostanze possono avere effetti positivi per i malati, soprattutto per controllare alcuni effetti collaterali indotti dalle cure. Ma possono avere anche interazioni con l’assorbimento o il metabolismo dei farmaci antitumorali. Solo una corretta sperimentazione e lo studio delle possibili interferenze con i farmaci antitumorali possono consentire di inserirle nei protocolli terapeutici»

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Diabete gestazionale

In gravidanza si assiste al cosiddetto diabete gestazionale: una normale insulino-resistenza, che determina un’iperglicemia transitoria, che poi scompare alla fine della gravidanza.Ciò può portare a feti macrosomatici (eccessivo sviluppo ponderale di tutti i segmenti corporei), e questi ultimi avranno una maggiore possibilità di alterazioni nell’utero (SNC per lo più),e nella vita post-natale( aumentata possibilità di diabete di tipo II), oltre al fatto che si può avere una eclampsia (episodio improvviso di convulsioni, con carattere epilettoide che generalmente non è conseguenza di alterazioni del SNC).
La placenta è una membrana semipermeabile che filtra glucosio, aa e corpi chetonici, ma blocca ormoni,insulina e glucagone.
Fattori predisponenti sono:
-donne con glicosuria
-parenti di 1° grado con diabete
-precedenti aborti
-malformazioni fetali nei precedenti parti
-pregressa macrosomia del feto
-obesità
-donne con più di 4-5 gravidanze

IL DIABETE

Il diabete è una patologia caratterizzata da un’alterazione del metabolismo glucidico e di altri substrati energetici e dal conseguente sviluppo di complicanze neurologiche e vascolari(alterazioni a carico dei piccoli vasi principalmente a livello retinico e dei glomeruli renali e a livello dei vasi più grandi del circolo periferico e coronario, con formazione precoce di lesioni aterosclerotiche) Da un punto di vista biochimico si caratterizza per l’iperglicemia, causata da un deficit assoluto o funzionale dell’insulina o ormone insulinico. Il valore normale della glicemia a digiuno è di 70-100 mg/dl, mentre in fase postpasto tale valore può raggiungere fino a 200 mg/dl.
Distinguiamo:Diabete mellito di tipo I:Diabete giovanile, insulino-dipendente.E’ causato da assenza pressoché totale di insulina, su base ereditariaE’ necessario un fattore scatenante affinché la malattia si sviluppi, probabilmente infezioni virali, che determinano la comparsa, nei soggetti predisposti, di autoanticorpi contro le cellule di Langerhans,le cellule che producono insulina.
Diabete mellito di tipo II
Diabete che insorge tipicamente nell’adulto, insulino-indipendente. L’insulina viene prodotta, ma vi è un deficit, nelle sue funzioni;Anche in questo caso, certamente la predisposizione genetica è molto importante ma a questa si aggiungono fattori di rischio e ambientali, tra i quali il più noto è sicuramente l’obesità, che porta a una maggiore insulino-resistenza.
M O D Y – Maturity Onset Diabetes of the Young
Diabete della maturità ad insorgenza giovanile che non necessita di terapia insulinica e è dovuto alla presenza di mutazioni in geni coinvolti nella funzione delle b-cellule.
LADA – Latent autoimmune diabetes in Adults
Esordio dopo i 30 anni, progressione lenta del processo autoimmune, iniziale e modesta riduzione della capacità secretoria delle b-cellule dopo mesi o anni il paziente sviluppa una deficienza secretoria e richiede insulina. Frequenza relativamente alta: 20% dei pazienti giovani adulti precedentemente classificati con Diabete II.

CURCUMINA E CANCRO AL SENO

Un gruppo di ricercatori dell’ University of Missouri hanno scoperto che la curcumina, una sostanza che si trova in una spezia Indiana è dotata di un forte potere antiossidante, antinfiammatorio e antitumorale ridurrebbe il rischio di cancro al seno tra le donne sottoposte a terapia ormonale. Lo studio, pubblicato su Menopause, la rivista della North American Menopause Society, ha dimostrato, dopo la sperimentazione su cavie, che la curcumina, estratta dalla radice del Turmerico, ritarderebbe l’eventuale insorgenza del cancro al seno, diminuendo l’incidenza Salman Hyder della University of Missouri ha spiegato:”Gli ormoni che vengono utilizzati nella fase post menopausa possono portare a tumori al seno, mentre la curcumina che si trova nella curcuma, tra le spezie piu’ usate nella cucina indiana, blocca la produzione di una molecola chiamata Vegf, decisiva nello sviluppo dei tumori. La menopausa, infatti, e’ comunemente definita nella sua prima fase, iperestrogenica, ovvero si verifica l’aumento nel sangue di ormoni estrogeni; nella seconda fase invece, chiamata ipoestrogenica la scarsa presenza di estrogeni (insieme al progesterone), determina la scomparsa dei cicli mestruali. Da qui la diffusione delle terapie ormonali i cui effetti non sono sempre positivi. La curcumina e altri composti anti-angiogenici, bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni .

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Bambini prematuri:la saliva per fare diagnosi

Un semplice campione di saliva può stabilire se una donna incinta corre o meno il rischio di mettere al mondo un bambino prematuro. Il test veloce e’ stato messo a punto da ricercatori inglesi dello University College e King’s College di Londra (Regno Unito).Lo studio è stato condotto su 92 donne ed è stato pubblicato nel British Journal of Obstretrics and Gynaecology.

Il progesterone,un ormone ha tra le sue tante proprieta’,anche quella di anti-infiammatorio e la sua assenza potrebbe agevolare infezioni batteriche, una della cause probabili di un parto precoce. Gli scienziati hanno scoperto bassi livelli di progesterone nella saliva delle donne giunte al travaglio prima delle 34 settimane di gestazione. Secondo gli studiosi,siamo di fronte ad un probabile salvavita. In Italia sono circa 5.000 i bambini nati pretermine,ogni anno( Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, e’ prematuro il bambino nato prima della 37esima settimana.)

PROGETTO MIMOSA

Ogni anno,a circa 200.000 donne viene diagnosticato un carcinoma ovarico.
Diagnosticare questo tipo di tumore non è semplice, spesso ci si riesce solo in una fase piuttosto avanzata, il trattamento prevede un’operazione chirurgica e diversi cicli di chemioterapia.Spesso il tumore recidiva, e risultati inizialmente positivi svaniscono mentre il tumore ricompare.Le possibilità di guarigione sono legate ad una diagnosi quanto più possibile precoce.L’intervento chirurgico è molto delicato:bisogna asportare l’utero,le tube di falloppio, i linfonodi e in alcuni casi anche di una parte di tessuto intestinale.Le donne anche giovani vanno incontro a menopausa precoce e molto spesso perdono l’opportunità di diventare madri. Le donne che superano questa prima fase e che non presentano una recidiva nei due anni che seguono l’intervento, potrebbero accedere ad un vaccino innovativo e in via di sperimentazione.
Questo progetto “MIMOSA” (acronimo di Monoclonal antibody Immunotherapy for Malignancies of Ovary by Subcutaneous Abagovomab), coinvolge 900 donne.Il vaccino contiene ABAGOVOMAD,un anticorpo in grado di riconoscere l’antigene Ca125,una proteina presente in questo tipo di cellule tumorali.Questo anticorpo andrebbe in tal caso di attaccare le cellule malate e le neutralizzerebbe, prevenendo o guarendo l’eventuale recidiva.
Il vaccino, non potrà prevenire la malattia , ma costituirà un elemento per poter debellare definitivamente il tumore e guarire.
Il trattamento prevede un’iniezione ogni due settimane per un periodo che va dai 21 ai 45 mesi, la durata del trattamento è strettamente correlata ai risultati ottenuti, agli effetti collaterali e all’eventualità in cui compaia la recidiva durante il trattamento.
I primi risultati si avranno entro la fine del 2010

PCR

Spesso molti medici richiedono la pcr.,ma che cosa è che fa questo tipo di esame?

La PCR è l’acronimo di Polymerase Chain Reaction è una tecnica di biologia molecolare che consente la ricostituzione di un segmento di DNA completo Si hanno a disposizione degli oligonucleotidi di innesco
Chiamati primers,ciascuno specifico per il segmento di DNA che si
vuole amplificare. Vengono eseguiti cicli ripetuti (generalmente tra 25 e 30) di associazione dei primers,
in modo da amplificare il segmento che interessa di oltre 200.000 volte. Questa metodica permette lo studio di quantità
molto piccole di DNA,e soprattutto è molto rapida Con questo metodo è possibile
studiare le mutazioni, le infezioni etc

MALATTIA DI CHRON

Il Morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’’intestino(interessa principalmente ileo terminale).E’ caratterizzata dal malassorbimento dei grassi per effetto della perdita di sali biliari. Con quello dei grassi,però,si ha anche il malassorbimento delle vitamine liposolubili come la B12.
Il processo infiammatorio coinvolge anche ampi tratti dell’intestino e altera i meccanismi di assorbimento di diverse sostanze Il paziente di regola è giovane o adulto (20-40 anni) anche se vi possono essere delle eccezioni
con esordio in età più avanzata (anche verso 60 anni). La sintomatologia può essere inizialmente subdola:
il paziente può avere soltanto febbre in seguito compaiono dolori addominali, soprattutto in
corrispondenza della regione inferiore destrao (fossa iliaca destra) dove la
malattia si localizza più spesso (il dolore è spontaneo, sordo, continuo )In secondo luogo il paziente lamenta diarrea, che non è delle più clamorose (3-4 scariche al giorno), con feci semiliquide, a volte francamente acquose, ma di regola
senza presenza di sangue visibile
Diagnosi.:
Il laboratorio non è utile;
2. L’esame radiologico dell’apparato digerente con
mezzo di contrasto è di grande importanza
3. La diagnosi più precisa è quella istologica mediante biopsia della
Decorso e prognosi. La malattia è tipicamente cronica e come tale non si ha mai guarigione completa;
generalmente l’andamento clinico è caratterizzato dall’alternanza di periodi privi di sintomi a riacutizzazioni
Le recidive sono piuttosto frequenti, tanto più quanto più diffusa è la malattia.
Terapia. Per quanto riguarda la terapia medica, i
farmaci fondamentali sono gli antinfiammatori(salazopirina o salicilazo-sulfapiridina + acido 5-aminosalicilico)
Non ci sono prove che i corticosteroidi siano in grado di influenzare la durata dei periodi di remissione né
di diminuire la frequenza delle recidive ,mentre vengono usati nelle forme di malattia di Crohn con interessamento
rettale e/o del colon sotto forma di clisteri.In alcuni casi, specialmente in presenza di ascessi e/o di fistole, possono essere utilizzati gli antibiotici,mentre nei pazienti che non rispondono alle terapie si utilizzano gli immunosoppressori
Nelle forme che non beneficiano delle sole cure mediche,è opportuno il ricorso alla terapia chirurgica,
specialmente in presenza di complicanze (stenosi, fistole,
perforazione, ascessi) Infine, è rilevante ricordare l’importanza nel morbo di Crohn (specie nelle fasi di acuzie) della dieta, la quale dovrà essere leggera, povera di scorie e senza latte e inoltre dal momento che questi pazienti sono frequentemente malnutriti, essa dovrà essere ipercalorica e supplementata di vitamine e sali minerali.

Malattie Rare:MIOSCLEROSI

2 Università Italiane,quella di Padova e quella di Ferrara hanno scoperto la causa della miosclerosi,una malattia ereditaria che colpisce i muscoli. La causa è una proteina dell’’organismo:il collagene di tipo VI, una delle proteine che riveste le fibre muscolari. Le alterazioni del collagene VI sono alla base di altre due malattie genetiche che colpiscono i muscoli, la distrofia di Ullrich e la miopatia di Bethlem,entrambe caratterizzate da debolezza muscolare (la Ullrich in modo più grave, al punto da condurre a morte i pazienti entro i vent’anni) e tendenza alle contratture muscolari. Chi soffre di miosclerosi ha i muscoli legnosi, il difetto genetico fa si che i muscoli siano meno flessibili di come dovrebbero essere in natura. Infatti i malati di miosclerosi hanno difficoltà ad articolare i più semplici movimenti, come aprire la bocca o girare la testa da un lato etc.Gli studiosi che hanno condotto lo studio Paolo Bonaldo dell’Università di Padova e Luciano Merlini e Alessandra Ferlini dell’Università di Ferrara non si fermeranno di certo a questa scoperta;Se infatti,i prossimi studi mostreranno che la miosclerosi non condivide soltanto le basi genetiche con le altre malattie del collagene VI, ma anche il meccanismo patologico(il malfunzionamento dei mitocondri)potrebbero anche esserci delle prospettive terapeutiche per le persone affette dalla malattia